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Residenza all’estero: dove rinunciare all’eredità?

7 Giugno 2017


Residenza all’estero: dove rinunciare all’eredità?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 Giugno 2017



Risiedo all’estero. L’ufficio notarile del consolato mi ha comunicato che devo procedere autonomamente alla registrazione dell’atto di rinuncia all’eredità in Italia. Non posso venire in Italia. Come fare?

Secondo la legge italiana, l’atto di rinuncia all’eredità va inserita nel registro delle successioni tenuto dal tribunale del luogo in cui si è aperta la successione, ossia il luogo dell’ultimo domicilio del padre del lettore [1]: come gli è stato riferito, quindi, la rinuncia all’eredità da lui compiuta presso il Consolato Italiano all’estero va trasmesso al tribunale italiano affinché sia inserita nel suddetto registro.

La legge non menziona un termine perentorio entro il quale la rinuncia debba essere registrata in tribunale, restando tuttavia inteso che è bene procedere a tale adempimento entro un anno dalla morte del defunto per evitare che l’Agenzia delle Entrate Italiana possa considerare il lettore obbligato a presentare in Italia la dichiarazione di successione del padre con le relative conseguenze fiscali [2]. Le conseguenze, infatti, della mancata inserzione dell’atto di rinuncia nel suddetto registro consistono, per la prevalente giurisprudenza, nell’inopponibilità della rinuncia ereditaria a eventuali creditori del defunto che quindi, per il recupero del dovuto, potrebbero promuovere un’azione giudiziaria anche contro il chiamato all’eredità seppure rinunciante [3].

Resta inteso che, per effettuare la registrazione presso il tribunale italiano della rinuncia all’eredità, il lettore potrà rivolgersi a qualunque avvocato in Italia incaricandolo dell’incombente: a livello pratico dovrà inviare al professionista una copia autentica dell’atto da lui compiuto in consolato e firmargli un incarico professionale, senza necessità di alcuna procura notarile.

La rinuncia all’eredità compiuta all’estero deve essere registrata in Italia entro il termine di 60 giorni dal compimento dell’atto [4]. Tale incombente può essere effettuato presso l’Agenzia delle Entrate previo versamento dell’imposta fissa di euro 200 tramite modello F23 in qualsiasi banca.

 

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Enrico Braiato

note

[1] Art. 519 cod. civ.

[2] Art. 28, co. 5, d. lgs. n. 346 del 31.10.1990.

[3] Cass. sent. n. 3346 del 13.02.2014.

[4] Art. 13, co. 1, d.P.R. n. 131 del 26.04.1986.


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