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Lo sai che? Spioncino digitale: è legale la telecamera nella porta di casa?

Lo sai che? Pubblicato il 21 maggio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 21 maggio 2017

Chi vuole riprendere sezioni del pianerottolo di casa non può farlo se questo è in grado di controllare sezioni che, altrimenti, l’occhio non potrebbe percepire.

Inserire nella porta di casa uno spioncino digitale collegato a una telecamera è lecito – e non richiede né autorizzazioni, né cartelli con segnalazioni – solo nella misura in cui ciò non consenta di vedere oltre il normale angolo che l’occhio umano sarebbe per natura in grado di cogliere. Diversamente si può parlare di una lesione della privacy. Perché? La spiegazione è molto semplice. Una cosa è parlare di un normale spioncino che, oltre a permettere la vista attraverso il pertugio aperto sulla porta di casa, rappresenta la stessa immagine su un monitor; un’altra è, invece, installare una vera e propria telecamera, in grado di filmare qualsiasi movimento all’interno del pianerottolo, arrivando anche là dove il tradizionale spioncino non arriverebbe. In questo caso, infatti, siamo dinanzi a una potenziale lesione della riservatezza che deve rispettare tutte le regole imposte dal Garante della Privacy. Ma procediamo con ordine e vediamo, con riferimento proprio alle più moderne forme di spioncino digitale, se è legale la telecamera nella porta di casa.

In generale lo spioncino digitale altro non è che una normale telecamera nella porta di casa installata soprattutto a favore di chi non riesce ad arrivare al tradizionale “occhiolino”: magari perché troppo basso (si pensi ai bambini quando rimangono soli in casa) o perché a mobilità ridotta (si pensi a un anziano che non può alzarsi molte volte dal divano e vuol sapere chi bussa alla porta).

Non vi è alcuna differenza tra il tradizionale spioncino e quello digitale se quest’ultimo non oltrepassa la normale angolatura che l’occhiello classico avrebbe. Il solo fatto che l’immagine viene, infatti, rappresentata su uno schermo non cambia le regole sulla privacy. Pertanto, così come è sempre stato lecito lo spioncino senza telecamera (e nessuno si è mai sognato di rivendicare lesioni della privacy, per quanto spesso venga utilizzato dal curioso di turno per vedere cosa fanno i vicini), lo è anche quello collegato alla telecamera.

Non cambiano cose se le immagini vengono registrate e conservate. In tal caso si potrebbe rientrare nel reato di interferenza illecita nella vita privata. La Cassazione ha infatti più volte detto che è lecito registrazione un’azione o una conversazione all’insaputa dei presenti solo a condizione che chi registra è presente in quello stesso istante. Invece la registrazione mediante lo spioncino consentirebbe al proprietario di avere un occhio puntato sul proprio pianerottolo anche in propria assenza (leggi Ripresa video: è legale se una persona non lo sa?).

In ultimo c’è il caso dello spioncino digitale che, in realtà, funge da telecamera e videocitofono. In buona sostanza si tratterebbe di un occhio digitale capace di percepire tutto ciò che avviene nei 360 gradi (o giù di lì) del pianerottolo. In tal caso rientriamo nelle regole della videosorveglianza che sono state disciplinate dal Garante della Privacy con il vademecum del 2013. L’Authority raccomanda l’uso cauto di tali strumenti: non è necessario né il previo consenso dell’assemblea di condominio, né del vicino di casa dirimpettaio; né è obbligatoria qualsiasi forma di segnalazione alla questura o la presenza di un cartello di avviso. Tuttavia il proprietario dovrà fare in modo di non riprendere i volti delle persone, altrimenti andrebbe contro le regole della privacy. Il vademecum del Garante stabilisce infatti quanto di seguito: «Quando l’installazione di sistemi di videosorveglianza viene effettuata da persone fisiche per fini esclusivamente personali – e le immagini non vengono né comunicate sistematicamente a terzi, né diffuse (ad esempio attraverso apparati tipo web cam) – non si applicano le norme previste dal Codice della privacy». Pertanto «non è necessario segnalare l’eventuale presenza del sistema di videosorveglianza con un apposito cartello» ma è necessario – anche per non rischiare di incorrere nel reato di interferenze illecite nella vita privata – che il sistema di video-sorveglianza sia installato in maniera tale che l’obiettivo della telecamera posta di fronte alla porta di casa riprenda esclusivamente lo spazio privato e non tutto il pianerottolo».

Dunque, sintetizzando, è illegale solo lo spioncino digitale che riesca a riprendere l’intero pianerottolo con i volti delle persone.


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