Donna e famiglia Cos’è l’affidamento superesclusivo?

Donna e famiglia Pubblicato il 25 agosto 2017

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Se uno dei genitori risulta inadeguato al compito che dovrebbe svolgere o totalmente disinteressato alla vita del minore scatta l’affidamento superesclusivo. Di cosa si tratta?

Quando marito e moglie si separano, la regola generale stabilita dalla legge riguardo l’affidamento dei figli è quella dell’affidamento condiviso. In pratica, il figlio convive con un genitore in un’abitazione, ma è affidato ad entrambi, mantenendo con tutti e due contatti giornalieri secondo tempi e modi fissati dai genitori stessi o, se non c’è l’accordo, dal giudice. Per i genitori, quindi, stessi diritti e doveri sui figli, stessi poteri e stesse responsabilità. Tuttavia, ci sono alcuni casi in cui l’affidamento condiviso diventa dannoso per il minore: che fare in simili ipotesi? È il giudice a intervenire disponendo l’affidamento esclusivo a un solo genitore. Se l’affidamento condiviso è la regola, l’affidamento esclusivo costituisce l’eccezione a questa regola.

La legge [1] è andata ancora oltre e, da qualche anno, si parla anche di affidamento superesclusivo [2]: di cosa si tratta?

Affido esclusivo: eccezione alla regola

Affidamento superesclusivo: cos’è?

Quando l’affidamento condiviso diventa dannoso per il minore, il giudice può disporre l’affidamento esclusivo: in sostanza, il genitore cui sono affidati i figli, salva diversa disposizione del giudice, ha l’esercizio esclusivo della responsabilità genitoriale su di essi. Questo succede, ad esempio, quando uno dei genitori risulta incapace di prendersi cura della prole. Attenzione: l’affido esclusivo non comporta la perdita della responsabilità genitoriale da parte del genitore che non ha ottenuto l’affidamento. Più semplicemente, questa responsabilità si restringe per varie cause: se, come detto prima, il genitore non è in grado di curare il figlio o se è il bambino a non voler avere rapporti con il genitore. E, infatti, mamma e papà devono continuare ad assumere insieme le decisioni più importanti per i figli e, solo in presenza di ragioni particolarmente gravi, tali da rendere impossibile una decisione congiunta, il genitore affidatario potrà richiedere un provvedimento di decadenza della responsabilità genitoriale dell’altro. Ciò anche considerato che, secondo la legge, se il papà o la mamma risultano inadeguati al compito che dovrebbero svolgere o totalmente disinteressati (materialmente e moralmente) alla vita del piccolo, scatta l’affidamento superesclusivo: a decidere delle questioni più importanti per il figlio, relativamente al suo sviluppo – ad esempio salute, educazione e istruzione – sarà esclusivamente il genitore a cui viene affidato e non più quello che si è dimostrato inadeguato. Affido superesclusivo, quindi, solo in casi gravissimi, in cui il genitore è totalmente inadeguato al suo ruolo.

Affidamento superesclusivo per il genitore totalmente inadeguato al suo ruolo

Affidamento superesclusivo: qualche esempio

Facciamo qualche esempio di ipotesi in cui si ricorre a questa forma di affidamento: Tizio e Caia si separano e Tizio scompare letteralmente dalla vita del piccolo Caietto, non se ne cura, non si preoccupa minimamente delle spese per il suo mantenimento, addossando tutte le responsabilità a Caia. Altro esempio: Sempronio e Mevia si separano. Sempronio è dedito al gioco d’azzardo e contrae un grosso debito. Pensa bene di ricattare la moglie utilizzando il figlio Marietto. In pratica usa il figlio come “merce di scambio”, minacciando Mevia di portarglielo via se non dovesse prestargli i soldi per pagare i suoi aguzzini. Come si capisce subito, si tratta di casi limite, caratterizzati da situazioni in cui il genitore non affidatario rende difficile o addirittura impossibile l’esercizio delle facoltà e dei doveri connessi alle scelte di maggior interesse per i figli [3].

