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Lo sai che? Come ripartire le spese d’acqua in condominio

Lo sai che? Pubblicato il 21 maggio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 21 maggio 2017

Le bollette d’acqua vanno divise per millesimi se non ci sono i contatori di sottrazione o a discarica. Negli altri casi, solo i consumi di acqua per i beni condominiali (ad es. le scale) si ripartiscono per millesimi.

Nessuno può fare a meno dell’acqua. Neanche i condomini. Tanto è vero che, anche quando ogni appartamento ha la propria utenza, pure il condominio ne ha una sua. Come si dividono allora le bollette dell’acqua intestate al condominio? Bisogna affidarsi al sistema del «maggior consumo» oppure a quello classico dei millesimi? «Millesimi» che, se da un lato sono assunti dal codice civile come criterio generale per dividere tutte le spese condominiali, dall’alto però si fondano sul valore dei singoli appartamenti, a prescindere dal numero di persone che li abitano (e che, quindi, usano i rubinetti e si fanno la doccia). Se invece non ci sono contatori individuali per i singoli immobili quali sono i criteri con cui l’amministratore deve ripartire le spese d’acqua in condominio? Le regole sono state, di recente, stabilite dalla Cassazione; conviene quindi ribadirle ancora una volta per evitare equivoci che, spesso, potrebbero dar luogo a inutili contenziosi, risolvibili invece con un po’ di buon senso e la corretta informazione.

Se hai letto la nostra guida su come funziona la ripartizione delle spese d’acqua in condominio saprai già che, per stabilire come ripartire le spese d’acqua in condominio, bisogna partire da una distinzione:

  • i condomini dotati di «contatori di sottrazione» (o «contatori a discarica»): si tratta di contatori collegati a ciascun appartamento, in grado di calcolare il consumo di acqua di ogni singolo immobile;
  • i condomini con un unico contatore, intestato al condominio.

Come si dividono le bollette dell’acqua se ci sono contatori individuali

Nel caso di condominio dotato di contatori di sottrazione installati per ogni singolo appartamento, ogni condòmino risponderà in ragione del consumo effettivo per la relativa proprietà attestato dal contatore individuale. Il codice civile [1] stabilisce difatti che la divisione delle spese di acqua in condominio debba avvenire in base al consumo individuale. Nessun problema, quindi, dovrebbe sorgere per quanto riguarda i criteri per ripartire le spese di acqua. Ciò nonostante, il condominio potrebbe avere una propria utenza usata per la pulizia delle parti comuni come scale, androne e giardino. In tal caso, la spesa è comune, ossia fa capo a tutti i condomini; per cui l’amministratore dovrà ripartirla tra i condòmini secondo il criterio generale previsto dal codice civile [2], ossia secondo millesimi. L’amministratore non può stabilire, per l’acqua comune, un criterio diverso, come ad esempio quello in base al maggior consumo dei proprietari («più consumi e più ti addebito»).

Come si dividono le bollette dell’acqua se c’è un unico contatore

Diverso è il caso in cui non vi siano contatori individuali e la società dell’acqua invii una sola bolletta intestata al condominio. In tal caso, la divisione delle spese dell’acqua seguirà il criterio generale dei millesimi. Solo una delibera dell’assemblea approvata all’unanimità o un regolamento di condominio anch’esso approvato con il consenso di tutti i condomini potrebbe stabilire un diverso criterio di ripartizione delle spese di acqua nel condominio.


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