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Querela: il modello

21 maggio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 maggio 2017



Chi ritiene di essere stato vittima di un reato può proporre querela per ottenere la punizione del colpevole. Di seguito anche un fac simile da usare all’occorrenza.

Il vicino ti ha preso a botte per una bega condominiale e hai riportato qualche livido? Sei stato truffato da un amico? Il gestore del bar sotto casa non ti fa dormire a causa di grida e schiamazzi? Niente paura, la legge è dalla tua parte: puoi, infatti, querelare il vicino, l’amico e il gestore del bar. Attenzione: querelare, non denunciare. Denuncia e querela non sono assolutamente la stessa cosa. Cerchiamo di capirne di più tramite questo articolo, fornendo anche un modello di querela da usare all’occorrenza.

Querela: sinonimo di denuncia?

La querela è l’atto con il quale una persona (il querelante) comunica alla autorità giudiziaria il fatto di essere stato, a suo giudizio, vittima di uno o più reati. Ve ne sono alcuni (minaccia, percosse, lesioni personali, violenza sessuale, ecc…), infatti, per i quali la legge prevede sì la possibilità di punire il colpevole tramite un regolare processo ma ad una condizione ben precisa: proponendo, appunto, una formale querela che serve proprio a rimuovere l’ostacolo giuridico che impedisce che la giustizia faccia il suo corso e che il colpevole venga processato. In altre parole, essa  contiene non solo la descrizione del reato commesso ma deve espressamente riportare la l’istanza di punizione: il querelante deve chiedere in modo chiaro ed esplicito, cioè, che si proceda penalmente nei confronti della persona querelata perché la si punisce a norma di legge. Nel caso di reati perseguibili solo a querela, la possibilità di processare e, eventualmente, di condannare l’imputato dipende dalla successiva volontà della persona offesa.

Cosa diversa, come dicevamo, è la denuncia che ha sempre la funzione di mettere al corrente l’autorità giudiziaria della commissione di un reato ma l’imputato potrà comunque essere processato e condannato anche se chi denuncia non ne fa richiesta. Si dice che il reato è procedibile d’ufficio (esempio sino l’estorsione, la violenza privata, l’omicidio, ecc…: come si vede, si tratta di reati particolarmente gravi).

Querela: cosa deve contenere?

Perché la querela sia validamente proposta, deve contenere delle richieste specifiche. Non solo, occorre anche rispettare dei termini ben precisi previsti dalla legge.

Dal punto di vista del contenuto, il querelante deve inserire:

  1. la descrizione del fatto di reato, quanto più specifica e corretta possibile indicando ogni circostanza utile alla esatta ricostruzione dei fatti. Non serve che il querelante individui (e rappresenti) esattamente il reato di cui è stato vittima (ad esempio indicando precisamente l’articolo del codice penale che è stato violato): di questo si occuperà il pubblico ministero che, relativamente a quei fatti così come esposti, svolgerà le indagini e deciderà se valutarli in un modo o in un altro;
  1. l’istanza di punizione. Facciamo un esempio per capire meglio: Tizio dice di essere stato preso a botte da Caio. La percosse [1] sono un reato perseguibile a querela della persona offesa. Non basta che Tizio dica che Caio lo ha preso a sberle ma deve espressamente richiederne la punizione a norma di legge in relazione a tutti i reati che dovessero ravvisarsi nei fatti che ha descritto. In caso contrario, Tizio non potrà sperare che Caio venga processato.

Querela: entro quanto proporla?

Come abbiamo detto, la legge prevede dei termini ben precisi per proporre querela e se questi termini non vengono rispettati ciò determina una decadenza, nel senso che se si querela tardivamente è come se non avessimo fatto nulla. Il colpevole resterà impunito.

Solitamente, il termine di riferimento è di tre mesi dal giorno in cui la persona offesa ha avuto notizia (è venuta a conoscenza) della commissione del reato. In alcuni casi, il termine è diverso: ad esempio, per lo stalking, la querela può essere proposta nel termine di sei mesi.

Querela: a chi proporla?

Si può proporre querela recandosi immediatamente (o nei termini di tre mesi o di sei mesi di cui abbiamo detto) dai carabinieri, dalla polizia o presso la procura della Repubblica per informarli (per iscritto o oralmente) dell’illecito. Attenzione: lo diciamo ancora una volta, non dimenticare di precisare che vuoi che il colpevole sia processato e punito.


Querela: il modello

Alla Procura della Repubblica

presso il Tribunale di…

Il sottoscritto … nato a … (…) e residente in … alla Via/Piazza … civ. … (…),  espone quanto segue:

descrivere dettagliatamente il fatto che costituisce il reato, indicando anche se vi sono persone in grado di riferire sugli stessi fatti (testimoni) ed allegando, se disponibili, documenti e quant’altro ritenuto utile alla ricostruzione dei fatti.

Per tutto quanto detto ed tanto esposto, il sottoscritto propone formale querela nei confronti di (indicare il nome se conosciuto oppure nei confronti delle persone che saranno identificate nel corso delle indagini)  chiedendo espressamente la loro punizione a norma di legge per il reato di cui all’art… nonchè per tutti gli altri che dovessero ravvisarsi  in corso di giustizia.

Dichiara espressamente  di opporsi sin da ora all’eventuale decreto penale di condanna riservandosi sin da ora, l’eventuale dichiarazione di costituzione di parte civile e CHIEDE di essere informato ai sensi degli artt. 405 e 408 c.p.p. dell’eventuale formulazione della richiesta di proroga delle indagini preliminari ovvero della formulazione della richiesta di archiviazione.

Luogo e data

Firma

note

[1] Art. 581 cod. pen.

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