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Lo sai che? Si può togliere la patente a chi non guida bene?

Lo sai che? Pubblicato il 18 maggio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 18 maggio 2017

Si può revocare la patente anche senza la violazione di una norma stradale o penale se il conducente dimostra di non avere le condizioni psicofisiche o tecniche per la guida. Necessaria però la motivazione.

Anche chi non guida perfettamente può vedersi togliere la patente benché non abbia violato alcuna norma del codice della strada, civile o penale. È sufficiente il semplice sospetto che l’automobilista abbia perso le condizioni psicofisiche e di capacità tecniche che all’epoca degli esami di guida, invece, presentava. Quindi, anche se un conducente viene fermato dalla polizia e non gli viene contestata alcuna multa, può subire il ritiro della patente di guida. Ma attenzione: la Motorizzazione può togliere la patente (anche) a chi non guida bene solo se motiva in modo puntuale l’ordinanza e dà così la possibilità all’automobilista di difendersi. Al contrario, è nullo il provvedimento motivato in modo generico. È quanto chiarito da una interessante sentenza del Tar Campania [1].

Non c’è bisogno di un eccesso di velocità, un passaggio col rosso, di una guida in stato di ebbrezza o, in generale, di una multa per violazione del codice della strada, né di un illecito di carattere civile o penale (lesioni a un passante che attraversava la strada) per vedersi ritirare la patente. Anche in caso di scontro tra due auto, con la colpa assegnata a una sola delle due, è opinione comune alla giurisprudenza che non conta chi sia responsabile dell’incidente stradale in quanto la revisione della patente ben può scattare anche senza una violazione delle norme sul traffico: è sufficiente un episodio che legittimi il «ragionevole dubbio» da parte delle autorità sull’idoneità psicofisica o sull’idoneità tecnica del conducente. Così è ben possibile che un vigile tolga la patente a un uomo che, fermato per un generico controllo, appare poco stabile psichicamente oppure con ha le mani che gli tremano. Si pensi anche al caso di chi non riesce a prendere le misure per un parcheggio particolarmente facile e urta alle auto attorno. O a chi, invece, mostri di essere diventato sordo o semi cieco. Insomma, è sicuramente possibile togliere la patente a chi non guida bene anche se non ha preso alcuna multa o violato eventuali norme. La revoca della patente può conseguire, infatti, non solo alle violazioni più gravi del codice della strada (si pensi alla guida in stato di ebbrezza) ma anche al

  • mancato possesso delle condizioni psicofisiche per guidare;
  • perdita delle capacità di guida ossia chi non è più abile a livello tecnico (ossia “si è dimenticato come si guida”).

In ogni caso tutte le volte che viene tolta la patente a un automobilista, sia che ciò avvenga per una infrazione o meno, la pubblica amministrazione è tenuta a motivare le ragioni per cui ritiene che il conducente non sappia più guidare, e dunque deve rifare l’esame, oppure non è in condizioni psicofisiche, e quindi deve farsi visitare dalla commissione medica locale. Diversamente il provvedimento di revisione è illegittimo.

Tali principi sono stati ribaditi da una sentenza del Tar Toscana [2] con riferimento al caso di un uomo cui è stata disposta la revisione della patente per aver investito un uomo. Secondo la sentenza,  i provvedimenti di revisione della patente di guida «non presuppongono l’accertamento di una violazione delle norme sul traffico o di quelle penali o civili, ma sono adottati in dipendenza di qualunque episodio che giustifichi un ragionevole dubbio sulla persistenza dell’idoneità psicofisica o tecnica alla conduzione dei veicoli a motore. E’ quindi irrilevante la circostanza che i Carabinieri, intervenuti sul posto del sinistro, non abbiano elevato alcuna sanzione a carico dell’automobilista mentre l’investimento di un pedone può logicamente fondare tale dubbio»

note

[1] Tar Campania, sent. n. 2405/17.

[2] Tar Toscana, sent. n. 681/17

Autore immagine: 123rf com

TAR Toscana, sez. II, sentenza 12 aprile – 12 maggio 2017, n. 681
Presidente Romano – Estensore Cacciari

Fatto e diritto

1. L’Ufficio della Motorizzazione civile di Pisa, con provvedimento 17 luglio 2012 n. 05367/B, ha disposto la revisione della patente nei confronti dell’odierno ricorrente, coinvolto in un incidente stradale il 12 luglio 2011 avendo investito un pedone il quale, a suo dire, sarebbe sceso improvvisamente dal marciapiede per attraversare la strada.
Il ricorrente lamenta, con primo motivo di gravame, che nella fattispecie non sussistano i presupposti di cui all’articolo 128 del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285-Codice della strada per disporre la revisione della patente di guida, poiché l’investimento sarebbe avvenuto in un tratto di strada senza attraversamento pedonale e con lievissimi danni al pedone; egli si è fermato tempestivamente soccorrendo l’investito e i Carabinieri, da lui stesso avvertiti, non hanno riscontrato alcuna violazione del Codice della strada. Inoltre in quarantasei anni di guida non è mai stato coinvolto in alcun sinistro e non ha subito alcuna decurtazione dei punti della patente.
Con secondo motivo lamenta che l’Amministrazione non abbia effettuato alcuna istruttoria né valutato autonomamente il fatto, limitandosi alla mera lettura del verbale redatto dai Carabinieri intervenuti sul posto che peraltro sarebbe anche stato male interpretato. In particolare si duole che non sia stata valutata la sua condotta dopo il sinistro né presa in considerazione la mancata irrogazione di sanzioni. Il verbale riferisce che il pedone si trovava su un attraversamento pedonale ma, in realtà, questo a suo dire era già stato superato al momento dell’impatto e diversamente opinando, non si comprende perché non sia stata applicata alcuna sanzione.
Conclude chiedendo l’annullamento dell’atto impugnato e il risarcimento dei danni.
Si è costituita con memoria di stile l’Avvocatura dello Stato per il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti chiedendo la reiezione del ricorso.
Con ordinanza 16 gennaio 2013, n. 24, è stata respinta la domanda cautelare.
All’udienza del 12 aprile 2017 la causa è stata trattenuta in decisione.
2. Il ricorso è privo di fondamento e deve essere respinto.
2.1 Il primo motivo è inammissibile poiché tende ad ottenere una pronuncia accertativa circa l’insussistenza, nel caso di specie, dei presupposti per disporre la revisione della patente di guida, e tale valutazione compete esclusivamente all’Amministrazione cui questo Giudice non può sostituirsi, se non nelle ipotesi di giurisdizione estesa al merito tra le quali non rientra quella in esame.
2.2 Il secondo motivo è infondato poiché, come rilevato già in sede cautelare, i provvedimenti di revisione della patente di guida non presuppongono l’accertamento di una violazione delle norme sul traffico o di quelle penali o civili, ma sono adottati in dipendenza di qualunque episodio che giustifichi un ragionevole dubbio sulla persistenza dell’idoneità psicofisica o tecnica alla conduzione dei veicoli a motore (T.A.R. Venezia III, 9 gennaio 2017 n. 9; T.A.R. Piemonte II, 15 novembre 2016 n. 1411). E’ quindi irrilevante la circostanza che i Carabinieri, intervenuti sul posto del sinistro, non abbiano elevato alcuna sanzione a carico del ricorrente mentre l’investimento di un pedone può logicamente fondare tale dubbio.
3. In conclusione, il ricorso deve essere respinto.
Le spese seguono la soccombenza e pertanto il ricorrente è condannato al loro pagamento nella misura di € 1.500,00 (millecinquecento/00) comprensiva della fase cautelare.

P.Q.M.

il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.
Condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali nella misura di € 1.500,00 (millecinquecento/00) comprensiva della fase cautelare.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa

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