Ape sociale, come presentare la domanda

23 maggio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 maggio 2017



Accesso all’Ape sociale: domande entro il 15 luglio per chi matura i requisiti nel 2017 ed entro il prossimo marzo per chi li matura nel 2018.

Due finestre per l’Ape sociale: la prima per chi matura i requisiti per il beneficio entro il 2017 e la seconda per chi li matura nel 2018. Due anche le domande che ciascun interessato dovrà presentare: la prima domanda, difatti, sarà quella di certificazione del diritto al trattamento, mentre la seconda sarà la vera e propria istanza finalizzata ad ottenere l’Ape sociale. I requisiti di età e anzianità contributiva, ad ogni modo, non dovranno essere posseduti alla data di presentazione della domanda, ma entro l’ultimo giorno dell’anno di riferimento: ad esempio, per chi invia la domanda di Ape sociale nella prima finestra, entro il 15 luglio 2017, sarà sufficiente maturare i requisiti entro il 31 dicembre 2017.

Dovranno essere certificabili da subito, invece, i requisiti che consentono all’interessato di rientrare nelle categorie beneficiarie dell’Ape sociale: ad esempio, i disoccupati, contestualmente alla presentazione della domanda di certificazione dei requisiti, dovranno presentare la lettera di licenziamento, o la lettera di dimissioni per giusta causa.

Ma procediamo per ordine e vediamo come funziona l’Ape sociale, chi ne ha diritto e qual è la procedura per presentare le domande.

Ape sociale: che cos’è

L’Ape sociale è una prestazione a carico dello Stato, riconosciuta a chi possiede almeno 63 anni di età e 30 o 36 anni di contributi, a seconda della categoria di appartenenza. Il trattamento, in particolare, spetta fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia ed è destinato ad alcune categorie di lavoratori tutelati: disoccupati, invalidi, caregivers (persone che assistono un familiare portatore di handicap grave) e addetti a lavori faticosi e rischiosi.

L’Ape sociale, nel dettaglio, come la cosiddetta Ape volontaria, è un anticipo pensionistico, cioè una prestazione erogata come un anticipo della pensione, che “accompagna” l’interessato dalla data di uscita dal lavoro (o, comunque, dalla data in cui si presenta la domanda per ottenere il trattamento), sino alla data di maturazione dei requisiti per la pensione . A differenza dell’Ape volontaria, o di mercato, però, la prestazione non costituisce un prestito bancario: l’Ape sociale, difatti, è erogata direttamente dallo Stato. Per questo motivo, non comporta trattenute sulla futura pensione, in quanto l’interessato non deve restituire alcunché.

Ape sociale: beneficiari

Possono accedere all’Ape sociale i lavoratori che, al momento della domanda, abbiano già compiuto, come anticipato, 63 anni di età e che siano, o siano stati, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago, che comprende gli iscritti al fondo pensione lavoratori dipendenti e alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi), alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, o alla Gestione separata Inps, purché cessino l’attività lavorativa e non siano già titolari di pensione diretta.

Per quanto riguarda il requisito contributivo, i beneficiari dell’Ape sociale devono possedere almeno 30 anni di contributi se appartenenti a una delle seguenti categorie:

  • lavoratori che risultano disoccupati a seguito di licenziamento, anche collettivo, o di dimissioni per giusta causa, o per effetto di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria; perché gli appartenenti a questa categoria possano beneficiare dell’Ape sociale, è necessario che abbiano terminato da almeno tre mesi di percepire la prestazione di disoccupazione;
  • lavoratori che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave, ai sensi della Legge 104;
  • lavoratori che possiedono un’invalidità uguale o superiore al 74%.

Sono invece necessari 36 anni di contributi per un’ulteriore categoria beneficiaria dell’Ape sociale, gli addetti ai lavori faticosi e pesanti; si tratta di coloro che hanno prestato per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni un’attività lavorativa particolarmente difficoltosa o rischiosa. L’attività rischiosa o pesante, nel dettaglio, deve far parte dell’elenco di professioni di seguito indicato:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • professori di scuola pre-primaria;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Ape sociale: quanto spetta

L’assegno mensile che spetta ai beneficiari dell’Ape sociale viene determinato secondo il normale criterio di calcolo della pensione:

  • calcolo retributivo (basato cioè sulla media delle ultime retribuzioni) sino al 2011, poi contributivo (basato sui contributi accantonati), per chi possiede oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • calcolo retributivo (basato cioè sulla media delle ultime retribuzioni) sino al 1995, poi contributivo (basato sui contributi accantonati), per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995: in questo caso parliamo di calcolo misto;
  • calcolo esclusivamente contributivo per chi non possiede contributi versati prima del 1996.