Attenzione, però: se chi richiede l’affidamento monogenitoriale non dà la prova del comportamento pregiudizievole dell’altro genitore oppure si inventa di sana pianta il tutto potrebbe essere condannato non solo alle spese di lite e al risarcimento dei danni [4] ma potrebbe anche perdere l’affidamento del figlio.

Affidamento superesclusivo: cosa comporta per il genitore non affidatario?

Da tenere presente che il genitore non affidatario conserva, comunque, il diritto e il dovere di vigilare sul minore relativamente alla sua istruzione ed educazione. Non solo: e se ritiene che l’ex abbia preso decisioni pregiudizievoli al suo interesse, può rivolgersi al giudice.

In sostanza, il genitore non affidatario conserverà:

  • la responsabilità genitoriale nel tempo trascorso con i figli;
  • il potere-dovere di vigilare sulla loro istruzione ed educazione;
  • il potere di fare ricorso al giudice nei casi in cui il genitore affidatario assuma delle decisioni pregiudizievoli per la prole.

note

[1] D. lgs. n. 154 del 28.12.2013.

[2] Art. 337 quater, co. 3, cod. civ.

[3] Trib. Milano ord. del 20.03.2014; Trib.per i Minorenni Milano, causa R.G. n. 53/12, sent. del 24.02.2014.

[4] Art. 96 cod. proc. civ.

Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza del 17.12.2009, n. 16587

Integrano comportamenti altamente sintomatici dell’inidoneità di uno dei genitori ad affrontare le maggiori responsabilità conseguenti ad un affidamento condiviso sia la violazione dell’obbligo di mantenimento dei figli che la discontinuità nell’esercizio del diritto di visita degli stessi. Ne discende che, in questi casi, si configura una situazione di contrarietà all’interesse del figlio minore, ostativa, per legge, ad un provvedimento di affidamento condiviso.

Tribunale di Milano, sez. IX Civile, ordinanza del 20.03.2014

Nel modulo di affidamento monogenitoriale, il genitore cui sono affidati i figli ha l’esercizio esclusivo  della responsabilità genitoriale su di essi; ciò nonostante, le decisioni di maggiore interesse per i figli sono adottate da entrambi i genitori. L’esercizio concertato della responsabilità genitoriale, in ordine alle scelte più importanti (salute, educazione, istruzione, residenza abituale) può però trovare deroga giudiziale (salvo che non sia diversamente stabilito). Si tratta, in questi casi, si rimettere al genitore affidatario anche l’esercizio in via esclusiva della responsabilità genitoriale con riguardo alle questioni fondamentali. Questa concentrazione di genitorialità in capo a uno solo dei genitori non rappresenta, ovviamente, un provvedimento che incide sulla titolarità della responsabilità genitoriale, modificandone solo l’esercizio. Il genitore cui i figli non sono affidati ha, peraltro, sempre il diritto ed il dovere di vigilare sulla loro istruzione ed educazione e può ricorrere al giudice quando ritenga che siano state assunte decisioni pregiudizievoli al loro interesse.

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2 Commenti

  1. da “Avvenire”
    26 agosto 2015 pagina 2
    GENITORI SEPARATI, I FIGLI POSSONO VEDERE ENTRAMBI
    Gentile direttore,
    il nuovo caso di un padre separato “fuggito” col figlioletto porta in evidenza un grande problema. In una condizione di separazione dei genitori i figli minori si trovano sfortunatamente a maggiore rischio di disgregazione familiare. E hanno ancor piu bisogno di cura, di attenzione e di tempo complessivo da parte di entrambi i genitori. Bisogna fare in modo che i figli minorenni siano aiutati aa poter frequentare l’uno e l’altro proprio genitore in maniera elastica o, almeno, paritaria. Silvio Pammelati Roma

  2. L’affidamento esclusivo già di per se è un assassinio legalizzato di una figura genitoriale e l’amputazione di un arto nella vita dei minori. Un lutto. Questo quando esistano casi di rifiuti ingiustificati dei minori stessi, fondati su scuse che derivano chiaramente da atti manipolatori subiti da parte del genitore privilegiato.
    Siamo di fronte all’involuzione del ruolo genitoriale. Escluso/a sia in un caso che nell’altro. Tanto chi non vede i figli continuerà a non frequentarlo.

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