Bandi-Concorsi Concorsi pubblici, che cosa cambia con la riforma

Bandi-Concorsi Pubblicato il 22 maggio 2017

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Procedure di selezione per l’assunzione da parte della pubblica amministrazione: le novità in materia di concorsi.

Stabilizzazione dei precari, piano di fabbisogno triennale per le nuove assunzioni, conoscenza obbligatoria della lingua inglese: sono solo alcune delle novità previste dal decreto attuativo della Riforma Madia in materia di concorsi pubblici. Il decreto, in particolare, ha lo scopo di riordinare gli accessi al pubblico impiego, in primo luogo stabilizzando chi è entrato come precario, poi prevedendo procedure di ingresso orientate all’effettivo fabbisogno delle amministrazioni. Ma procediamo per ordine e vediamo quali sono le principali novità riguardo all’assunzione da parte degli enti pubblici.

Stabilizzazione dei precari

Come anticipato, saranno innanzitutto stabilizzati, con contratto a tempo indeterminato, i precari. Per precari si intendono non soltanto coloro che hanno un contratto a termine, ma anche coloro che hanno un contratto come cococo, ossia di collaborazione, o un contratto già scaduto, purché risultassero in servizio alla data del 28 agosto 2015.

In particolare, possono ottenere il contratto a tempo indeterminato, come lavoratori subordinati del settore pubblico, coloro che possiedono i seguenti requisiti, entro la data del 31 dicembre 2017:

  • sono dipendenti pubblici assunti a tempo determinato che possiedono almeno 3 anni di servizio presso una pubblica amministrazione, anche non continuativi, negli ultimi 8 anni;
  • sono lavoratori parasubordinati della P.A.(co.co.co., ossia collaboratori coordinati e continuativi, o figure similari come i vecchi co.co.pro.): anche in questo caso è necessario avere alle spalle almeno 3 anni di servizio presso una pubblica amministrazione, anche non continuativo, negli ultimi 8 anni.

La possibilità di ottenere il posto fisso, però, resta riservata a chi ha passato tre anni nell’ente che assume o bandisce il concorso, tranne che nella sanità e negli enti di ricerca, dove questo requisito non è presente. Per i precari delle amministrazioni che sono state soggette a riordino, come accaduto alle Province, si tiene conto dell’anzianità maturata nell’ente di provenienza.

Potranno essere stabilizzati anche i precari che sono entrati nella P.A. senza selezione pubblica (possedendo, ugualmente, 3 anni di servizio negli ultimi 8 anni): questi, però, dovranno superare un concorso, nel quale sarà loro riservato sino al 50% dei posti.

Assunzione presso una pubblica amministrazione: procedure d’ingresso

In base alle modifiche del decreto al Testo unico della Pubblica Amministrazione, le modalità per entrare in un ente pubblico saranno sempre due:

  • procedure selettive volte all’accertamento della professionalità richiesta, che garantiscano in misura adeguata l’accesso dall’esterno;
  • avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento, ai sensi della legislazione vigente, per le qualifiche e profili per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell’obbligo, facendo salvi gli eventuali ulteriori requisiti per specifiche professionalità.

Non cambiano i principi a cui le pubbliche amministrazioni devono conformarsi per le procedure di reclutamento:

  • adeguata pubblicità della selezione e modalità di svolgimento che garantiscano l’imparzialità e assicurino economicità e celerità, ricorrendo anche all’ausilio di sistemi automatizzati, diretti eventualmente a realizzare forme di preselezione;
  • adozione di meccanismi oggettivi e trasparenti, idonei a verificare il possesso dei requisiti attitudinali e professionali richiesti in relazione alla posizione da ricoprire;
  • rispetto delle pari opportunità tra lavoratrici e lavoratori;
  • decentramento delle procedure di reclutamento;
  • composizione delle commissioni esclusivamente con esperti di provata competenza nelle materie di concorso, scelti tra funzionari delle amministrazioni, docenti ed estranei alle medesime, che non siano componenti dell’organo di direzione politica dell’amministrazione, che non ricoprano cariche politiche e che non siano rappresentanti sindacali o designati dalle confederazioni ed organizzazioni sindacali o dalle associazioni professionali.

