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Lo sai che? Fotografarsi da separati in casa: cosa rischio?

Lo sai che? Pubblicato il 21 maggio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 21 maggio 2017

Se uno dei due coniugi che vivono nella stessa abitazione, ma che hanno in corso la causa di separazione, tenta di fotografare l’altro contro la sua volontà, in quale reato incorre?

Fotografare o riprendere con la telecamera il proprio convivente o il coniuge, anche nella casa comune e contro l’altrui volontà, è lecito purché si sia entrambi presenti nello momento stesso della registrazione. Si può riassumere con queste parole il principio elaborato di recente dalla Cassazione in tema di violazione della privacy tra coniugi o conviventi [1]. La Suprema Corte ha deciso il caso di un uomo che, senza dire nulla alla compagna convivente, aveva ripreso di nascosto i rapporti sessuali avuti con quest’ultima nella casa comune. La donna aveva affermato che si sarebbe trattato di una interferenza illecita nella sua vita privata – e, come tale, di un reato [2] – proprio perché avvenuta nella propria dimora, benché condivisa con il responsabile del comportamento. Di diverso avviso è stata invece la Cassazione secondo cui, anche tra marito e moglie o conviventi è lecito eseguire riprese video all’insaputa dell’altro. Lo stesso discorso, dunque, può essere esteso a chi, invece del video, usa uno smartphone o una camera digitale. Pertanto è lecito fotografarsi da separati in casa e non si rischia nulla. L’eventuale fotografia potrebbe essere utilizzata in una causa (ad esempio di separazione o di divorzio) nel momento in cui sia pertinente al giudizio e serva a dimostrare i diritti della parte che la produce.

Ma attenzione: così come per i video, anche fotografarsi in casa da separati è possibile ad una sola condizione: entrambi i soggetti (colui che fotografa e colui che viene fotografato) devono essere presenti in quello stesso momento. Non è quindi lecito lasciare una telecamera o una macchina fotografica comandabile a distanza e allontanarsi in modo da carpire, segretamente, i dettagli privati dell’altrui quotidianità. Allo stesso modo non è lecito lasciare un registratore in casa prima di uscire, in modo da sfruttare l’altrui inconsapevolezza e poter sentire, in un secondo momento, quali conversazioni sono avvenute all’interno delle quattro mura domestiche. Tali comportamenti, oltre a dar vita al reato di interferenza illecita nella sua vita privata, creano delle prove che non potrebbero essere utilizzate in una eventuale causa e, quindi, sarebbero del tutto inutili (oltre che illegali).

Non cambia il discorso se, all’interno della fotografia, appare anche una terza persona, ad esempio un ospite. Così se la donna invita il proprio amante in casa, il marito – purché in quello stesso momento presente – è autorizzato a scattare una fotografia. Così come potrebbe farla alla suocera perennemente insediata in casa della coppia. A riguardo segnaliamo un interessante precedente emesso dalla Corte di Appello di Cagliari secondo cui l’amante che si introduce nella casa dei coniugi, con il consenso di uno solo dei due (evidentemente suo “complice”) commette reato di violazione di domicilio e può essere denunciato dal soggetto tradito (leggi L’amante che entra in casa commette reato).

note

[1] Cass. sent. n. 22221/17 dell’8.05.2017.

[2] Art. 615-bis cod. pen.


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