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Lavoro part-time: l’azienda può modificare l’orario?

21 luglio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 luglio 2017



Part-time: le ore di lavoro e la loro collocazione temporale sono stabilite all’interno del contratto e il datore non può modificare questi elementi a suo piacimento, senza il consenso del dipendente.

Solitamente, quando si firma un contratto di lavoro part-time, al suo interno vengono indicate sia la durata della prestazione lavorativa sia la collocazione temporale dell’orario con riferimento, al giorno, alla settimana, al mese e all’anno. Per capirci: a Tizia viene fatto un contratto di due anni presso l’azienda X e si stabilisce che dovrà lavorare 20 ore a settimana per 4 ore al giorno dalle 8.00 alle 12.00.

Ma cosa accade se il datore di lavoro di sua iniziativa, cambia questi accordi, stabilendo un orario di lavoro part-time diverso o una diversa sua collocazione nella giornata? Se, ad esempio, il dipendente – da contratto – deve lavorare 4 ore tutti i pomeriggi e il datore, di punto in bianco, decide di farlo lavorare la mattina? Lo dice il Tribunale di Pesaro [1]: la modifica dell’orario settimanale rende necessario un nuovo accordo tra le parti.

La vicenda

Una commessa faceva causa al supermercato in cui lavorava sostenendo che il suo contratto di lavoro prevedeva un orario di 24 ore settimanali, poi ridotte a 19, da svolgersi la mattina. Dopo un po’ di tempo, il supermercato decideva, senza chiedere il suo consenso, di farla lavorare il pomeriggio.

Lavoro part-time: cos’è?

Il contratto part-time è un contratto di lavoro subordinato che prevede un orario di lavoro non di 40 ore (come avviene nel contratto ordinario, il cosiddetto full-time) ma ridotto, pur garantendo al lavoratore gli stessi diritti dei dipendenti a tempo pieno, in proporzione alla quantità di lavoro prestata: in parole semplici, è chiaro che lo stipendio del lavoratore part-time sarà più basso rispetto a quello del lavoratore full-time, proprio perché il primo lavora meno ore del secondo.

Lavoro part-time: come stabilire l’orario?

All’interno del contratto part-time devono essere indicate le ore di lavoro in maniera precisa e puntuale, indicando giorno, settimana, mese o anno. Il datore di lavoro, quindi, non può modificare a suo piacimento la collocazione temporale della prestazione lavorativa, a meno che non esistano dei preventivi accordi, le cosiddette clausole elastiche: si tratta di pattuizioni che consentono all’azienda di aumentare l’orario lavorativo o di variarlo. Nel caso in cui il datore di lavoro voglia utilizzare queste clausole per cambiare la collocazione dell’attività lavorativa o la sua durata deve darne comunicazione al lavoratore con un preavviso di almeno 2 giorni (se gli accordi con il lavoratore non prevedono un termine maggiore). Il lavoratore deve dare il suo consenso per iscritto e, se rifiuta, ciò non autorizza il datore a licenziarlo.

Nel caso in cui manchi l’accordo sulla collocazione temporale dell’orario di lavoro all’interno del contratto (in pratica se non si è deciso se far lavorare il dipendente di mattina o di pomeriggio), è il giudice che decide, tenendo conto delle regole stabilite nei contratti collettivi e:

  • delle responsabilità familiari del lavoratore interessato: ad esempio, se si tratta di una donna, il giudice potrebbe stabilire di farla lavorare di mattina quando i bambini sono a scuola;
  • della sua necessità di integrazione del reddito mediante lo svolgimento di atra attività lavorativa: ad esempio, se il lavoratore svolge più lavori;
  • delle esigenze del datore di lavoro.

Ad esempio, se – come nel caso della sentenza – il datore di lavoro ha bisogno del dipendente nel pomeriggio mentre quest’ultimo nel pomeriggio svolge altra attività, il giudice può stabilire un orario di lavoro nel seguente modo: dal lunedì al venerdì il dipendente lavorerà 4 ore di mattina in modo da potersi dedicare nel pomeriggio all’altra attività, il sabato lavorerà 4 ore al pomeriggio in modo da venire incontro alle esigenze dell’azienda.

note

[1] Trib. Pesaro sent. n. 75 dello 07.04.2017.

Fonte della sentenza: lesentenze.it

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5 Commenti

  1. e,può l’azienda modificare al ribasso le ore lavorative ,di una lavoratrice full-time? grazie della risposta..

  2. Buonasera,
    lavoro nell’ambito del turismo con un contratto part-time misto firmato nel 2010 (quindi prima della riforma introdotta con il Jobs Act.
    In merito alle clausole di flessibilità mi chiedevo quale fosse il limite, in termini quantitativi, da parte del datore di lavoro all’uso delle suddette clausole. Per fare un esempio: se il mio lavoro si svolge su turni di mattina, il mio datore di lavoro può decidere di spostarmi al turno di pomeriggio per un mese intero?

  3. Buonasera,
    Vorrei sapere se nel caso di un contratto (indeterminato) part time orizzontale 25 ore settimanali il datore di lavoro può farti fare le 5 ore giornaliere in modo spezzato 2 o 3 turni?

  4. Buongiorno, ho un contratto di lavoro par time a tempo indeterminato a 20h settimanali stipulato il 15-10-2003 Da 5 anni sono passata da 4 a 3 livello ……facendo settimanalmente non meno di 25 h compresa la domenica che sul mio contratto non e’ prevista .. .ho chiesto L’ adeguamento delle h lavorative (Da 20 a25) mantenendo le mie vecchie condizioni contrattuali …l’ azienda mi dice che x L’ aumenti delle h non è un problema ma che devo firmare L’ adeguamento del contratto quindi con le domeniche e festivi obbligatorie. Vorrei sapere se è possibile portare le h a 25 ma mantenere il mio vecchio contratto….quindi con domeniche e festivi facoltativi con retribuzione non compresa sulla paga base. Grazie.

  5. Buonasera! Qualcuno può aiutarmi? L azienda di trasporto pubblico x cui lavoro… Ha proposto ai dipendenti un passaggio del part time…da 19h settimanali a 24h….sulla base di un requisito che Nn era nel bando… Discriminando chi Nn lo avesse… Può farlo?

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