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Cavi elettrici sulla facciata di casa: risarcimento danni?

22 maggio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 maggio 2017



L’Enel può mettere sulla facciata di casa dei cavi elettrici senza chiederci il permesso? E se questi cavi creano un danno al proprietario si può chiedere il risarcimento?

L’Enel può mettere sulla facciata di casa nostra dei cavi elettrici per fini di pubblica utilità senza chiederci il permesso? E se questi cavi creano un danno e me o alla mia abitazione posso chiedere il risarcimento?

È una situazione che si verifica spesso: dall’oggi al domani, senza ricevere alcun tipo di avviso, ci troviamo gli operai dell’Enel sotto casa, intenti a agganciare fili e cavi vari proprio sui muri della nostra casa. I motivi possono essere tanti: magari perché in quel tratto di strada c’è bisogno di maggiore illuminazione o perché si stanno facendo dei lavori e occorre alimentare le macchine a tal fine necessarie o, ancora, per portare la linea elettrica alle nuove case costruite nelle vicinanze. In molti casi, oltre a compromettere seriamente l’estetica degli edifici di proprietà privata, il problema sono i pericoli che questi fili scoperti e penzolanti possono provocare: pensiamo ai campi magnetici, al rischio in caso di temporali, ecc…

Cosa fare allora? A rispondere a questa domanda è una sentenza del Tribunale di Palmi [1] che sicuramente deluderà il padrone di casa: ogni proprietario ha l’obbligo di consentire il passaggio di condutture e cavi elettrici nelle sue proprietà [2] e ciò perché l’interesse della collettività prevale su quello del privato, il quale è tenuto a sacrificare parte del suo diritto. In parole povere, se la strada dove vivo ha bisogno di maggiore illuminazione perché altrimenti il rischio di incidenti è elevato, posso mettermi l’anima in pace. L’Enel porrà i cavi sulle pareti di casa mia senza che io possa farci nulla.

Spieghiamoci meglio.

La vicenda

Protagonista della sentenza è una donna che chiedeva all’Enel il risarcimento del danno subito a causa dell’impianto – avvenuto senza sua autorizzazione – sulla facciata del proprio fabbricato di cavi elettrici. La presenza di tali cavi le avrebbe, infatti, impedito di procedere alla corretta ristrutturazione dell’immobile oltre che essere causa di umidità e danni alla persona per la presenza di forti campi elettromagnetici. L’Enel replicava che detti cavi erano lì posizionati a fini di pubblica utilità e che, essendo a bassa tensione, non comportavano alcun pericolo.

Cavi elettrici: l’Enel deve chiedere il permesso?

Come abbiamo detto, ogni proprietario ha l’obbligo di consentire il passaggio di condutture elettriche nelle sue proprietà se ciò serve a soddisfare un interesse della collettività. Si parla, in simili ipotesi, di servitù di elettrodotto che può essere costituita:

  • volontariamente, quando il gestore del servizio (come l’Enel) ha l’esigenza di far passare cavi elettrici su un terreno o sulle pareti di un immobile e il proprietario gli dà il permesso oppure
  • coattivamente, ad esempio quando c’è un provvedimento amministrativo che, in modo autoritativo, impone la servitù. E se il proprietario si rifiuta? A questo punto al gestore non resta che rivolgersi a un giudice per ottenere una sentenza costitutiva della servitù.

Cavi elettrici: obblighi dell’Enel e diritti del proprietario

Una volta costituita la servitù, il suo esercizio deve avvenire con il minor aggravio possibile per l’immobile dove si istallano i cavi, terreno o abitazione che sia [3]. In sostanza, se è vero che prevale l’interesse pubblico e il proprietario non può rifiutare che i cavi elettrici vengano posti nella sua proprietà, è vero anche che gli stessi cavi non possono danneggiarlo o comportare pericoli per la sua sicurezza o l’incolumità personale.

L’Enel deve, quindi, garantire la manutenzione e la conservazione dell’impianto e il privato può segnalare eventuali anomalie e pericoli; facciamo un esempio: se il proprietario della palazzina dove sono stati posti i cavi segnala che essi si trovano troppo vicino ad un albero, l’Enel deve attivarsi per tagliare rami che si trovano in prossimità dei conduttori aerei e che possano, con caduta, causare corti circuiti o arrecare inconvenienti al servizio o danni alle condutture. In caso contrario, ci si può rivolgere al giudice per ottenere il risarcimento. Allo stesso modo, se il proprietario, per esempio, vuole ristrutturare casa, ha diritto di chiedere all’Enel lo spostamento delle condutture, suggerendo, per quanto possibile, un diverso luogo adeguato all’esercizio della servitù e motivando adeguatamente la richiesta: per capirci, il motivo estetico non basta; le cose cambiano se la ristrutturazione è dovuta al fatto che si è rotta una tubatura e l’umido in casa sta aumentando. Le spese necessarie per queste operazioni ricadono sull’ente, a meno che nell’atto costitutivo della servitù non ci si sia accordati diversamente.

note

[1] Trib. Palmi sent. n. 343 del 20.04.2017.

[2] Art. 1056 cod. civ.

[3] Art. 1065 cod. civ.

Fonte della sentenza: lesentenze.it


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