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Così si rimuove il presidente Usa: come funziona l’impeachment

20 maggio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 maggio 2017



Il Congresso americano può avviare un processo per mandare via un presidente degli Stati Uniti per tradimento, corruzione o altri crimini. Ecco come funziona.

Cacciare via un presidente dalla Casa Bianca? Si può. Chi sogna di vedere l’uomo più potente del mondo mentre abbandona la poltrona dello studio ovale con le valige in mano e la coda tra le gambe deve affidarsi alla Costituzione degli Stati Uniti. Gli articoli 1 e 2 prevedono un procedimento che già in passato avrebbe mandato a casa un presidente – se non si fosse dimesso prima – e che è stato sul punto di costringerne altri due a farsi da parte. Il procedimento si chiama impeachment ed interessa anche vicepresidenti e funzionari federali. Così si rimuove il presidente Usa. Vediamo, allora, come funziona l’impeachment.

Che cos’è l’impeachment e come funziona

L’impeachment è un procedimento che si potrebbe collocare a metà tra la sfera politica e quella giudiziaria. E’ previsto dalla Costituzione americana per rimuovere il presidente Usa ritenuto dal Congresso responsabile di «tradimento, corruzione e altri crimini o misfatti» (in inglese High crimes and misdemeanors).

Capitol Hill, cioè il Congresso degli Stati Uniti, avvia questa procedura basandosi su dei reati, ma poi valuta e discute la portata e la gravità dei comportamenti del presidente Usa. Gli articoli di impeachment equivalgono ai capi di imputazione e vengono votati dai membri del Congresso. Come funziona l’impeachment, cioè come vengono votate le azioni del presidente dal Congresso?

Capitol Hill vota i capi di imputazione prima in una commissione e poi in seduta plenaria. Nel caso in cui almeno uno di questi capi di imputazione venga approvato a maggioranza semplice, il presidente Usa diventa formalmente incriminato.

Come funziona l’impeachment: il ruolo del Senato

Quando il Congresso ha approvato almeno uno degli articoli di impeachment a maggioranza semplice ed il capo della Casa Bianca viene incriminato, l’aula del Senato diventa una vera e propria aula di tribunale, dove si svolge il processo per decidere se rimuovere il presidente Usa. Il dibattimento segue un’agenda decisa con un’apposita risoluzione. Il processo contro il presidente Usa deve essere diretto dal Capo di Giustizia della Corte Suprema degli Stati Uniti, la carica giudiziaria e costituzionale più elevata del Paese.

Così si rimuove il presidente Usa: lo svolgimento del processo

Il ruolo di pubblica accusa in un procedimento di impeachment viene ricoperto da un gruppo scelto di deputati (i cosiddetti manager in questo tipo di processo), mentre il presidente è rappresentato dai suoi avvocati. Al Senato, il compito di rappresentare la giuria.

Come in ogni dibattimento giudiziario, vengono interrogati e controinterrogati sotto giuramento diversi testimoni.

Infine, il Senato pronuncia la sua sentenza. Per rimuovere il presidente Usa ci vogliono almeno i voti di due terzi dei senatori. Da quel momento, l’inquilino della Casa Bianca deve abbandonare la sua carica, che passa al vicepresidente.

I precedenti di impeachment

Come accennato all’inizio di questo articolo, il procedimento di impeachment ha interessato finora tre presidenti Usa. Il primo fu Andrew Johnson, nel lontano 1868. A suo carico, 11 capi di imputazione, tra cui quello di aver rimosso l’allora ministro della Guerra Edwin McMasters Stanton violando – secondo il Congresso – una legge approvata l’anno precedente. Johnson venne, tuttavia assolto: per approvare l’impeachment mancò un solo voto dei due terzi necessari.

Nel 1974 fu il turno di Richard Nixon, famoso in tutto il mondo più per lo scandalo Watergate che per qualsiasi legge abbia approvato durante la sua presidenza. In realtà, Nixon si fece da parte presentando le dimissioni per evitare l’impeachment. Il procedimento l’avrebbe sicuramente mandato a casa per ostruzione della giustizia nell’ambito di un complotto elettorale illegale ai danni dei democratici. Non diede al Congresso la soddisfazione di rimuoverlo: se ne andò prima lui.

Il caso più recente è quello di Bill Clinton. Nel 1999 fu sottoposto ad impeachment ed incriminato con due capi di imputazione per lo scandalo a luci rosse con la sua stagista Monica Lewinsky. Clinton chiese pubblicamente scusa con un messaggio alla Nazione ammettendo di avere avuto una «relazione impropria» con la ragazza. Il procedimento venne giudicato impopolare. L’impeachment naufragò. Clinton rimase al suo posto. La Lewinsky no, anche se lo scandalo le procurò una fortuna fuori dalla Casa Bianca.

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