Il decreto prevede, però, due possibilità aggiuntive per gli enti che assumono:

  • facoltà, per ciascuna amministrazione, di riservare il 20% dei posti previsti nella programmazione a progressioni con selezioni interne, senza concorso pubblico, riducendo però i posti a concorso;
  • possibilità di richiedere, tra i requisiti previsti per specifici profili o livelli di inquadramento, il possesso del titolo di dottore di ricerca, che deve comunque essere valutato, ove pertinente, tra i titoli eventualmente rilevanti ai fini del concorso.

Niente assunzione senza il piano triennale approvato

Per poter avviare delle procedure di reclutamento, l’amministrazione interessata deve adottare un piano triennale dei fabbisogni, approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri ,di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

Per gli enti di ricerca, l’autorizzazione all’avvio delle procedure concorsuali e alle relative assunzioni è concessa, in sede di approvazione del piano triennale del fabbisogno del personale e della consistenza dell’organico, secondo quanto previsto dai rispettivi ordinamenti.

Il decreto di approvazione è necessario anche per le procedure di reclutamento a tempo determinato, per contingenti superiori alle 5 unità, inclusi i contratti di formazione e lavoro. La riforma, comunque, mira all’eliminazione delle forme di precariato, o almeno alla riduzione a situazioni eccezionali.

In assenza del piano dei fabbisogni e del decreto che approva le procedure di reclutamento, nei casi in cui è obbligatorio, l’amministrazione non può assumere.

Tassa sui concorsi

Resta la tassa sui concorsi, o meglio il contributo di ammissione al concorso: una tassa, comunque, che non sarà obbligatoria, ma facoltativa e non potrà superare i 10 euro.

Linee guida per le procedure di selezione

Per quanto riguarda le procedure di selezione, in particolare le prove, le pubbliche amministrazioni dovranno seguire le linee guida sullo svolgimento delle prove concorsuali e sulla valutazione dei titoli. Le linee guida devono essere elaborate dal Dipartimento della funzione pubblica, anche avvalendosi dell’Associazione Formez P.A. e della Commissione Ripam, ed ispirate alle migliori pratiche a livello nazionale e internazionale in materia di reclutamento del personale, nel rispetto della normativa vigente in materia.

Le linee guida per le prove concorsuali e la valutazione dei titoli del personale sanitario, anche dirigente, del Servizio sanitario nazionale sono adottate di concerto con il Ministero della salute.

Concorsi: lingua inglese per tutti

Resta l’obbligatorietà di accertare, tramite le verifiche delle procedure selettive, le conoscenze informatiche dei candidati (in particolare, i bandi di concorso devono prevedere l’accertamento della conoscenza dell’uso delle apparecchiature e delle applicazioni informatiche più diffuse).

Per quanto riguarda l’accertamento della conoscenza di una lingua straniera, non sarà più possibile scegliere, per i candidati, ma sarà verificata obbligatoriamente la padronanza della lingua inglese. La conoscenza di ulteriori lingue potrà comunque essere accertata, se opportuno in relazione al profilo professionale richiesto.


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11 Commenti

  1. Come è possibile che vi sfugge una cosa tanto palese?
    Le stabilizzazioni e le riserve di posti nei concorsi sono riservate al personale NON DIRIGENZIALE, escludendo biologi, chimici, farmacisti, ecc… I precari “dirigenti” non possono essere prorogati come co.co.co. (in base all’art.5 lettera b – attenzione non la lettera a che viene posticipata al 1/1/2018 dall’art 22) e quindi verrano lasciati a casa perché non gli faranno mai un contratto a TD che costa in media il 30% in più dei contratti co.co.co. attuali.

    1. La ringraziamo per la segnalazione, l’articolo però non parla di personale dirigenziale. Sono d’accordo con Lei sul fatto che la nuova normativa,implicitamente e paradossalmente, discrimini il personale dirigenziale, affronteremo difatti la questione in un articolo ad hoc.

      1. Gentile dott.ssa Secci ,
        potrebbe indicarmi il sito dal quale poter scaricare i decreti attuativi appena approvati?
        Purtroppo, non riesco a trovarli.
        Grazie per la cortese Attenzione.
        Marialaura L.

  2. Gentile dott.ssa Secci,

    Mi aiuti cortesemente a capire i criteri per la stabilizzazione: il 26/08/2015 io ero in servizio a tempo determinato presso una Regione; nell’aprile del 2016 mi sono dimesso dopo aver vinto un concorso (sempre TD) presso un ente strumentale della regione medesima. All’epoca delle dimissioni avevo un’anzianità a tempo determinato di 28 mesi ma in precedenza (dal 2010) avevo altresì accumulato oltre tre anni come co.co.co sempre presso la Regione.

