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News Abusi edilizi: ecco chi si salva dalla demolizione

News Pubblicato il 18 maggio 2017

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> News Pubblicato il 18 maggio 2017

Con le nuove regole, la demolizione degli abusi edilizi seguirà delle priorità: i meno gravi vanno in fondo alla lista.

Demolizione sì, ma non per tutti. A salvarsi saranno i piccoli abusi edilizi, quelli cioè che non comportano particolari danni all’ambiente e alla sicurezza pubblica. Non si salvano invece gli immobili abusivi che sono il frutto di attività criminose e quelli realizzati su aree soggette a vincolo ambientale e paesaggistico. Sono queste le nuove norme approvate dal Senato e che ora si dirigono verso la Camera dei Deputati per una seconda e formale ratifica. In tema di abusi edilizi cambiano quindi tutte le regole: a breve, tutte le volte in cui la demolizione non è stata già ordinata dal Comune (cosa che succede spesso), sarà il  Procuratore della Repubblica di ciascun Tribunale a determinare dei criteri di priorità per provvedere allo smantellamento dell’opera. La legge indica quali sono gli abusi che vanno demoliti per primi. Tutti gli altri resteranno in fondo alla lista e vi si provvederà solo successivamente. Il che potrebbe anche significare una sorta di sanatoria di fatto.

Ma quali sono gli abusi edilizi che si salvano dalla demolizione? Ne abbiamo già parlato in Abuso edilizio: quali costruzioni demolire prima: si tratta di un gran numero di abusi e forse facciamo prima a dire quelli che, invece, vengono messi in cima alla lista, ossia per i quali la Procura si muoverà prima. I primi abusi ad essere demoliti saranno:

  • immobili di rilevante impatto ambientale o costruiti su area demaniale o vincolata (soggetta a vincolo ambientale e paesaggistico, sismico, idrogeologico, archeologico o storico artistico);
  • immobili che per qualunque motivo sono un pericolo per la pubblica o privata incolumità;
  • immobili nella disponibilità di soggetti condannati per reati di associazione mafiosa o di soggetti colpiti da misure prevenzione.

Residuano tutti i piccoli abusi o quelli che non creano un particolare danno all’ambiente. Ad esempio, la tettoia spiovente, la veranda, il pergolato, il piccolo garage, ecc.

Resterà ovviamente fermo il reato, ma anche in questo caso resta aperta la scappatoia della prescrizione: 4 anni (5 se arriva l’avviso di garanzia). Il che avviene spessissimo.

Per tutti gli altri dettagli leggi Abuso edilizio: quali costruzioni demolire prima.


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1 Commento

  1. Ho fatto una denuncia di un presunto abuso edilizio, mi risulta che è stato fatto anche da altre persone, ho inviato una e mail hai vigili urbani sezione antiabusivismo, ma questi continuano a costruire.
    C’erano alberi secolari che sono stati abbattuti, di un fabbricato di due piani adesso ce un mostro già di 5 piani con un incremento rispetto alla vecchia costruzione del 750%, io che abito al piano ammezzato adesso sono chiuso.
    Come si può fare?

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