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La prima casa può essere pignorata

3 giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 giugno 2017



Pignorabilità della prima casa: è possibile. I limiti per l’agente della riscossione e per iscrivere ipoteca.

La propria casa rappresenta per ognuno di noi un rifugio irrinunciabile. In moltissimi casi, la nostra residenza è frutto di un acquisto operato a fronte di enormi sacrifici e molteplici difficoltà. Essa, molto frequentemente, è anche l’unico immobile che possediamo nonché il solo bene di valore che riusciamo a lasciare “in eredità” ai nostri figli.

Ebbene, nonostante la descritta sacralità della prima casa e sebbene la stessa riceva alcune agevolazioni (come avviene da un punto di vista fiscale con la ben nota Imu), essa non è inattaccabile. La prima casa, quindi, può essere potenzialmente pignorata, cioè oggetto di una procedura esecutiva ad opera dei creditori del o dei proprietari. Tale possibilità è però limitata, se ad agire sono gli agenti della riscossione. Ma andiamo per ordine ed approfondiamo questi aspetti sull’argomento in esame.

La pignorabilità della prima casa

Nel nostro ordinamento giuridico non esiste purtroppo una legge che impedisce il pignoramento della prima casa, sempre e comunque. In presenza quindi, di creditori privati, quale ad esempio potrebbe essere una banca verso la quale abbiamo un mutuo non pagato, la cosiddetta prima casa è pignorabile, senza alcuna limitazione. Pertanto, prima di arrivare al cosiddetto punto critico, cioè prima di subire l’azione esecutiva del creditore, cercate sempre di trovare una soluzione alternativa.

Ad esempio, se parliamo di una banca e si tratta di un vecchio contratto di mutuo, magari anche a tasso variabile, potrebbero esserci gli estremi per poterne contestare la violazione del tasso usura. In questo caso, al termine di un’azione legale, accertata la nullità del contratto per il motivo anzidetto, avreste diritto alla restituzione degli interessi sin qui versati oppure potreste proporre e concordare con la banca una restituzione quantitativamente inferiore alla somma dovuta per contratto. In tal senso, potrebbe tornare utile far esaminare il mutuo a un professionista competente.

Oppure potreste valutare di vendere l’immobile. Avendo attenzione di evitare i cosiddetti speculatori, potreste ricavare un importo sufficiente a saldare i creditori, nello stesso tempo avendo un gruzzoletto per ricominciare altrove.

I casi descritti, puramente ipotetici, sarebbero comunque meno drammatici del semplice pignoramento subito.

 

Equitalia può pignorare la prima casa?

Assolutamente no. I debiti oggetto di un’eventuale riscossione esattoriale (per intenderci quelli per i quali agisce Equitalia o qualsiasi altro agente della riscossione che opera sul territorio italiano) non possono giustificare il pignoramento della prima casa.

In questa ipotesi, infatti, esso non è consentito [1], ma è possibile soltanto iscrivere un’ipoteca, purché il debito in questione superi il valore di 20.000 euro. In altre parole, l’agente della riscossione non può procedere esecutivamente contro la prima casa del debitore/contribuente, ma può semplicemente limitarsi ad iscrivere ipoteca, con il limite anzidetto, partecipando alle eventuali azioni esecutive degli altri (ad esempio, la banca), ma non potendo promuovere di propria iniziativa alcuna azione esecutiva sulla stessa.

Ad ogni modo, affinché l’agente della riscossione non possa procedere al pignoramento della prima casa, è necessario che:

  • sia l’unico immobile di proprietà del debitore;
  • sia l’immobile dove egli risiede anagraficamente;
  • sia un immobile non qualificabile come bene di lusso.

note

[1] Art. 76, co. 1 lettera a) Dpr 602/1973.

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1 Commento

  1. tutti i contratti di mutuo sono non validi e può essere chiesto l’annullamento, anche perché le banche emettono moneta.

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