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Lo sai che? Controllo automatico dichiarazione dei redditi: come funzionano le sanzioni?

Lo sai che? Pubblicato il 22 maggio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 maggio 2017

Tizio ha pagato in ritardo di un giorno la prima rata dell’avviso bonario ricevuto per Iva. È vero che le piccole irregolarità previste nei decreti di riordino non comprendono il controllo automatizzato di una dichiarazione relativa al periodo d’imposta 2013?

 

La comunicazione di irregolarità scaturisce dal risultato del controllo, nel caso automatico di Tizio, che l’Amministrazione Finanziaria esegue su tutte le dichiarazioni dei redditi presentate dai contribuenti [1]. In tale comunicazione vengono specificate le motivazioni per le quali l’Ufficio ha ritenuto opportuno rettificare le imposte a debito o a credito, vengono indicati le modalità e i contatti per fornire eventuali chiarimenti per dimostrare la correttezza dei dati, e quindi l’infondatezza della comunicazione di irregolarità, nonché le istruzioni per il pagamento delle maggiori imposte con le sanzioni e gli interessi al tasso legale, con allegato il Modello F24 predeterminato. Nel caso in cui tale versamento venga effettuato entro trenta giorni (o 90 giorni se inviato all’intermediario) dal ricevimento dell’avviso, le sanzioni sono ridotte al 10% (1/3 di quella ordinaria del 30%) dell’imposta non versata e/o versata in ritardo, nel caso di specie di controllo automatico. Se l’ importo da pagare risulta pari o inferiore ad euro 5.000 gli avvisi possono essere rateizzati fino ad un massimo di 6 rate trimestrali, la prima rata entro i 30 e/o 90 giorni (a seconda delle modalità di ricevimento dell’avviso). Al contrario, se l’importo è superiore ad euro 5.000, è possibile rateizzare fino ad un massimo di 20 rate trimestrali. Sulle rate successive non sono dovute sanzioni ma i soli interessi legali. Qualora entro i 30 giorni (o 90) non vengano pagate le somme (in un’unica soluzione o, se rateizzate, la prima rata), o anche una sola delle rate diverse dalla prima entro il termine di pagamento della rata successiva, l’Ufficio che ha emesso la comunicazione di irregolarità provvederà a dare mandato all’esattoria per la riscossione del debito residuo con l’applicazione di sanzioni pari al 30%, e nel caso della rateazione decade tale beneficio e l’importo dovuto (per imposte, interessi e sanzioni in misura piena), meno quanto già versato, è iscritto a ruolo.

In altre parole, il pagamento tardivo di una rata diversa dalla prima, entro il termine di pagamento della rata successiva, comporta l’iscrizione a ruolo a titolo definitivo della sanzione (fino al 30% dell’importo della rata versata in ritardo) e degli interessi legali (2,5% fino al 31 dicembre 2013; 1% dal 1 gennaio 2014). Tuttavia, se il contribuente si avvale del ravvedimento operoso entro il termine di pagamento della rata successiva, l’iscrizione a ruolo non viene eseguita. A mezzo di questo strumento il contribuente versa le sanzioni e gli interessi legali per l’effettivo periodo di ritardo, calcolati dalla data di scadenza della rata alla data di effettiva regolarizzazione.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Rossella Blaiotta

note

[1] Art. 36 bis d.P.R. n. 633 del 26.10.1972.

Corte di Cassazione, Sez. Tributaria, ordinanza 9.06.2011 n. 12661

L’istituto del c.d. ravvedimento operoso, previsto dall’art. 13 del Decreto Legislativo n. 472/97, effettuato ai fini della regolarizzazione degli omessi versamenti di imposte, si perfeziona solo e soltanto con l’integrale pagamento della sanzione ridotta e degli interessi.

 

Corte di Cassazione, sez. Tributaria, ordinanza 08.08.2012, n. 14298

A fronte di un non esatto versamento di sanzioni o interessi per ravvedimento, il contribuente non può invocare neppure il principio di “buona fede” e di “leale collaborazione” disposto dallo Statuto del Contribuente approvato Legge n. 212/2000.


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