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Se l’ospedale non mi cura bene mi risarcisce?

12 Luglio 2017 | Autore:
Se l’ospedale non mi cura bene mi risarcisce?

Che succede, se dopo un intervento in ospedale, le mie condizioni di salute peggiorano? L’ospedale risarcisce. Vediamo esattamente come e quando.

Tutte le volte in cui andiamo in ospedale per curarci “firmiamo” con la struttura sanitaria un vero e proprio contratto.  Già, proprio così: si tratta del contratto di spedalità. Esempio: se tu hai un mal di testa ricorrente e vai da un medico o all’ospedale per una visita o un esame e il medico accetta di visitarti, si stipula un contratto. Ma, allora, se il paziente non riceve cure adeguate alla propria malattia che succede? Semplice: significa che l’ospedale non rispetta quel contratto e deve risarcire il paziente. Lo dice la Cassazione e lo dicono numerose sentenza di merito come quella del Tribunale di Massa [1]. Cerchiamo di capire meglio.

Ospedale: quando risarcisce?

Facciamo un esempio. Immaginiamo che Mario resti vittima di un incidente stradale a seguito del quale riporta delle fratture. È necessario un intervento per ricomporle; pertanto viene ricoverato. L’intervento non è eseguito a regola e Mario lamenta dei postumi invalidanti. Cosa può fare?

Partiamo da un presupposto: se, come nell’esempio, la struttura sanitaria non esegue bene le prestazioni di propria competenza (un intervento chirurgico, una cura adeguata alla patologia, una riabilitazione conseguente al decorso post-operatorio) viola il dovere di eseguire correttamente le proprie prestazioni. In altre parole, ci troviamo davanti a un’ipotesi di inadempimento del contratto di spedalità.

 

Con una recente riforma [2] si è voluto distinguere tra la struttura sanitaria da un lato (l’ospedale, la clinica, ecc.) e il medico dall’altro. Entrambi i soggetti saranno responsabili, ma a titolo diverso. In sostanza:

  • la responsabilità della struttura sanitaria è di tipo contrattuale; ciò significa che se il paziente (o, in caso di morte, i suoi eredi) fanno causa all’ospedale o alla clinica, sarà quest’ultima a dovere provare di avere eseguito diligentemente e ad opera d’arte le prestazioni sanitarie [3]. Il paziente – che ha 10 anni di tempo per fare causa (si tratta della prescrizione) deve solo provare il danno e il rapporto di causalità, dimostrando che il danno che ha subito è la diretta conseguenza dell’intervento presso quella specifica struttura;
  • la responsabilità del medico è extracontrattuale [4]. Significa che è il paziente a dover dimostrare che il danno è stato causato dalla condotta del professionista. In questo causo il termine di prescrizione è di cinque anni.

Ospedale: responsabile anche durante la convalescenza?

Il Tribunale di Massa sottolinea anche un altro aspetto: la responsabilità dell’ospedale si protrae anche nel periodo di convalescenza del paziente [5]. É il classico esempio del soggetto che, dopo l’intervento, vede aggravarsi la sua condizione.

In un caso di questo genere, il danneggiato deve provare:

  • di essersi sottoposto all’intervento presso quel determinato ospedale;
  • che le sue condizioni fisiche sono effettivamente peggiorate;
  • che tale peggioramento sia seguito proprio all’intervento stesso.

note

[1] Trib. Massa sent. n. 916 dello 03.10.2016.

[2] L. n. 24 dello 08.03.2017.

[3] Artt. 1218 e 1228 cod. civ.

[4] Art. 2043 cod. civ.

[5] Cass. sent. n. 5590 del 20.03.2015.

 

Fonte della sentenza: lesentenze.it


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