HOME Articoli

Lo sai che? Visite fiscali, cambia la malattia per i dipendenti

Lo sai che? Pubblicato il 19 maggio 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 19 maggio 2017

La riforma Madia segna l’allineamento degli orari delle visite di controllo del medico fiscale nel settore pubblico e privato.

Non ci saranno più differenze tra impiegati pubblici e dipendenti del settore privato: in caso di malattia del lavoratore, la visita fiscale dell’Inps verrà eseguita nelle stesse fasce orarie di reperibilità. Non più quindi un regime diverso per le due categorie che oggi vede privilegiati i lavoratori privati (per i quali le fasce di reperibilità sono di 4 ore al giorno, a fronte delle 7 ore nel pubblico). È quanto prevede la riforma del pubblico impiego che oggi dovrebbe ricevere l’approvazione definitiva in consiglio dei ministri insieme al decreto che rivede per l’ennesima volta il sistema dei “premi di produttività” degli statali. Ma vediamo più da vicino come cambia la malattia per i dipendenti e le regole per le visite fiscali.

Licenziati i dipendenti pubblici fannulloni

Tra gli aspetti più interessanti della nuova legge, che attua la riforma Madia, vi è la revisione del codice disciplinare per gli statali. Non più sei ma dieci saranno i comportamenti che portano al licenziamento immediato. Tra questi l’immancabile ipotesi della falsa timbratura del badge, le assenze ingiustificate, le false dichiarazioni per ottenere posti o promozioni, ecc. Il licenziamento scatta anche per chi viola in modo «grave e reiterato» i codici di comportamento, mostra uno «scarso rendimento» a causa di reiterate violazioni degli obblighi per le quali è già stato sanzionato, oppure va incontro a «costanti valutazioni negative»: in quest’ultimo caso il licenziamento consegue a una valutazione negativa per tre anni di seguito.

Visite fiscali: si cambia

Come abbiamo anticipato in apertura, uno dei punti più attesi della riforma è la revisione delle regole sulla malattia dei dipendenti e sulle visite fiscali di controllo dell’INPS. Attualmente, in caso di malattia del dipendente, il regime delle visite fiscali prevede due diversi sistemi:

  • per i dipendenti statali e degli enti locali le fasce di reperibilità, per l’intera settimana, festivi compresi, vanno dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00;
  • per i lavoratori del settore privato la reperibilità (per tutta la settimana, festivi compresi) va invece dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00.

Dal 1° settembre, invece, l’Inps rinnoverà la convenzione per le visite fiscali. Il decreto dovrebbe allineare gli orari di reperibilità nel pubblico e nel privato. In pratica, mentre la disponibilità, per i lavoratori privati, è pari a 4 ore, per i dipendenti pubblici è pari a 7 ore. Il divario dovrebbe essere superato stabilendo una fascia oraria uguale per tutti, probabilmente non inferiore alle 7 ore, per garantire un maggior numero di controlli. Anche i casi di esonero della visita fiscale verranno unificati.

Inoltre, dal 1° settembre la competenza sulle visite fiscali ai dipendenti pubblici che si assentano per malattia tornerà in capo all’Inps, superando la situazione attuale in cui la mancata effettuazione delle visite è giustificata dalle Asl con l’assenza di fondi.

Infine il medico fiscale potrà passare anche tre volte nell’arco dello stesso periodo di malattia.

A guidare il nuovo sistema sarà comunque un decreto attuativo, da varare entro 30 giorni dall’entrata in vigore della riforma.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

34 Commenti

  1. È assurdo tutto questo perché chi ha subito un intervento e ha un problema per esempio al braccio o alla mano la prognosi è comunque luna, non può comunque andare al lavoro ma può comunque uscire Ma se sta chiusio sempre in casa oltre al male gli viene anche la depressione. Io toglierei tutte queste fasce orarie e in base ai certificati chiamerei a visita e valuterei la situazione ,solo se uno è veramente impossibilitato ad andare, l’inps esce per il controllo e se la malattia è breve (queste sono più da controllo)
    E poi perché tante visite una volta accertata la patologia e stabiliti i giorni….che spreco di soldi pagare tanti medici per dei controlli assurdi. Se io ho una prognosi di 15 giorni il medico fiscale ha appurato che tutto è in regola e conferma. ..che senso ha dopo due /tre giorni mandarlo di nuovo (pagargli la prestazione) per dire la stessa cosa di due giorni prima? È vero che c’è tanta gente che ne aproffitta ma troviamo anche un sistema …..che senso ha uno che è stati operato e deve poi fare la riabilitazione ogni volta giustifichè se non ti trovano comunque devi andare al’inps a giustificare ma se c’è già una prescrizione medica …….non ci si gira più neanche dei colleghi. …uno che controlla l’altro. ….che vergogna!!!! E chi ci va di mezzo sempre il povero utente. …..

