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Cos’è il concordato preventivo e come funziona?

5 Gen 2017


Cos’è il concordato preventivo e come funziona?

> Business Pubblicato il 5 Gen 2017



Qual è la procedura, la finalità, la maggioranza necessaria per l’approvazione del concordato preventivo, il metodo per evitare il fallimento.

L’imprenditore che sia in stato di crisi di liquidità può presentare la domanda di concordato preventivo, per evitare di fallire e contrastare l’eventuale deposito, da parte dei creditori, di una istanza di fallimento.

Lo scopo del concordato preventivo è di riuscire a trovare un accordo con i creditori e superare il momento di difficoltà transitorio in cui versa l’azienda.

Chi può accedere al concordato preventivo?

Può accedere alla procedura l’impresa commerciale (sia essa società di capitali, di persone, ditta individuale). Sono escluse le imprese agricole e gli enti pubblici.

Si deve inoltre trattare di una realtà imprenditoriale che superi le soglie per essere dichiarata fallita (leggi a riguardo “Presupposti soggettivi e oggettivi per la dichiarazione di fallimento”).

A che serve il concordato preventivo?

Il nuovo concordato preventivo non prevede alcun vincolo di carattere economico per la soddisfazione dei creditori ed il debitore può, in buona sostanza, proporre ai creditori qualsiasi soluzione che ritenga possa ricevere il loro consenso, sulla base di schemi vari e flessibili.

L’imprenditore che si trova in stato di crisi può proporre ai creditori un concordato preventivo sulla base di un piano che, in dettaglio, può prevedere:

  • la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma, anche mediante cessione dei beni, accollo, ovvero altre operazioni straordinarie, ivi compresa l’attribuzione ai creditori, nonché a società da questi partecipate, di azioni, quote, ovvero obbligazioni, anche convertibili in azioni, oppure altri strumenti finanziari e titoli di debito;
  • l’attribuzione delle attività delle imprese interessate dalla proposta di concordato ad un assuntore; possono costituirsi come assuntori anche i creditori o società da questi partecipate o da costituire nel corso della procedura, le azioni delle quali siano destinate ad essere attribuite ai creditori per effetto del concordato;
  • la suddivisione dei creditori in classi secondo posizione giuridica ed interessi economici omogenei;
  • trattamenti differenziati tra creditori appartenenti a classi diverse.

Non sono, invece, richiesti ulteriori requisiti soggettivi dell’imprenditore per l’accesso alla procedura di concordato relativamente alla tenuta della contabilità, all’iscrizione nel Registro delle imprese, volendosi favorire l’accesso a tale procedura ed essendo concepita la soluzione concordataria a vantaggio dell’impresa e non dell’imprenditore. Non è neppure previsto l’obbligo da parte del debitore di offrire una percentuale minima ai creditori chirografari, a differenza di quanto previsto dalla precedente normativa.

La domanda di concordato richiede la presentazione dei bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e l’elenco nominativo dei creditori con l’indicazione dei rispettivi crediti.

Il tribunale, nel fissare un termine per la presentazione del piano, può nominare il commissario giudiziale che vigili sull’attività di amministrazione dei beni svolta dal debitore e su eventuali comportamenti fraudolenti da parte di quest’ultimo.

Procedura di concordato preventivo: come fare?

La procedura di concordato preventivo può suddividersi in quattro fasi:

  • fase preparatoria, ossia la preparazione della domanda di concordato ed il suo esame da parte del tribunale, nonché la decisione sull’ammissione;
  • fase di approvazione dei creditori, il cui esito può essere anche il rigetto dell’approvazione;
  • fase di omologazione del concordato qualora l’approvazione dei creditori abbia avuto esito positivo;
  • fase di esecuzione del concordato.

Come fare domanda per il concordato preventivo?

Il debitore deve presentare con il ricorso:

  • un’aggiornata relazione sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’impresa;
  • uno stato analitico ed estimativo delle attività e l’elenco nominativo dei creditori, con l’indicazione dei rispettivi crediti e delle cause di prelazione;
  • l’elenco dei titolari dei diritti reali o personali su beni di proprietà ovvero in possesso del debitore;
  • il valore dei beni ed i creditori particolari degli eventuali soci illimitatamente responsabili;
  • un piano contenente la descrizione analitica delle modalità e dei tempi di adempimento della proposta.

Il piano e la documentazione devono essere accompagnati dalla relazione di un professionista, designato dal debitore, avente i requisiti previsti per la nomina a curatore, che attesti la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano medesimo. Analoga relazione deve essere presentata nel caso di modifiche sostanziali della proposta o del piano.

Quali creditori devono approvare il concordato preventivo?

Il concordato deve essere approvato dai creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti ammessi al voto.

creditori muniti di privilegiopegno o ipoteca, anche se la garanzia sia contestata, dei quali la proposta di concordato prevede l’integrale pagamento, non hanno diritto al voto se non rinunciano in tutto od in parte al diritto di prelazione. Qualora i creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca rinuncino in tutto o in parte alla prelazione, per la parte del credito non coperta dalla garanzia sono equiparati ai creditori chirografari; la rinuncia ha effetto ai soli fini del concordato.

Sono esclusi dal voto e dal computo delle maggioranze il coniuge del debitore, i suoi parenti e affini fino al quarto grado, i cessionari o aggiudicatari dei loro crediti da meno di un anno prima della proposta di concordato.

I creditori che non hanno esercitato il voto possono far pervenire il proprio dissenso per telegramma o per lettera o per telefax o per posta elettronica nei venti giorni successivi alla chiusura del verbale. In mancanza, si ritengono consenzienti e come tali sono considerati ai fini del computo della maggioranza dei crediti.


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