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Querelare il vicino di casa

22 luglio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 luglio 2017



La querela nei confronti del vicino di casa può essere presentata presso una Procura della Repubblica o dinanzi Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza entro tre mesi dal reato.

 

Beghe e liti tra vicini sono questioni di ordinaria amministrazione che avvengono per i motivi più vari: il vicino tiene la tv a tutto volume a qualsiasi, il suo cane abbaia in continuazione, la moglie frigge e la puzza impregna casa e panni stesi ad asciugare. Potremmo continuare. Cosa si può fare in questi casi? Il codice penale mira a tutelare la libertà e la tranquillità pubblica e privata; pertanto è possibile querelare il vicino di casa presso la Procura della Repubblca, Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. Vediamo nel dettaglio cosa fare.

Querelare il vicino di casa: quando?

Ecco un elenco dei reati più comuni per i quali è possibile querelare il vicino:

  1. Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone,

Il reato è punito con l’arresto fino a 3 mesi o l’ammenda fino a  309 euro) [1]. Si tratta di quel reato compiuto dal soggetto che:

  • fa schiamazzi o rumori;
  • usa strumenti sonori in modo eccessivo o esagerato: ad esempio, chi suona continuamente il pianoforte in casa o chi si mette in macchina e comincia a suonare il clacsono ininterrottamente;
  • non fa nulla per impedire i versi degli animali o, addirittura, li provoca: ad esempio, il vicino che, nonostante continue richieste, non si attiva per trovare una soluzione al cane che abbaia tutta la notte;
  • disturba le occupazioni o il riposo delle persone;
  • esercita una professione o un mestiere rumoroso fregandosene della legge o delle prescrizioni dell’autorità: in quest’ultimo caso, la pena prevista è l’ammenda da euro 103 ad euro 516.
  1. Violazione di domicilio

Viola il domicilio:

  • chi entra o si trattiene nell’abitazione altrui o nelle sue appartenenze (ad esempio, balconi, androni, cantine) contro la sua volontà;
  • chi si introduce con l’inganno (o subdolamente) nella dimora privata altrui.

Ciò significa che, perché si possa querelare il vicino, è necessario non semplicemente che egli entri a casa tua ma lo faccia ben sapendo che tu sei contrario.

La pena prevista è della reclusione dai sei mesi a tre anni; se il vicino compie atti di violenza sulle cose la pena è da uno a cinque anni [2]: è il caso del vicino, che per entrare nel tuo orto a prendere delle erbe aromatiche, rompa il lucchetto e la serratura del cancelletto.

  1. Molestie o disturbo alle persone

Querela possibile anche nel caso in cui il tuo vicino ti molesta o ti disturba per arroganza, insofferenza o per qualsiasi altro biasimevole motivo (ad esempio per il solo gusto di farlo) in un luogo pubblico (una piazza, un parco, qualsiasi luogo, cioè, in cui si può accedere liberamente) o aperto al pubblico (un cinema, un teatro: si tratti di luoghi che sono di proprietà privata ma tutti possono entrarci secondo delle modalità e nei tempi che il proprietario stesso stabilisce) e in modo reiterato [3].

Facciamo un esempio: il vicino ti spia dalla finestra di casa sua. Rassegnati, non puoi farci nulla perché non sta commettendo nessun reato. Discorso diverso se, per spiarti, sale sul terrazzo condominiale che è un luogo aperto al pubblico.

 

  1. Stalking condominiale

Si parla di stalking condominiale in caso di minacce e insulti ai vicini di casa, rumori, bestemmie e altri comportamenti altrettanto gravi, tali da ingenerare in loro un profondo stato di ansia o un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona cara, tanto che la vittima si trova contratta ad alterare le proprie abitudini di vita: ad esempio, a sprangare le porte di casa e a limitare le proprie uscite. Altri esempio di tale reato potrebbero essere spiare dalle finestre, suonare musica a tutto volume nel cuore della notte, bussare alle pareti con un bastone, buttare la spazzatura dal balcone.

Attenzione: perché si possa parlare di vero e proprio stalking condominiale le condotte a cui abbiamo fatto riferimento e che, considerate di per sé e autonomamente sarebbero solo semplici azioni di molestia o di disturbo, devono trasformarsi in atti persecutori reiterati o comunque posti in essere con sistematicità. Per intenderci: se l’altro condominio getta occasionalmente dal suo balcone cicche di sigarette o detersivi si configura un’ipotesi di getto pericoloso di cose e non stalking condominiale.

 

Querelare il vicino di casa: come?

La querela nei confronti del vicino di casa deve essere presentata personalmente, a mezzo di procuratore speciale o tramite raccomandata presso una Procura della Repubblica o dinanzi a un ufficiale di Polizia giudiziaria (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza). Lo si può fare oralmente o per iscritto entro e non oltre il termine perentorio di tre mesi dal reato o dal giorno in cui il querelante ha avuto notizia del reato.

Occorre esporre i fatti in modo chiaro, evitando divagazioni o considerazioni personali e inserendo il nominativo del vicino che ritiene colpevole del fatto, enunciandone tutti i possibili dati identificativi e, se necessario, esponendo i rapporti che si hanno con lui.

Buona norma è indicare al magistrato che svolgerà le indagini tutti i possibili elementi di prova di cui si è in possesso: ad esempio, persone informate sui fatti, documenti, fotografie, file su supporto informatico, ecc…

Da sottolineare che, per sporgere querela, non serve per forza un avvocato anche se la sua assistenza è consigliabile soprattutto se i fatti risultano particolarmente complessi.

note

[1] Art. 659 cod. pen.

[2] Art. 614 cod. pen.

[3] Art. 660 cod. pen.

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