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Il condomino può chiedere gli estratti conto?

23 maggio 2017


Il condomino può chiedere gli estratti conto?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 maggio 2017



L’amministratore di condominio non può negare ai condomini di verificare la documentazione bancaria; la banca è tenuta a mostrare gli estratti conto nel caso in cui l’amministratore non abbia provveduto.

Fidarsi è bene; ma, quando ci sono di mezzo i soldi, non fidarsi è meglio. Così è opportuno, oltre che legittimo, che i condomini verifichino di tanto in tanto i conti fatti dall’amministratore di condominio e che anche la giacenza sul conto corrente bancario sia conforme alle scritture contabili. Al di là, infatti, delle ipotesi (non rare purtroppo) di amministratori truffatori e disonesti, ben potrebbe essere necessario verificare che il conto non presenti “scoperti” e che il condominio sia solvibile. Cosa che spesso ricorre nel caso in cui vi siano gli immancabili morosi, non in regola con le quote ordinarie e straordinarie. Ma, prima di tutto, è bene chiedersi se il condomino può chiedere gli estratti conto e, soprattutto, come fare a prendere visione della documentazione bancaria. A queste domande ha risposto la riforma del condominio del 2012 e numerose sentenze dell’Arbitro Bancario e Finanziario (Abf). Ma procediamo con ordine e vediamo, più nel dettaglio, come il singolo condomino può chiedere gli estratti del conto corrente condominiale.

All’esito della riforma del 2012, il codice civile [1] stabilisce che tutti i condòmini possono prendere visione della rendicontazione bancaria, ma «per il tramite dell’amministratore». Questo significa che il singolo condomino non può rivolgersi direttamente alla banca per chiedere copia degli estratti del conto corrente condominiale. Per poterlo fare deve dimostrare (per come vedremo a breve) di aver fatto prima fatto richiesta all’amministrazione e che questi non abbia adempiuto. Pertanto:

  • è diritto di ciascun condomino chiedere copia aggiornata degli estratti conto all’amministratore; questi non si può sottrarre a tale obbligo, né può trincerarsi dietro un asserito rispetto della privacy, atteso che ogni condomino è titolare – pro quota – del conto condominiale e, come tale, legittimato a prendere visione di esso;
  • se l’amministratore non adempie a tale obbligo, il singolo condomino può rivolgersi alla banca e pretendere da questa l’esibizione della documentazione relativa al conto corrente condominiale. È quanto più volte deciso dall’Arbitro bancario finanziario che [2] ha escluso che i singoli condòmini possano accedere direttamente alla rendicontazione bancaria se prima non si sono rivolti all’amministratore e questi è rimasto inerte (leggi Come ottenere l’estratto conto bancario del condominio e Condominio: il conto corrente si controlla solo con l’amministratore).

Quando dunque il codice civile afferma il diritto del condomino di visionare la documentazione bancaria «per il tramite dell’amministratore» intende un obbligo di preventiva richiesta all’amministratore della documentazione in questione e, solo in caso di inadempienza di quest’ultimo, la possibilità di rivolgersi direttamente alla banca, la quale non potrà negare il proprio consenso (sarà il caso di mostrare la copia della raccomandata spedita all’amministratore con la ricevuta di consegna). In questo modo, l’istituto di credito dovrà rapportarsi ai singoli condòmini solo quando ve ne sia obiettiva necessità, come accade in caso di disfunzioni dell’organo rappresentativo unitario dei condòmini.

Se neanche la banca accoglie la richiesta del condomino, questi si può rivolgere al tribunale affinché – a seguito di un ricorso cautelare d’urgenza – emetta un ordine nei confronti dell’istituto di credito e dell’amministratore al rispetto della trasparenza sui conti bancari del condomino.

note

[1] Art. 1129, co. 7, cod. civ.

[2] Abf Roma, decisione n. 691/2015.

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3 Commenti

  1. non sono per nulla d’accordo (rectius: è sbagliato) con quanto scritto nell’articolo. per comprendere basta leggere all’unisono il comma 7 dell’art. 1129 con il comma 1, n. 9 dell’art. 1130. laddove il legislatore ha voluto che fosse l’amministratore a FORNIRE qualcosa al condomino che ne faceva richiesta l’ha positivamente affermato (1130) per cui laddove afferma che il condomino può visionare ed estrarne copia a sue spese (1129) afferma qualcosa di diverso e di minore e che non comporta per l’amministratore alcun onere se non quello di aprire le porte del proprio studio al condominio richiedente e mettergli a disposizione la documentazione.

  2. Se neanche la banca accoglie la richiesta del condomino, questi si può rivolgere al tribunale affinché – a seguito di un ricorso cautelare d’urgenza – emetta un ordine nei confronti dell’istituto di credito e dell’amministratore al rispetto della trasparenza sui conti bancari del condomino.

    Che vuol dire rivolgersi al tribunale? Pagare un avvocato per inoltrare la procedura?

  3. Se la banca fa orecchie da mercante,inoltriamo lamentela all’ ABF tramite un’associazione di consumatori di tutela condominiale. Se accoglierà (ma di questo c’è già un precedente positivo…), l’istituto di credito sarà sanzionata e vedrà pubblicità negativa e rimborserà la parte attore. Sembra ancora restrittiva il passaggio per via dell’amministratore. La domanda e d’obbligo: ” Perché gli amministratori temono che i condomini vadano direttamente in banca a chiedere informazioni?”. La norma se c’è volontà si può cambiare, siamo in attesa di sentenze più favorevole ai condomini dove la trasparenza sia più vigile.

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