Come difendersi dai venditori porta a porta

22 Maggio 2017
Come difendersi dai venditori porta a porta

Per difendersi dalle vendite a domicilio degli agenti e rappresentanti «porta a porta» è possibile affiggere un cartello o inviare una raccomandata alla ditta.

La pubblicità ci raggiunge ovunque. Ma finché si tratta di un’email è facile cancellare il messaggio sgradito; tant’è che la stessa Cassazione ha ritenuto non possa esserci alcun risarcimento per qualche email di spam. Diverso è il discorso se si tratta di telefonate o, peggio, di venditori “porta a porta”. Per questi, infatti, corre l’obbligo – per chi non ha ancora dimenticato le regole di buona educazione – di manifestare il proprio disinteresse. C’è chi avverte il dovere di motivare il rifiuto e, magari, si sente anche in difetto nel non accogliere le offerte del rappresentante. Salvo poi imprecare al suo indirizzo non appena la porta viene chiusa. Ma esiste un modo per evitare le proposte commerciali “recapitate” all’uscio di casa propria? Come difendersi dai venditori porta a porta? In verità qualche rimedio esiste, anche se spesso non viene adottato per scarsa fiducia nell’altrui rispetto delle regole. Vediamo dunque cosa possiamo fare per evitare quelle che tecnicamente si chiamano «vendite a domicilio».

Prima di spiegare come difendersi dai venditori porta a porta dobbiamo ricordare una regola che spesso si ignora. Quando una società commerciale si vale di agenti o rappresentanti è responsabile del loro operato, anche se questi ultimi non hanno alcun rapporto di dipendenza con la prima e sono lavoratori autonomi. La responsabilità si estende a tutte le azioni illecite che riguardano la violazione della privacy dei consumatori e i metodi di vendita (ivi comprese eventuali millanterie sulle qualità del prodotto che, invece, non sussistono). La società titolare del prodotto offerto non risponde solo delle condotte penalmente rilevanti degli agenti e dei rappresentanti, salvo che venga dimostrato che il reato non è che il frutto di una condotta previamente concordata con l’azienda madre.

Tale precisazione ci serve per comprendere che, se dobbiamo contestare un comportamento invadente all’agente, possiamo rivolgerci alla società commerciale da questi rappresentata, la quale a sua volta non potrà lavarsi le mani dell’operato dei propri agenti.

Detto ciò, è chiaro che, la prima regola per difendersi dai venditori porta a porta è di comunicare, all’azienda titolare del prodotto o del servizio pubblicizzato, il nostro divieto a ulteriori visite da parte dei propri delegati. Se, ad esempio, riceviamo spesso la visita di uno dei rappresentanti della stessa casa di elettrodomestici, potremo rivolgerci all’azienda, inviandole una raccomandata o un’email di posta elettronica, e intimandole di comunicare, ai propri collaboratori (anche esterni o occasionali), di non bussare al nostro campanello. La società dovrà immediatamente cancellare il nostro indirizzo dai propri archivi, dandocene contezza, e comunicandolo a tutti i rappresentanti. Se non lo fa la potremo segnalare al Garante della Concorrenza e del mercato: per farlo non avremo bisogno di un avvocato ma sarà sufficiente compilare un modulo online (previa registrazione) raggiungibile a questo indirizzo.

L’autority ha il potere di sanzionare comportamenti del genere e, quindi, evitare che un domani qualche agente venga nuovamente a seccarci. Se anche ciò non dovesse sortire effetti, potremo agire davanti al giudice di pace per chiedere un risarcimento del danno per la violazione della privacy.

La seconda regola per difendersi dai venditori porta a porta è quella di appendere il consueto avviso all’uscio della porta ove comunichiamo il nostro esplicito disinteresse ad essere contattati per offerte commerciali. Anche questa forma di dissenso viene ritenuta sufficiente per poter agire per violazione delle regole sul rispetto della privacy. Anzi, qualora il rappresentante, malgrado la presenza dell’avviso sulla porta, tenti ugualmente di raggiungerci, si potrà ipotizzare il reato di molestia o disturbo alle persone. Per essere ancora più espliciti, sarà bene che il cartello specifichi che il mancato ottemperamento al divieto impartito dal proprietario dell’appartamento farà scattare la querela e il procedimento penale nei suoi confronti. Se, nonostante il cartello, il venditore continua a bussare, potremo aprire la porta con il cellulare in modalità di registrazione video in modo da immortalare la scena e presentare la querela ai carabinieri (ricordatevi di riprendere anche la presenza del cartello con l’avviso appeso sulla porta).

Sempre in tema di registrazioni, ricordatevi che avete la possibilità di registrare o riprendere tutta la conversazione con un apparecchio di memorizzazione dell’audio, delle immagini o del video. Il venditore non può opporsi alla registrazione che potrà eventualmente essere utilizzata contro di lui qualora violi le regole civili e penali. E di certo si tratta di un elemento che lo terrà lontano, anche per il futuro, da eventuali molestie.