L’importo dell’Ape sociale non può comunque superare i 1.500 euro lordi mensili. La legge di bilancio 2017 non esplicita, come nel caso dell’Ape volontaria, che il trattamento sia esentasse: pertanto, l’Ape sociale dovrebbe essere sottoposta all’ordinaria tassazione Irpef come qualsiasi reddito di lavoro dipendente o di pensione.

L’Ape sociale è corrisposta, ogni anno, per 12 mesi, anziché 13, in quanto non è un trattamento pensionistico vero e proprio, ma un anticipo pensionistico corrisposto sotto forma di indennità: la tredicesima, quindi, non spetta.

Ape sociale: incompatibilità e decadenza

L’Ape sociale è incompatibile con le prestazioni a sostegno del reddito conseguenti allo stato di disoccupazione. In particolare è incompatibile:

  • con la Naspi (l’indennità di disoccupazione che spetta ai dipendenti);
  • con l’Asdi (l’assegno di disoccupazione, erogato ad alcuni soggetti, una volta terminata la Naspi);
  • con l’indennizzo per i commercianti (corrisposto, in determinati casi, per accompagnare alla pensione il commerciante che cede l’attività).

È invece compatibile:

  • con attività lavorativa dipendente o parasubordinata, se il reddito che ne deriva non supera 8.000 euro all’anno;
  • con attività di lavoro autonomo, se il reddito che ne deriva non supera 4.800 euro annui.

Inoltre, si decade dal diritto all’indennità se si raggiungono i requisiti della pensione anticipata.

Ape sociale: domanda di certificazione dei requisiti

Come anticipato, sarà necessario presentare due domande per accedere all’Ape sociale.

Il dpcm che contiene le disposizioni attuative dell’assegno di accompagnamento alla pensione, infatti, precisa che gli interessati dovranno inviare, in primo luogo, una richiesta per la certificazione dei requisiti che consentono di accedere all’Ape sociale e, in seguito, la domanda di Ape sociale vera e propria.

In particolare, la domanda di certificazione dei requisiti dovrà essere inviata:

  • entro il 15 luglio 2017, per chi prevede di maturare i requisiti per l’Ape sociale entro il 2017;
  • entro il 31 marzo 2018, per chi prevede di maturare i requisiti nel 2018.

Ad ogni modo, alla presentazione della domanda di certificazione non sarà necessario possedere tutti i requisiti richiesti, ma solo alcuni, che variano in base alla categoria di persone in cui si rientra.

Ad esempio:

  • i disoccupati dovranno presentare la lettera di licenziamento, o di dimissioni per giusta causa, o la documentazione che giustifichi la risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione;
  • coloro che assistono un familiare con handicap grave dovranno produrre la certificazione dello stato in cui si trova l’assistito;
  • coloro che possiedono un’invalidità pari ad almeno il 74% dovranno certificare i propri requisiti sanitari;
  • coloro che svolgono un’attività particolarmente gravosa o rischiosa dovranno inviare il contratto o la busta paga e una dichiarazione dell’azienda sull’attività svolta.

Gli altri requisiti, cioè i 63 anni di età, assieme ai 30 o ai 36 anni di contributi, saranno invece certificati dall’Inps “in prospettiva” e potranno essere maturati entro la fine dell’anno (per i lavori faticosi e pesanti dovrà essere certificato anche lo svolgimento di queste attività per 6 anni negli ultimi 7 anni prima della pensione).

Ape sociale: richiesta della prestazione

L’Inps, una volta presentata la domanda di certificazione dei requisiti, comunicherà il suo esito:

  • entro il 15 ottobre, per quanto riguarda chi matura i requisiti nel 2017 e avrà presentato istanza entro la data di chiusura della prima finestra;
  • entro il 30 giugno 2018 per quanto riguarda chi matura i requisiti nel 2018 e avrà presentato istanza entro la data di chiusura della seconda finestra.

Inoltre, l’Inps comunicherà:

  • la prima decorrenza utile del trattamento;
  • che la domanda è stata accettata, ma la decorrenza è stata posticipata perché i fondi sono insufficienti;
  • che la domanda è stata rifiutata.

In caso di fondi insufficienti rispetto alle domande, queste vengono messe in ordine di priorità in relazione all’età anagrafica più elevata e, come secondo criterio, alla data di presentazione.

Una volta certificati i requisiti da parte dell’Inps, gli interessati dovranno presentare la domanda vera e propria di Ape, che verrà pagata dal primo giorno del mese seguente alla richiesta, sino alla data di maturazione della pensione di vecchiaia.

Ape sociale: se si va oltre la chiusura delle finestre

Per chi presenterà l’istanza di riconoscimento del requisito di accesso all’Ape sociale dopo la chiusura delle finestre, non tutto è perduto: sarà possibile presentare l’istanza, difatti, entro il 30 novembre di ogni anno, ricevendo risposta dall’Inps entro il 31 dicembre.

Le domande tardive, però, saranno accolte solo a fronte di residua copertura finanziaria.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI