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Copyright e registrazione logo: le differenze

6 giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 giugno 2017



Il simbolo © indica il diritto di copia di un’opera. Il simbolo ® tutela il marchio che identifica azienda o prodotto. Come difendersi dalle violazioni.

Due diverse lettere, una C e una R, nello stesso involucro: un cerchio. Ma con significati diversi. La C cerchiata, cioè il simbolo ©, sta per copyright e indica la presenza di diritti riservati di autore secondo il sistema statunitense e in genere di diritto anglosassone. La R cerchiata, cioè il simbolo ®, sta per marchio registrato e tutela i diritti su un logo o, appunto, su un marchio. Ci sono, dunque, delle differenze tra copyright e registrazione logo, anche se qualche volta si può fare confusione. Per evitare che così accada, vediamo che cosa distingue © e ®.

Che cos’è il copyright

Il simbolo ©, consistente in una C cerchiata – o scritta tra parentesi, cioè (C) -, deriva dalla parola inglese copyright, cioè diritto di copia su un’opera che gode della tutela del diritto di autore. Quel simbolo, quindi, avverte il pubblico che quella determinata creazione (un libro, un disco, un’opera d’arte, un copione teatrale, cinematografico o televisivo ma anche un software) non è liberamente riproducibile in quanto coperta, appunto, da copyright.

E’ importante segnalare che il copyright ed il diritto d’autore sono due cose diverse (e qui si che spesso si fa confusione). Il primo è il diritto a sfruttare un’opera dal punto di vista economico per commercializzarla facendo più copie e può essere ceduto dall’autore. Il secondo, invece, è inalienabile.

Ad esempio: se scrivo un libro, finché non decido il contrario, il diritto di autore sulla mia opera resterà per sempre mio e mi verrà riconosciuto dall’editore che la pubblica. Ma l’editore, qualora gli convenga e se il contratto tra me e lui lo prevede, può cedere il copyright ad un terzo per fare delle copie e distribuirle, sempre in base ad un accordo scritto. In ogni caso, quel terzo soggetto potrà soltanto fare delle copie e commercializzarle, ma non alterare l’opera il cui diritto d’autore resterà sempre mio e quella creazione dovrà sempre e comunque portare il mio nome.

Come posso usare un’opera protetta da copyright su Internet?

Nella giungla di Internet, spesso si utilizzano dei contenuti per scopi editoriali o commerciali senza verificare se sono soggette a copyright e, quindi, rischiando di commettere una violazione, con tutte le conseguenze del caso.

Ci sono, però, alcune circostanze in cui è possibile usare un’opera protetta da copyright senza commettere alcuna violazione. Rispettando, comunque, alcune regole. Cioè:

  • citare la fonte ed inserire il relativo link per evitare ogni dubbio sul titolare del copyright;
  • attribuire in modo chiaro la provenienza del materiale citato;
  • dare la possibilità al lettore di leggere il contenuto sul sito che l’ha prodotto.

E’ possibile, inoltre, citare piccoli estratti del post di un’altra persona o linkare il suo post o il suo sito. Ma è, comunque, conveniente citare sempre la fonte.

Che succede se commetto violazione del copyright?

Nel caso in cui una persona non rispetti le regole del copyright ed inserisca sul proprio sito o blog un contenuto protetto, può andare incontro a guai anche molto seri. Ad esempio:

  • l’obbligo di rimuovere il contenuto;
  • l’obbligo di pagare per l’uso del contenuto;
  • l’obbligo di chiudere il sito o il blog;
  • una denuncia civile o penale (con il pagamento delle relative spese, indennizzo ed eventuale condanna).

La registrazione di un logo, contrassegnata con il simbolo ®, consiste nella tutela legale di un marchio figurativo che identifica un’azienda o un prodotto. Il marchio è un qualunque segno distintivo suscettibile di essere rappresentato graficamente, e può consistere in parole (marchio verbale, ad esempio «Ferrari»), disegni, lettere, cifre, suoni, addirittura la forma di un prodotto o la sua confezione (il marchio di forma, ad esempio il Cavallino rampante per la Ferrari, la caratteristica bottiglia della Coca-Cola, la «mela morsicata» di Apple), combinazioni o tonalità cromatiche, purché siano tutte caratteristiche idonee a distinguere i prodotti o i servizi di un’impresa da quelle delle altre.

Tutti, ad esempio, sanno che una certa bibita analcolica, scura e gassata è l’unica ad avere la bottiglia con una certa forma molto riconoscibile ed un logo fatto in una certa maniera con i colori rosso e bianco. Caratteristiche che, grazie alla registrazione del marchio in ogni suo aspetto (quindi anche al logo), rendono il prodotto inconfondibile ed inimitabile.

La registrazione del logo permette di creare un valore aggiunto ai propri prodotti, di renderli più appetibili agli occhi dei consumatori e di rafforzare l’identità del marchio.

In Italia, il marchio, quale segno distintivo tipico solitamente di un’impresa, è disciplinato dal Codice della proprietà industriale.

La protezione legale dura 10 anni ed è rinnovabile alla scadenza. I costi e la procedura da seguire per depositare un marchio italiano, comunitario o internazionale sono sostanzialmente gli stessi, con l’unica accortezza che si dovrà presentare agli Uffici competenti un esemplare del logo prescelto a corredo della domanda di deposito.

La registrazione va effettuata presso l’Ufficio all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi.

Per essere tutelato giuridicamente, il logo che si intende registrare come marchio deve essere anzitutto originale, in modo da consentire l’individuazione dei prodotti contrassegnati fra tutti i prodotti dello stesso genere presenti sul mercato.

Di conseguenza non possono essere utilizzate come marchio le denominazioni generiche, quelle descrittive, e le espressioni, anche straniere, divenute di uso linguistico comune. Non potrò, cioè, registrare il mio prodotto come «bibita a base di cola», ma dovrò dargli un nome originale, unico e identificabile.

A questo proposito, e prima della registrazione del logo, è importante verificare che non ci siano già sul mercato dei loghi uguali o molto simili registrati da altre persone o aziende. Si evita, in questo modo, il rischio di ricevere delle contestazioni e di perdere, di conseguenza, i soldi investiti. Oltre alla faccia.

Le caratteristiche del logo da registrare

Con la registrazione di un logo, si adotta uno strumento legale per tutelare la propria creatività estetica e l’innovazione grafica, cioè: il design, l’aspetto del prodotto, la forma, le linee, i colori, il materiale, i componenti ecc., purché il logo:

  • sia nuovo e non ne richiami uno già registrato. Non vale cambiare una piccola sfumatura (ad esempio, proporre un cavallino rampante verde anziché nero);
  • non riproduca segni, emblemi e stemmi che rivestano un particolare interesse pubblico nello Stato;
  • non sia contrario all’ordine pubblico e al buon costume.

Per la registrazione di un logo è possibile depositare fino a 100 disegni/modelli con la stessa domanda di deposito, in modo da tutelare le diverse e singole caratteristiche estetiche dei propri prodotti e da evitare possibili imitazioni.

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2 Commenti

  1. Mi pare che qui manchi il fondamentale concetto che il copyright ha una durata temporanea, secondo la legge italiana.
    Chi può impedire ad una casa editrice (o ad una stamperia) di ripubblicare oggi (e anche ieri) i Promessi Sposi?

  2. Buongiorno,
    avrei un dubbio.
    Se volessi utilizzare su del vestiario un simbolo identificativo di una regione, per esempio quello della Lombardia, o di un comune, dovrei richiedere autorizzazione per l’uso dello stesso?E come si procede generalmente in un caso del genere?
    Grazie per la sua risposta.

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