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Sostegno, che cosa cambia con la Buona Scuola

31 Maggio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 Maggio 2017



Nuovi percorsi sia per i docenti che per gli alunni: certificazioni di disabilità più rigorose e maggiore specializzazione per i docenti.

 

Cambiano le regole anche nel mondo del sostegno e degli studenti con disabilità, con il decreto attuativo della legge sulla Buona Scuola. Una scuola più inclusiva che sappia rispondere ai bisogni educativi, sempre nuovi e diversi, degli alunni in situazione di handicap: è questo l’obiettivo dello schema di decreto legislativo sulla promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, trasmesso da poco al Parlamento.

La norma inserisce nel mondo della scuola diverse novità, che non riguardano solo gli allievi disabili o con difficoltà ma anche i docenti, che vedranno cambiare il loro percorso di formazione e i loro ruoli. Gli alunni, invece, dovranno affrontare un nuovo iter per l’attribuzione del sostegno e per ottenere i documenti che attestano la disabilità. Saranno coinvolti anche altri soggetti che operano sul territorio, pubblici e privati, chiamati ad intervenire per rafforzare il ruolo della famiglia e delle associazioni nei processi di inclusione.

Ma procediamo per ordine e vediamo quali sono le principali novità sull’argomento.

Accertamento disabilità: la documentazione

L’alunno disabile, per poter fruire del sostegno, dovrà innanzitutto effettuare degli adempimenti per l’accertamento della condizione di disabilità.

In primo luogo, dovrà presentare all’Inps la domanda per l’accertamento della disabilità in età evolutiva: l’istituto sarà tenuto a dare un riscontro dopo 30 giorni dalla data di presentazione.

In particolare, sarà una commissione a valutare attentamente la situazione del disabile: questa sarà composta da un medico legale (il presidente) e due medici specialisti; la commissione sarà integrata, inoltre, da un medico Inps.

La commissione effettuerà una valutazione diagnostico-funzionale sulla natura della disabilità, ai fini dell’inclusione scolastica.

A seguito della valutazione dovrà essere redatto:

  • un profilo dinamico-funzionale, da parte di un’ unità di valutazione multidisciplinare composta da medici specialisti, da un assistente sociale o un rappresentante dell’ente locale di competenza che ha in carico il ragazzo;
  • un progetto individuale (un lavoro svolto in collaborazione tra scuola e famiglia);
  • un piano educativo individualizzato: il piano educativo individualizzato (Pei) mira all’inclusione in ambito scolastico, concentrandosi in particolar modo sull’apprendimento, la socializzazione, la comunicazione, l’interazione e l’ambiente di apprendimento; il Pei dovrà essere elaborato e approvato dal consiglio di classe, in collaborazione di genitori e operatori socio sanitari, sulla base della valutazione diagnostico-funzionale e del progetto individuale.

 

Disabilità: docenti di sostegno

I docenti di sostegno dovranno svolgere un corso di specializzazione in pedagogia e didattica speciale, obbligatorio per lavorare con gli alunni disabili della scuola dell’infanzia e della scuola primaria. Il corso sarà aperto solo a chi possiede la laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria, purché abbia conseguito ulteriori 60 crediti formativi universitari relativi alle didattiche dell’inclusione, oltre a quelli già previsti nel corso di laurea.

Il corso di specializzazione avrà una durata annuale e comporterà l’acquisizione di 60 crediti formativi universitari; nel corso saranno comprese almeno 300 ore di tirocinio, che daranno diritto a 12 crediti formativi universitari.

I corsi saranno a numero chiuso, programmati dal Miur ed attivati nelle sedi universitarie nelle quali sono attivi i corsi di laurea a ciclo unico in Scienze della formazione primaria. Saranno proprio le singole università che provvederanno ad organizzare la prova da superare per accedere ai corsi.

Per l’acquisizione dei crediti saranno considerati validi i crediti formativi universitari conseguiti con gli insegnamenti oppure con attività di tirocinio e di discussione di tesi attinenti al sostegno e all’inclusione.

Disabilità: assistenza e piano d’inclusione

Lo Stato non si dovrà più limitare ad assegnare, nella scuola statale, dei docenti per il sostegno didattico, ma, per la prima volta, dovrà anche tener conto della presenza di alunni con handicap certificato per definire l’organico del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata). Provvederà, inoltre, ad assegnare dei collaboratori scolastici anche per lo svolgimento dei compiti di assistenza, nell’ambito delle risorse umane disponibili per ciascuna istituzione scolastica.

Gli enti locali dovranno, invece, assicurare gli interventi necessari per garantire l’assistenza per l’autonomia e per la comunicazione personale, i servizi per il trasporto per l’inclusione scolastica, l’accessibilità e la fruibilità degli spazi fisici delle scuole.

La scuola, invece, dovrà predisporre un piano per l’inclusione, nell’ambito della definizione del piano triennale dell’offerta formativa, con l’assistenza dell’Ufficio scolastico regionale (Usr). Col piano dovranno essere quantificati i docenti di sostegno da assegnare.


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