    1. …… spostiamo i controlli fiscali ai Parlamentari On. Medi …..e comunque é buona educazione sentire il parere dei lavoratori ….prima di legiferare ……. grazie …!!!

    2. Caro Mario condivido la tua proposta riguardo il metodo per le visite fiscali anche se trovo assurdo che un medico vadi controllare e mettere in discussione un certificato di malattia di un altro medico!il ministro Madia dovrebbe controllare i parlamentari e la casta invece di rivalersi con le persone malate!E soprattutto i loro stipendi!basta far cassa sui lavoratori!

      1. Leggi fatte da chi non ci capisce nulla….voglio vedere come verranno evase centinaia di migliaia di richieste di visite ….solita bufala.

    3. Ben detto Sabrina.le malattie croniche,professionali,Forn ero ecc.a chi le diciamo? Sempre contro il lavoratore.Puniamo le truffe.

    4. concordo con voi vi ricordate lo sceneggiato di tanti anni fa le stelle stanno a guardare? Con un piccolo ritocco io lo chiamerei i sindacati stanno sempre a guardare ciao e una buona giornata

      1. quelli come te che danno sempre la colpa di tutto ai sindacalisti, sono quelli che non si iscrivono, non partecipano alle assemblee e tanto meno agli scioperi.
        quelli come te sono per lo più capaci solo i brontolare ma non fanno nulla per cambiare le cose.
        I sindacati hanno potere solo se i lavoratori sono disposti a sostenerli e a mobilitarsi.
        E’ ora di smetterla di dare le colpe ad altri per il vostro lassismo e la vs vigliaccheria,

  2. Concordo in tutto quello che afferma Sabrina è una vergogna che chi ha subito un intervento chirurgico a una spalla per un tendine rotto probabilmente causato dall’usura del lavoro come nel mio caso che in questo lungo periodo di convalescenza debba attenersi a codeste assurde fascie orarie, specialmente se c’è un certificato dell’ospedale che dichiara una diagnosi.In questo modo ci si ammala veramente di depressione in fin dei conti non certo avrei voluto trovarmi in questa assurda situazione specie nel periodo estivo in cui stiamo andando incontro.Cmq dovrebbero prima di andare a controllare valutare la diagnosi del certificato. Dovrebbero cambiare le cose in maniera diversa non è giusto fare tutta un’erba un fascio.Sì ritorna sempre lì ci rimette il giusto per il peccatore è una vergogna.Laura.

  3. Riforma del lavoro del pubblico impiego!
    Invece di “eliminare” tutti i privilegi del settore pubblico rispetto al privato, si “allinea” la fascia di reperibilità in caso di malattia del dipendente privato al dipendente pubblico che è l'”UNICO” trattamento di maggior favore del privato!

    1. La legge specifica, se hai un invalidita’
      Superiore al 60%
      (Percentuale che un ammalato oncologico, ottiene
      tranquillamente) NIENTE

  4. Maledetti, non sanno più come rendere la vita impossibile agli onesti cittadini che lavorano e pagano le tasse che vanno poi a pagare i loro stipendi e infiniti privilegi.
    Per rimanere in tema direi che rinchiudere un malato in casa tutto il giorno sarà in molti casi motivo di peggioramento, considerando che proprio i medici spesso consigliano passeggiate all’ aria aperta.
    Vergogna, vogliono unificare pubblico e privato e allora noi del privato ci dobbiamo aspettare tutti i privilegi del pubblico, compreso il Non licenziamento in caso di fancazzismo?
    Qualcuno risponda su questo, grazie.

    1. Commento mediocre…Quali sono i privilegi del pubblico impiego???? Mi risulta che le ore di lavoro siano uguali per entrambi, il Ccnl nn ne parliamo… nel pubblico impiego fermo da un decennio!

      1. Esatto.. da dipendente pubblico vorrei capire a quali privilegi ci si riferisca…
        I contratti e quindi gli stipendi son fermi al 2009, bisogna sopperire ala mancanza di personale con ore straordinarie ovviamente non retribuite, tutto al più a recupero, e lavorando a volte in situazioni al limite dando comunque l’ impressione all’ utenza che di problemi non ce ne siano.
        E dopo 27 anni di servizio ho lo stipendio più basso di tutti i miei conoscenti che lavorano, anche da meno tempo in aziende private.
        Forse non si è notato ma i tempi son cambiati per tutti e comunque non credo sia corretto far di tutta l’ erba un fascio

        1. La differenza tra pubblico e privato? Quando c’è il rinnovo del contratto collettivo nazionale al dipenfente pubblico viene subito riconosciuto al privato passano 5/6 anni gli arretrati scremati (una’tantum) .
          Gli scatti di anzianità inesistenti ai privati 15 anni di servizio nella sanità privata sempre livello C…
          Vi sembra poco!!!?

