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Insetti nei mangimi per animali: chiarimenti del Ministero

22 Maggio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 Maggio 2017



È in crescita l’attenzione verso fonti proteiche alternative e si moltiplicano le attività di allevamento e uso degli insetti per l’alimentazione degli animali, una recente nota del Ministero della Salute chiarisce alcuni aspetti utili agli operatori al fine della tutela dei consumatori.

Una circolare [1] del Ministero della Salute, datata 5 maggio 2017, ricorda come la Commissione europea sia in procinto di pubblicare degli aggiornamenti normativi riguardo l’utilizzo delle farine di insetti nell’alimentazione dei pesci da allevamento. Saranno quindi predisposte delle specifiche condizioni di trasformazione, produzione, stoccaggio, trasporto e utilizzo della farina di insetti che sarà utilizzata in acquacoltura (allevamento di pesci).

In attesa di questi importanti novità nel settore alimentare, ed in particolare per l’allevamento dei pesci, e in un contesto di continue notizie sugli insetti da usare come fonte proteica alternativa e sostenibile per l’alimentazione di uomo e animali, il Ministero della Salute ha diramato una circolare per chiarire quale sia oggi il panorama normativo e procedurale nella produzione, destinazione d’uso e commercializzazione di farine di insetti.

Qual è la situazione attuale?

Gli insetti o parti di essi, secchi o congelati (vivi o morti), purché di specie non patogene, sono considerati materie prime per la produzione di mangimi per animali, poiché assimilabili alla categoria degli “invertebrati terrestri” del catalogo comunitario delle materie prime per mangimi [2].

Nello stesso catalogo [2] sono presenti anche le farine animali, per le quali esiste uno stretto quadro normativo che ne stabilisce categorie, criteri di produzione, autorizzazioni, prescrizioni igieniche, etc… [3, 4], il tutto alla luce del quadro normativo di prevenzione delle TSE/BSE (le encefalopatie spongiformi, la cosiddetta mucca pazza) [5].

In generale, esistono già delle specifiche deroghe [6] per l’utilizzo di farine animali nella filiera alimentare (per esempio per l’alimentazione dei pesci), purché derivanti da animali diversi dai ruminanti (bovini e ovo-caprini). Tuttavia, nonostante le farine di insetti non siano farine di ruminanti, l’Unione europea, applicando un principio di cautela, ne ha vietato l’utilizzo nella produzione di mangimi destinati ad animali della filiera alimentare (bovini da latte, da carne, suini, pollame, etc…). L’introduzione per i pesci da allevamento è infatti una novità. In generale, invece, l’utilizzo di insetti come materia prima è possibile solo per i mangimi degli animali da compagnia, da allevamento che non entrano nella catena alimentare, da pelliccia, da zoo, o comunque animali allevati per fini diversi da quello della filiera alimentare.

Cosa diversa dalle farine sono gli insetti vivi usati come mangime (per esempio per gli uccelli). Questi non rientrano nella definizione delle farine animali [2], né possono definirsi sottoprodotti [3], quindi il loro utilizzo è a discrezione di ogni Stato Membro. Nella circolare qui descritta [1], il Ministero della Salute precisa che in Italia è ammesso “l’utilizzo di insetti vivi per l’alimentazione di animali da compagnia o di animali non allevati per la produzione di alimenti, quali quelli ornamentali, da pelliccia, da zoo o da laboratorio o per usi diversi da quelli alimentari”.

Quindi in Italia, oggi, vale il principio che gli insetti possono essere utilizzati tal quali o come ingrediente nei mangimi di animali non destinati al consumo alimentare per l’uomo.

Cosa bisogna fare per allevare o produrre insetti da utilizzare come mangimi?

Secondo la normativa europea gli insetti sono animali da allevamento e ad essi si applicano i principi della normativa vigente sui prodotti e sottoprodotti di origine animali [3, 4, 5]. Il loro allevamento non può essere condotto utilizzando materiali già vietati nell’allevamento degli animali [7]. Infine, chi alleva e trasforma insetti è soggetto a registrazione e all’applicazione dei principi di igiene dell’Haccp secondo le norme del settore mangimi [8], nonché a tutti gli obblighi generali previsti in tema di sicurezza e rintracciabilità degli alimenti e dei mangimi [9].

Quali gli sviluppi futuri e quali insetti si potranno sicuramente utilizzare?

La Commissione europea introdurrà specifiche norme per il rilascio delle autorizzazioni agli operatori che trasformano, utilizzano o conservano farine di insetto. Dopo le pubblicazioni in gazzetta europea, il Ministero diramerà precise istruzioni per il territorio italiano.

Per quanto riguarda la catena alimentare per l’uomo, sicuramente sarà ammesso l’utilizzo delle farine per l’alimentazione dei pesci. Verrà anche introdotta una lista positiva di insetti da usare per la produzione di farine destinate agli animali: la mosca soldato nera (Hermetia illucens), la mosca domestica (Musca domestica), il verme della farina (Tenebrio molitor), il verme della farina minore (Alphitobius diaperinus), il grillo domestico (Acheta domesticus), il grillo domestico tropicale (Gryllodes sigillatus) ed il grillo silente (Gryllodes assimilis).

note

[1] Circolare Ministero della Salute del 05/05/2017.

[2] Reg. UE n. 68/2013.

[3] Reg. CE n. 1069/2009.

[4] Reg. UE n. 142/2011.

[5] Reg. CE n. 999/2001.

[6] Allegato IV del Reg. CE n. 999/2001.

[7] Allegato III del Reg. Ce n. 767/2009.

[8] Reg. Ce n. 183/2005.

[9] Reg. Ce n. 178/2002.


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