    Rientro nei criteri per la stabilizzazione presso la Regione? Il fatto che mi fossi dimesso (solo e soltanto per garantirmi un orizzonte lavorativo più lungo) ha un qualche peso?

    Altra domanda: potrebbe essere l’ente strumentale per il quale lavoro a procedere alla stabilizzazione o è da considerarsi “altra amministrazione”?

    La ringrazio.

  3. Buonasera,
    io il 28/08/2015 ero in servizio presso una asl con un contratto co.co.co., raggiunti i 3 anni il 30/04/2017 e non essendo possibile il rinnovo mi trovo a casa da 22 giorni. ora non capisco avendo maturato i tre anni presso la stessa Asl nel suo articolo scrive:

    “La possibilità di ottenere il posto fisso, però, resta riservata a chi ha passato tre anni nell’ente che assume o bandisce il concorso, tranne che nella sanità e negli enti di ricerca, dove questo requisito non è presente”.

    Mi sfugge cosa vuole dire con questo, non ho capito, grazie per la disponibilità.

  4. Buongiorno!! sono stato assunto a seguito di “AVVISO DI SELEZIONE PUBBLICA” e maturerò i 3 anni entro il 31/12/2017. chiedo quindi se l’avviso pubblico è equiparato al concorso e quindi rientrerei tra quelli da stabilizzare oppure tra quelli che devono fare il concorso riservato ? perchè il sindacato sostiene che l’avviso pubblico non è equiparato al concorso e quindi potrei accedere solo al concorso riservato!
    Grazie
    Saluti

  5. Silentemente, la riforma auspica un aumento del numero dei dipendenti pubblici, quando per decenni gisutamente si è dichiarato che per lo sviluppo corretto del paese il numero dei dipendenti pubblici doveva diminuire (così da poter ridurre le tasse che strozzano la crescita del paese).
    L’informatizzazione ha prodotto in tutti i settori una riduzione degli addetti che nella pa fatta di gestione di grandi numeri doveva essere evidente (una volta ogni atto amm doveva essere battuto a macchina, le archiviazioni, le ricerche, le buste paga ecc).
    Invece si decide di continuare ad aumentare i dipendenti pubblici (i quali molti sottoimpiegati, basti vedere le centinaia, se non migliaia di enti inutili che sopravvicono).
    Bisognerebbe incentivare lo spostamente dei dipendenti pubblici dalle posizioni dove fanno pochissimo dove serve (ospedali, tribunali, servizi veri al cittadino).
    Invece si preferisce assumere..
    ciò avvantaggia la dirigenza che non deve fare fatica a reinserire e motivare personale trafserito, i sindacati che aumentano gli iscritti..!

  6. Buongiorno. Mi permetto di inoltrare una richiesta. Sono 7 anni che lavoro presso un tribunale. I primi 4 come lavoratore di pubbica utilita essendo in mobilità proveninte da una struttura privata. Poi sono andato in pensione e sono piu di 3 anni che lavoro presso il tribunale come volontario. Posso accedere anche io per una eventuale assunzione? Grazie

  7. Salve, ho un contratto presso l’ulss come psicologa SAI a tempo determinato da 11 anni, ma prima ancora, dal 2003 al 2006 avevo contratto co.co.co; con il contratto in scadenza da luglio, mi è stato comunicato che non verrà rinnovato. La riforma riguarda anche questa tipologia di contratti, o devo pensare che dopo tanti anni, ed a 5 anni dal pensionamento, sarò disoccupata? Grazie

  8. Credo che i concorsi pubblici siano tutt’ora discrimanatori e non imparziali in quanto la maggior parte esclude la partecipazione di cittadini non aventi la cittadinanza italiana.

  9. Buonasera,
    potrebbe spiegarmi meglio questo passaggio del suo articolo, non comprendo se i precari nella sanità saranno stabilizzati o meno, poichè in molti articoli presenti sul web ho letto che la stabilizzazione dei precari riguarda chi ha maturato tre anni anche non consecutivi anche nel ssn, mentre leggendo quanto di seguito sembrerebbe di no : ” La possibilità di ottenere il posto fisso, però, resta riservata a chi ha passato tre anni nell’ente che assume o bandisce il concorso, tranne che nella sanità e negli enti di ricerca, dove questo requisito non è presente”

    Grazie

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