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Lo sai che? Se investo una donna incinta da pochi mesi cosa rischio?

Lo sai che? Pubblicato il 24 maggio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 24 maggio 2017

Incidente stradale: l’automobilista è responsabile dei danni procurati ai pedoni dal proprio comportamento colpevole, tuttavia non ha maggiore responsabile se l’investimento riguarda una donna incinta e la gravidanza non è percepibile a occhio nudo.

 

Chi investe un pedone e gli provoca lesioni subisce delle gravi conseguenze penali: il danno viene sì risarcito dall’assicurazione (entro comunque i limiti del massimale della polizza), ma si apre un procedimento penale per il reato di lesioni (o, nel caso di evento fatale, di omicidio) causate dall’automobilista. Conseguenze scontate che non necessitano di spiegazioni. Ma che succede se vittima dell’investimento è una giovane ragazza incinta e, a seguito della caduta, perde il figlio? L’automobilista è responsabile per l’interruzione della gravidanza causata dall’investimento? La risposta è stata data dalla Cassazione con una recente sentenza [1].

Secondo la Corte, a seguito di investimento stradale che abbia visto coinvolta una donna incinta, all’investitore non può essere riconosciuta anche l’ulteriore responsabilità per l’aborto di quest’ultima. Il solo fatto di aver visto una donna giovane non gli impone di presumere che questa possa essere incinta, salvo ovviamente che il “pancione” sia chiaramente visibile.

La questione riguarda il reato di interruzione della gravidanza: la legge [1] punisce con la reclusione da tre mesi a due anni chi procura a una donna incinta un aborto anche senza volerlo, per semplice colpa. È evidente che tale reato si aggiunge a quello di lesioni, qualora l’investitore si sia reso conto della particolare condizione in cui versa la donna. Si tratta di un reato punito anche a titolo di colpa, che si realizza quando il colpevole provoca l’interruzione della gravidanza, in qualunque epoca del suo decorso (anche dopo poche settimane).

Perché si possa punire una persona per aver provocato l’aborto di una donna è però necessario che il danno, anche se non voluto, sia stato prevedibile. Lo stato di gravidanza, in altri termini, deve essere noto o ignorato per colpa. Pertanto non è responsabile del delitto in commento l’automobilista che investe la donna il cui stato di gravidanza non è percepibile ad occhio nudo. Il solo fatto di aver di aver visto una giovane ragazza non implica di dover presumere che questa possa essere incinta e, quindi, una maggiore responsabilità per chi la investe.

Ricordiamo il principio più volte affermato dalla cassazione in materia di investimento del pedone. L’obbligo di moderare la velocità in relazione alle caratteristiche del veicolo e alle condizioni della strada e del traffico implica che il conducente non solo debba essere sempre in grado di padroneggiare il proprio veicolo in ogni evenienza, ma deve anche prevenire e prevedere le eventuali imprudenze altrui, come ad esempio la violazione delle regole della strada (si pensi al pedone che attraversa fuori dalle strisce di notte). Tale obbligo trova limite naturale nella ragionevole prevedibilità dell’evento oltre il quale non è consentito parlare di colpa. Per esempio, in una strada cittadina poco illuminata, di sera, nei pressi della fermata della metropolitana è prevedibile immaginarsi l’arrivo di un pedone e pertanto richiesto una prudenza superiore rispetto a quella media.

Le norme del codice della strada impongono severi doveri di prudenza e diligenza proprio per evitare situazioni di pericolo anche quando siano determinate da altrui comportamenti irresponsabili. Il conducente non può fare affidamento sul rispetto delle regole da parte del pedone, ma anzi deve prevenire eventuali violazioni imprudenze da parte di quest’ultimo. Questo però non implica per l’automobilista una responsabilità superiore rispetto alla prevedibilità dell’evento.

note

[1] Cass. sent. n. 25552/17.

[2] Art.17 co. 1 l. n. 194/1978.

Autore immagine: 123rf com


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