Detto ciò, ecco alcune regole per evitare truffe dai venditori porta a porta:

  • la prima regola è l’identificazione. Si tratta un elemento essenziale del rapporto agente-cliente: il primo deve fornire il proprio nome e cognome, il tesserino di identificazione e indicare il nome della società per la quale agisce;
  • la seconda regola è non pagare mai in contanti, ma chiedere sempre le coordinate bancarie per eseguire un bonifico. La tracciabilità del pagamento renderà più facile risalire, in futuro, all’identità dei truffatori;
  • la terza regola è di non firmare subito il contratto o, eventualmente, chiedere un secondo appuntamento per avere il tempo per leggerlo e analizzarlo. Di solito i truffatori fanno leva su asserite offerte che scadono in giornata, per spingere il consumatore a concludere al più presto l’affare;
  • se non si è soddisfatti dell’acquisto, bisogna ricordarsi che, nei primi 14 giorni dall’acquisto, c’è la possibilità di restituire il prodotto senza dover fornire motivazioni e ottenere indietro il prezzo pagato. È il cosiddetto diritto di recesso o di ripensamento, accordato per tutte le vendite a distanza dal codice del consumo;
  • in ultimo non lasciare mai il venditore da solo, specie se è venuto con altre persone.

note

Autore immagine 123rf com


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4 Commenti

  1. buona sera,
    è possibile sapere se ci sono limiti di età per l’acquirente nella vendita porta a porta?
    è valida la vendita ad acquirente minorenne?
    è valida la vendita ad acquirente anziano?

    1. Buongiorno Roberta. L’annullabilità colpisce i contratti sottoscritti da chi, al momento dell’adesione, era incapace di intendere o di volere. L’incapacità di cui parla la legge può essere di due tipi: incapacità legale, quando è la legge o una pronuncia del giudice a ritenere una persona incapace di contrarre: è il caso del minore degli anni diciotto, dell’interdetto oppure dell’inabilitato e del beneficiario dell’amministrazione di sostegno, nei casi in cui compiano atti loro vietati dal provvedimento del giudice; incapacità naturale, che corrisponde a quella occasionale o, comunque, non accertata da sentenza del giudice: pensa a chi venda un proprio bene in preda ai fumi dell’alcol. Il contratto concluso dall’incapace naturale, però, può essere annullato solamente se la controparte ha agito in malafede, approfittandosi della visibile incapacità altrui, e ne è derivato un grave pregiudizio all’incapace. Puoi trovare maggiori informazioni nel nostro articolo sulla nullità e sull’annullabilità del contratto https://www.laleggepertutti.it/272020_la-nullita-e-lannullabilita-del-contratto

  2. Volevo precisare che come venditore porta a porta non è proprio vero molte cose che sono scritte qui….
    1 non si può filmare o registrare conversazioni senza consenso se non in casa… e la cosa vieve fatta a rischio e pericolo dell’utente
    2 non si può pretendere generalità tesserino o altro se alla persona gli si da le truffatore specialmente se non lo si dice apertamente es. *** non manda gente a casa;*** non credo che si riduca a fare il porta a porta; sulle bollette c’è scritto che…
    3 non si può filmare o fotografare gli agenti stando in casa quando gli stessi sono fuori e NON è affisso un cartello con la videosorveglianza con indicazioni di chi ha accesso ai filmati SPECIALMENTE se le telecamere non sono totalmente all’esterno anzi posso per assurdo farlo io ma non il cliente anche se il cliente è in casa se fa sta cazzata (sentenza della cassazione) ed io fuori in quanto ai civili NON è concesso il pattugliamento del territorio e nemmeno fare segnalazioni su facebook o mandare le foto su whattsapp in quanto commettono un reato in sede penale e rispondono di eventuali aggressioni in caso di commenti con scritte che incitano a delinquere
    4 non siamo tenuti a lasciare il condominio per il primo idiota che ce lo chiede in quanto la cassazione penale ha di fatto parificato le aree comuni al suolo pubblico (es evasione dai domiciliari o installazione o avviso sulla videosorveglianza) anche perchè anche se in casa propria bisogna rispondere di eventuali reati commessi molestio ed aggressioni sono reati cp
    5 eventuali avvisi devono essere a norma di legge e non sempre lo sono
    6 per ragioni di privacy le aziende NON possono fornire indirizzi o altri dati agli esterni
    Questo ve lo dice 1 che ha già denunciato oltre 8 persone ricevuto 4 patteggiamenti ed in attesa di 2 condanne PENALI!!!

    1. Scusi da quanto lei ha scritto ho capito che lei è un venditore porta a porta.
      Ora capisco bene che questo è un lavoro e quindi è “onorevole” ma quello che io e molti altri come me non tollerano è il fatto di:
      1. Non dichiarare esplicitamente che siete venditori;
      2. In caso di utenze presentarsi come “incaricati” dei vari fornitori (ACEA, ENEL, ecc.);
      3. L’insistenza, anche dopo che la persona vi dice educatamente che non interessa;
      4. Il fatto che per entrare in casa e sciorinare il vostro repertorio adducete scuse più o meno lecite.
      Per ora non mi viene nulla di più in mente ma ho appena mandato via un venditore con tanto di tesserino con foto e con su scritto ACEA (posso fare anche io con PhotoShop qualsiasi tesserino) che mi doveva lasciare un modulo da parte dell’ACEA… Ha detto di tutto per poter entrare a casa. Io ho solo risposto: “Ogni variazione la faccio online” e finalmente se ne è andato.
      Buona giornata e buon anno

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