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Imposta di registro esecuzioni immobiliari: che data considerare?


Imposta di registro esecuzioni immobiliari: che data considerare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 maggio 2017



La legge prevede una tassa fissa per l’imposta di registro per i procedimenti di espropriazione immobiliare se il bene sia rivenduto nei 2 anni successivi e che il decreto di trasferimento sia stato emesso dopo il 15/2/16. Ma quale data va considerata?

Il lettore dice di essere in possesso di un decreto di trasferimento di immobile subastato rilasciato dal tribunale e firmato dal giudice in data 10/2/2016 ma depositato in cancelleria il 25/2/2016.

Sicuramente tutti gli atti del giudice (sentenze, ordinanze e decreti) acquistano rilevanza ed efficacia esterna solo nel momento in cui sono depositati in cancelleria (cioè quando, in altri termini, sono pubblicati), mentre prima di tale momento devono essere considerati come atti in formazione. Tuttavia, tra il momento dell’emissione e quello del deposito in cancelleria, l’atto del giudice esiste (compreso anche il decreto di trasferimento) [1] e la legge talvolta fa espressamente riferimento all’atto del giudice semplicemente emesso e non ancora depositato per stabilire che anche la semplice emissione produce effetti o semplicemente per distinguere tra l’atto emesso e l’atto depositato in cancelleria (ad esempio, il codice di procedura civile chiaramente distingue tra sentenza emessa e sentenza depositata in cancelleria [2].

Nel caso dell’agevolazione fiscale (riduzione dell’imposta di registro) [3] essa ha effetto per gli atti emessi dalla data di entrata in vigore del decreto e fino al 31 dicembre 2016. L’agevolazione fiscale che interessa il lettore, quindi, si applica solo per gli atti che siano stati emessi a partire dal 16 febbraio 2016.

Si esclude che l’agevolazione possa applicarsi al caso del lettore (nel quale il decreto risulta emesso il 10 febbraio 2016) e ciò perché quando la legge ha utilizzato in altri casi lo stesso termine ha fatto chiaramente riferimento non all’atto depositato in cancelleria, ma all’atto soltanto sottoscritto dal giudice e non ancora depositato in cancelleria.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte

note

[1] Art. 586 cod. proc. civ.

[2] Artt. 132 e 133 cod. proc. civ.

[3] Art. 16 del d.l. n. 18 del 14.02.2016 (in vigore dal 16.02.2016 e cioè dal giorno successivo a quello della pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale).

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