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Accertamento fiscale “a tavolino”: nullo senza verbale

22 Maggio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 Maggio 2017



Controlli a tavolino: necessaria la notifica del pvc prima dell’avviso di accertamento Irpef.

In caso di controllo a tavolino, cioè di verifica fiscale senza accesso ai locali del contribuente o dell’azienda, l’Agenzia delle Entrate è tenuta a notificare, prima dell’avviso di accertamento, il processo verbale di constatazione.

Il mancato invio del verbale comporta la violazione del principio di contraddittorio preventivo e del diritto di difesa del contribuente, con conseguente nullità dell’avviso di accertamento basato sul controllo a tavolino.

È quanto affermato da una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Palermo [1], in linea con la giurisprudenza maggioritaria sul punto.

Il controllo a tavolino consiste nella verifica fiscale eseguita presso l’ufficio (quindi senza accessi e ispezioni della Guardia di Finanza) sulla base di notizie acquisite da altre pubbliche amministrazioni o da terzi, oppure fornite direttamente dal contribuente mediante la compilazione di questionari o in sede di colloquio presso l’ufficio stesso. Da tali verifiche, il Fisco può accertare un maggior reddito non dichiarato dal contribuente e ,conseguentemente, notificargli l’avviso di accertamento.

Tuttavia, prima della notifica dell’avviso, il contribuente ha diritto di ricevere il processo verbale di constatazione (cosiddetto pvc) [2] in modo da poter conoscere i criteri e le risultanze dell’accertamento ed, eventualmente, difendersi con il deposito di apposite osservazioni e richieste.

In caso di omessa notifica del processo verbale di constatazione, l’avviso di accertamento è nullo per violazione del contraddittorio preventivo, sancito anche dallo Statuto del Contribuente secondo cui, nel rispetto del principio di cooperazione tra Amministrazione e contribuente, dopo il rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, il contribuente può comunicare entro sessanta giorni osservazioni e richieste che sono valutate dagli uffici impositori. L’avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza del predetto termine, salvo casi di particolare e motivata urgenza [3].

Dunque, il Fisco è tenuto a notificare il processo verbale e ad attendere sessanta giorni prima di notificare l’avviso di accertamento. La notifica prima di tale termine è possibile solo se sussistono ragioni di particolare e motivata urgenza che devono comunque essere motivate e dimostrate dal Fisco [4].

note

[1] CTR Palermo, sez. distaccata di Siracusa, sent. n. 1033/04/2017.

[2] Art. 24, L. n. 4/1929.

[3] Art. 12, c. 7, L. 212/2000.

[4] Cass. Sez. Unite, sent. n. 18184/2013.


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