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Lo sai che? Interruzione della prescrizione: come funziona

Lo sai che? Pubblicato il 23 maggio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 23 maggio 2017

La prescrizione si interrompe esercitando il diritto: con una raccomandata, un’ammissione del debitore o una azione giudiziaria.

Se hai un debito non pagato da diversi anni; se la legge ti riconosce un diritto che però, per molto tempo non hai esercitato; se tempo addietro hai subito un danno e solo di recente hai deciso di agire per ottenere il risarcimento è molto probabile che tu abbia sentito parlare di prescrizione. E, con questo termine, avrai anche sentito quello di interruzione della prescrizione. Ma come funziona questo meccanismo e come ci si difende? Cercheremo di spiegarlo in questo breve e pratico articolo.

Cos’è la prescrizione?

La prescrizione è un istituto previsto dal nostro ordinamento che difficilmente si riesce a spiegare per via del fatto che, comunemente, si ritiene ingiusto far decadere un soggetto dall’esercizio di un proprio diritto solo perché non ha inteso farlo per diverso tempo. Così, chi magari ha dimenticato di inviare un sollecito al proprio debitore e, nel frattempo, sono passati più di dieci anni, non può più ottenere i soldi che gli spettano; chi non si è mosso contro l’assicurazione entro due anni per l’indennizzo da incidente stradale non ha più chance per agire; chi ha perso una causa contro e la colpa è del suo avvocato ha tre anni massimo per potergli chiedere i danni. Questa è, in parole povere, la prescrizione: la perdita di un diritto per mancato esercizio dello stesso. Il che, se da un lato è uno svantaggio per il titolare del diritto stesso, è invece una liberazione per chi tale diritto lo doveva subire (ad esempio il debitore).

Dopo quanto tempo si prescrive un diritto?

Prima di spiegare come funziona l’interruzione della prescrizione dobbiamo però chiarire quanto tempo ci vuole perché un diritto cada in prescrizione. Non esiste un termine di prescrizione uguale per tutti i diritti. In generale il termine è di 10 anni, ma poi esistono così tante eccezioni che, senza una guida, è difficile barcamenarsi. Di questo abbiamo parlato nell’articolo La prescrizione dei debiti. In ogni caso, alla fine di questo articolo troverai un utile schema con tutti i termini di prescrizione.

Cos’è l’interruzione della prescrizione?

Vediamo ora come funziona l’interruzione della prescrizione. Per farlo ricorriamo a una metafora. Immaginiamo un pugile che cada al tappeto. Se non si muove e rimane fermo a terra, il giudice di gara inizia a contare fino a 10. Se il pugile si alza, l’incontro continua regolarmente. Se il pugile dovesse tornare al tappeto una seconda volta, il giudice tornerebbe a contare: non però da dove era rimasto prima della precedente caduta, ma nuovamente da capo. Ecco la prescrizione funziona più o meno così: inizia a decorrere da quando il titolare del diritto rimane inerte (come il pugile al tappeto) e non esercita il proprio diritto. Ma appena lo esercita la prescrizione si interrompe. Se poi il titolare del diritto dovesse tornare inerte e non esercitare di nuovo i poteri che gli spettano, la prescrizione tornerebbe a decorrere ma da capo e non da dove era rimasta prima.

Facciamo un esempio pratico. Un creditore avanza 100 euro da un’altra persona, ma non glieli chiede, contando sulla buona volontà di quest’ultima. Prima del compimento del decimo anno, però, temendo la prescrizione, invia un sollecito con raccomandata a.r.; da quel momento, la prescrizione si interrompe e inizia a decorrere da capo. Questo significa che la prescrizione potrebbe non verificarsi mai se il creditore, anche un solo giorno prima della scadenza del termine, esercita puntualmente il suo diritto interrompendo i termini e facendoli decorrere di nuovo dall’inizio.

Come si interrompe la prescrizione?

Tutto ovviamente dipende dal tipo di diritto che si sta per prescrivere. In generale, però, i mezzi per interrompere la prescrizione sono i seguenti:

  • notificare un atto di citazione in causa alla controparte, quella cioè contro cui si vuol far falere il diritto [1]. Così se il creditore agisce contro il debitore prima del decimo anno, la prescrizione si interrompe e rimane sospesa per tutta la durata della causa;
  • notificare un atto di precetto o avviare un pignoramento quando il credito è costituito da un titolo esecutivo (una sentenza, una cambiale, un assegno, un contratto di mutuo);
  • inviare una messa in mora alla controparte intimandole il rispetto del diritto che si intende far valere: ad esempio la diffida al debitore, la richiesta al vicino di casa di eliminare una tettoia che toglie aria e luce;
  • un’ammissione del debitore che contenga il riconoscimento del diritto altrui: ad esempio, l’atto con cui un soggetto ammette di avere un debito nei confronti di una persona o chiede a quest’ultima maggior tempo per pagare.