    2. Proprio così Anna, metti il caso di disturbi ansioso-depressivi, se esci perché ti fa stare meglio, poi ti viene ancora di più l’ansia di stare a guardare l’orologio…

  5. Tutti uniti in GRANDE FRETTA per far legge quando pagano i piccoli anche se molto è giusto altro dovrebbe essere rivisto. MA I LADRI DEI NOSTRI PARLAMENTARI DI TUTI I PARTITI PER TOGLIERE LE MEGA PENSIONI,VITALIZIO, AGEVOLAZIONI ETC COSA DOVETE ASPETTARE? DOVRESTE ESSERE MESSI AL MURO !!!

  6. Come sempre a scambiarci la vita sono le persone incompetenti : ma cosa deve capire una ragazzina ? Anche Brunetta era capace di fare queste cose. D’accordo in gran parte con Sabrina ( per quanto riguarda la depressione e l’assurdità delle reiterate visite in certi casi) , l’unico passo in avanti che questa notizia sembrerebbe costituire è l’impegno ad annullare le differenze di doveri tra pubblico e privato.

  7. Ci ripetiamo per ennesime volte sempre sulle stesse cose…..
    certo e’ che ci vogliono annientare completamente .. , mentre loro se ne riguardano bene nel conservarsi i loro privilegi ….
    ma io dico … ,ma quando cazzo ci decidiamo di smettere di fare solo chiacchiere e cominciare ad agire con fatti concreti?

  8. Pur essendo nel pubblico,d’accordissimo di portare le fasce orarie per tutti uguale;
    solo come hanno già detto distinguerei le varie malattie…..Non si può paragonare una malattia x bronchite ad una per un braccio ingessato…..per bronchite devi stare al chiuso,al caldo;x il braccio,se non vuoi sclerare rinchiuso in casa,qualche passeggiata potresti permettertela….e xché no,essendo donna anche andare a fare la spesa senza dover avere la fobia dell’ ora….visto che anche la spesa non viene nessuno a farcela!!!!

  9. Cosa dire delle persone che soffrono di depressione,che
    hanno bisogno di uscire e di solito sono patologie lunghe da guarire e dei malati oncologici,ma poi con tutti i problemi che ha l’ Italia, questi pensano agli orari di visita medica.Ma quali sono gli orari di reperibilità dei parlamentari e chi li controlla,visto che loro possono andare a lavoro (se lavoro si può chiamre),quando vogliono.Italia rovinata da ministri incapaci,bugiardi e ladri.

  10. Sapete che nel pubblico chi si ammala ha lo stipendio decurtato delle voci fissi per ogni episodio di malattia per i primi 10 giorni?
    Spero che questa regola, al limite della incostituzionalità,non sia stata estesa ai lavoratori privati!

  11. dove lavoro io i primi 3 giorni di malattia non vengono retribuiti, quindi se viene un controllo in quel periodo…..io non sono pagato lo stesso,,,,,,pensiamo a quelli degli enti pubblici che sono andati in pensione con 15 anni di contributi e ora si lamentano per essersi allineati a noi,,, troppo comodo……………..

  12. Su veramente questi non sanno come rendere la vita difficile e basta. Non la vedo u a buon a soluzione. Le prognosi sono diverse per cui non si può agire in uguale soluzione

  13. Lavoro in ente locale. Lussazione di terzo grado della clavicola e frattura della scapola. Operato, tre mesi a casa perdendo più di 600 euro, tra turnazione e festivi non lavorati. In piú a casa sette ore al giorno mi stavo esaurendo, nel vero senso della parola. Non potendo permettermi altre perdite economiche, sono stato costretto a rientrare, continuando a svolgere la mia attività con una bella vite Parker da 50 fissata nella clavicola, con ovvie problematiche. L impiego pubblico è cambiato nell ultimo decennio e come al solito, dagli sprechi di anni addietro, siam passati ad un eccesso di rigidità. Trovo davvero ridicolo equiparare un influenza di pochi giorni a patologie cliniche conclamate da operazioni chirurgiche. Chiamateci a visita, dove è il problema? Senza contare il risparmio che si otterrebbe eliminando inutili visite fiscali a casa. Ultimo, ma non ultimo, trovo davvero divertente, per non definire disarmante, essere giudicato da astanti parlamentari rimani che per primi dovrebbero essere sottoposti ad ogni forma di controllo, dalla produzione, di non si sa bene cosa, alla effettiva presenza nel luogo “di lavoro” che gli permetterà dopo soli cinque anni, di ricevere una miserevole pensione vitalizia. Ora perdonatemi che devo andare a fare riabilitazione, ovviamente pagata dal sottoscritto.
    Siamo italiani, senza offesa.

  14. Esco oggi o domani dopo un intervento di by pass aorto coronarico….. triplo… e dovrei stare chiuso in casa mentre i medici che mi hanno operato prescrivono lunghe camminate per recuperare

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI