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Asili, la formazione inizia dal nido

31 Maggio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 Maggio 2017



In arrivo un nuovo sistema integrato di istruzione sin dal nido e dalla scuola dell’infanzia, con maggiori specializzazioni per gli educatori.

 

Con la riforma della Buona Scuola arrivano nuove regole anche per la scuola dell’infanzia. Con il decreto legislativo approvato dal governo, difatti, si fanno strada le pari opportunità di educazione e istruzione sin dall’asilo nido, senza mettere però da parte il diritto al gioco per tutti i bambini dai 0 ai 6 anni di età. Obiettivi, questi, che mirano all’abbattimento di ogni barriera e disuguaglianza: sociale, economica, etnica e territoriale.

Ma vediamo nello specifico che cosa cambia, con i nuovi provvedimenti, negli asili nido e nella scuola dell’infanzia,  che diventeranno parte integrante del percorso educativo.

Educatori: laurea obbligatoria e formazione continua

Innanzitutto, negli asili, ci sarà una maggiore qualificazione dell’offerta scolastica, con educatori che dovranno essere laureati in scienze dell’educazione (classe L19); la laurea, in particolare, dovrà essere ad indirizzo specifico per «educatori dei servizi educativi per l’infanzia», oppure una laurea quinquennale in Scienze della formazione primaria, integrata da un corso di specializzazione di 60 crediti formativi universitari.

Queste novità entreranno in vigore a partire dall’anno scolastico 2019/2020 e saranno valide per tutto il personale neo assunto, mentre non andranno ad incidere sulle carriere di chi, già da anni, opera nel settore senza avere una laurea specifica.

Gli educatori, poi, secondo il nuovo decreto, dovranno essere costantemente aggiornati, grazie all’azione combinata dei corsi di formazione e del supporto del coordinatore pedagogico, figura didattica di riferimento tanto per il bambino che per la famiglia.

Sistema integrato di educazione e istruzione

Cambierà anche l’organizzazione scolastica, attraverso l’istituzione di un sistema integrato di educazione e istruzione aperto a tutti i bambini,  anche a quelli con disabilità. Questo nuovo modello cercherà di dare, durante l’infanzia, una formazione uguale per tutti i piccoli e allo stesso tempo sarà volto a sostenere e coinvolgere le famiglie nel percorso educativo dei figli.

L’istruzione “pre-scolastica” (termine improprio in quanto ora, come abbiamo visto, l’asilo sarà parte integrante del percorso di formazione) sarà suddivisa, nel dettaglio, in:

  • sezioni primavera, che accoglieranno bambini dai 2 ai 3 anni di età;
  • nidi e micronidi, che saranno dedicati ai bambini da 3 a 36 mesi di età;
  • scuola dell’infanzia, rivolta ai bambini dai 3 ai 6 anni, che opererà in continuità con i servizi educativi per l’infanzia e con il primo ciclo di istruzione.

Saranno istituiti, poi, una serie di servizi integrativi:

  • gli spazi gioco, riservati ai piccoli tra i 12 e i 36 mesi che potranno essere affidati ad uno o piò operatori fino ad un massimo di cinque ore al giorno;
  • i centri per bambini e famiglie;
  • i servizi educativi in contesto domiciliare, pensati per i piccolissimi dai 3 ai 36 mesi.

La norma si prefigge di creare dei poli dell’infanzia, nei quali tutti i servizi dedicati ai più piccoli possano confluire, in modo che nidi e scuole materne siano affiancate e che possa essere offerto ai bambini un percorso scolastico continuo e fluido. I poli, inoltre, fungeranno anche da laboratori, gestiti dalle regioni con una programmazione ad hoc.


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