Per dimostrare l’esercizio del diritto e, quindi, l’interruzione della prescrizione è necessario procurarsi le prove di ciò. Questo significa che bisogna sempre agire in modo formale e mai verbale; in altri termini bisogna utilizzare una raccomandata a.r. o una email di posta elettronica certificata (Pec).

Casi frequenti di prescrizione e interruzione della prescrizione

Il caso più frequente in cui si invoca la prescrizione è quando si ha un debito. Il creditore, per salvarsi dall’eccezione, deve dimostrare di averla interrotta con un atto interruttivo come quelli che abbiamo appena elencato.

Avere una sentenza di condanna a carico di un’altra persona non basta a mettersi in salvo dalla prescrizione. È necessario poi agire se l’avversario non si conforma al dettato del giudice. Bisognerà quindi coinvolgere l’ufficiale giudiziario e avviare l’esecuzione forzata.

Un altro termine di prescrizione spesso invocato riguarda il diritto del lavoratore di chiedere gli stipendi non pagati: 5 anni dalla fine del rapporto di lavoro, salvo che nel frattempo egli abbia inviato una diffida o abbia citato il datore in causa o lo abbia convocato davanti a un organismo di conciliazione.

Proprio in materia di lavoro spesso si confonde il concetto di prescrizione con quello di decadenza. Senza voler entrare nel tecnico, la decadenza non ammette interruzioni come invece la prescrizione. È un termine di decadenza l’impugnazione del licenziamento che deve avvenire con una lettera raccomandata entro 60 giorni dalla comunicazione; la causa va poi avviata nei successivi 180 giorni.

La parola prescrizione è infine assai inflazionata quando si parla di cartelle esattoriali. Per esse la prescrizione è assai frequente. Ma attenzione: qualsiasi lettera raccomandata ricevuta dall’agente della riscossione può interrompere il termine: ad esempio un sollecito, un preavviso di fermo o di ipoteca, una notifica di una nuova sentenza “cumulativa”, una intimazione di pagamento.

TABELLA A: I TERMINI DI PRESCRIZIONE DELLE CARTELLE

TIPOLOGIA DEL DEBITO TERMINE DI PRESCRIONE COMPETENZA
IRPEF 10 anni Commissione Tributaria
IVA 10 anni Commissione Tributaria
IRES 10 anni Commissione Tributaria
Imposta di Registro 10 anni Commissione Tributaria
Imposte ipocatastali 10 anni Commissione Tributaria
Crediti accertati con sentenza (a prescindere dalla natura del credito) 10 anni Non è più impugnabile se la sentenza è divenuta definitiva
Canone RAI 10 anni Commissione Tributaria
Diritti CCIAA 10 anni Commissione Tributaria
Contributi INPS e INAIL anteriori al 1.01.2016 10 anni Tribunale ordinario sez. lavoro
Contributi INPS e INAIL successivi al 1.01.2016 5 anni Tribunale ordinario sez. lavoro
Contributi per Gestione separata 5 anni Tribunale ordinario sez. lavoro
Contributi minori 5 anni Tribunale ordinario sez. lavoro
TASI 5 anni Commissione Tributaria
TARSU 5 anni Commissione Tributaria
TARI 5 anni Commissione Tributaria
ICI 5 anni Commissione Tributaria
IMU 5 anni Commissione Tributaria
Sanzioni per multe stradali 5 anni Giudice di Pace
Sanzioni per omesso o ritardato versamento tributi 5 anni Commissione Tributaria
Altre sanzioni 5 anni Giudice di Pace
Bollo auto 3 anni Commissione Tributaria

TABELLA B: I TERMINI DI NOTIFICA DEL DEBITO

TIPO DI DEBITO TERMINE PER LA NOTIFICA DELLA CARTELLA DI PAGAMENTO
somme dovute a seguito dell’attività di liquidazione delle dichiarazioni entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione [4]
somme dovute a seguito dell’attività di controllo formale delle dichiarazioni entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione [5]
somme dovute in base agli accertamenti dell’Ufficio entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo
somme dovute in base agli atti di recupero emessi a seguito dell’utilizzo in compensazione di crediti inesistenti entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo

TABELLA C: I TERMINI DI PRESCRIZIONE DEL DEBITO NON IN CARTELLA

TIPO DI DEBITO CON PRESCRIZIONE DI 10 ANNI
debiti derivanti da contratti o atti leciti
debiti con banche e finanziarie e rate di mutuo
riconoscimento della qualifica superiore per il lavoratore dipendente
demansionamento da parte del datore di lavoro
diritto al pagamento del risarcimento in caso di assicurazione sulla vita
pagamento del prezzo per acquisti in genere
TIPO DI DEBITO CON PRESCRIZIONE DI 5 ANNI
debiti derivanti da atti illeciti
debiti per bollette del telefono, luce e gas (se si perde la causa, prescrizione di 10 anni)
spese condominiali
singole annualità rendite vitalizie
singole annualità delle pensioni alimentari: 5 anni
canone d’affitto
oneri di condominio
fitti di beni rustici
interessi dovuti alla banca o a qualsiasi altro creditore
tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi
diritto al pagamento dello stipendio per il lavoratore dipendente
diritto al pagamento del Tfr e di tutte le altre indennità spettanti per la cessazione del rapporto di lavoro
pagamento degli utili da parte di una società
possibilità dei soci di agire contro gli amministratori della società, per responsabilità nella gestione
pagamento dei contributi da parte del datore di lavoro
pagamento della retribuzione (busta paga) del lavoratore dipendente part time o full time, sia nel pubblico che nel privato
TIPO DI DEBITO CON PRESCRIZIONE DI 3 ANNI
pagamento dei corsi di lingua inglese o altre lingue ad insegnanti privati
pagamento delle lezioni private a insegnanti che impartiscono però le lezioni a termini più lunghi di un mese
pagamento dei prestatori di lavoro, per le retribuzioni corrisposte a periodi superiori al mese
pagamento dei compensi dei professionisti, per l’opera prestata e per il rimborso delle spese vive sostenute (se il professionista ha fatto firmare al cliente un contratto, vale il termine generale di 10 anni)
pagamento del notaio
cambiali
TIPO DI DEBITO CON PRESCRIZIONE DI 2 ANNI
diritto al risarcimento in caso di incidenti stradali
altri diritti derivanti dal contratto di assicurazione e dal contratto di riassicurazione
causa per contestazione di danni e vizi su contratti di appalto (denuncia entro 60 giorni dalla scoperta)
TIPO DI DEBITO CON PRESCRIZIONE DI 1 ANNO
diritto del mediatore a vedersi pagata la propria provvigione
diritto dell’agente immobiliare al compenso per una vendita o un affitto
diritti derivanti dal contratto di spedizione e dal contratto di trasporto
pagamento del premio da pagare all’assicurazione per la polizza (di qualsiasi polizza si tratti)
pagamento delle lezioni private a insegnanti che impartiscono però le lezioni entro i limiti prestabiliti, a giorni o a singole ore, e comunque non oltre un mese
pagamento delle retribuzioni per prestazioni di lavoro non superiori a un mese
pagamento di convitti
pagamento dei commercianti, per il prezzo delle merci vendute a chi non ne fa commercio
pagamento dei farmacisti per le medicine acquistate presso la farmacia
iscrizione a scuole e palestre private
causa per contestazioni per lavori affidati a ditte di riparazione, manutenzione (la contestazione va fatta entro 8 giorni)
TIPO DI DEBITO CON PRESCRIZIONE INFERIORE A 1 ANNO
pagamento per il pernottamento in un hotel, albergo, ostello, affittacamere, bed &
diritto di recesso in caso di acquisto di un prodotto fuori dal negozio (vendite su internet, su corrispondenza, televendite, telemarketing, ecc.): 14 giorni
diritto di recesso su pacchetti viaggio, su contratti bancari o assicurativi o su finanziamenti acquistati su Internet: 14 giorni
diritto di recesso da una polizza vita: 30 giorni
assegni: 6 mesi
CASI PARTICOLARI DI PRESCRIZIONE DEL DEBITO
risarcimento o restituzione del prezzo, da parte del negoziante, per aver acquistato un oggetto difettoso: per contestare il difetto ci sono 60 giorni
contestazioni al costruttore del palazzo per gravi difetti strutturali: la garanzia opera per 10 anni
vacanza rovinata per pacchetto viaggi non conforme alle promesse: presentazione reclamo: 10 giorni dal rientro

note

[1] Art. 2943 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


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