Donna e famiglia La donna conserva il cognome dell’ex dopo il divorzio?

Donna e famiglia Pubblicato il 26 maggio 2017

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Una breve guida per chiarire se e a quali condizioni la donna possa conservare il cognome dell’ex marito una volta pronunciato il divorzio.

La donna conserva il cognome dell’ex dopo il divorzio? A questa domanda si risponde affermando che è possibile per la donna conservare il cognome dell’ex marito ma solo se sussiste ed è dimostrato un interesse della donna stessa, o dei figli, che sia meritevole di tutela. Dunque la donna conserva il cognome dell’ex dopo il divorzio, ma a determinate condizioni che sarà il giudice (quello chiamato a pronunciare il divorzio) a valutare.

In particolare la legge [1] stabilisce che:

  • di regola, con la sentenza che pronuncia il divorzio (cioè, tecnicamente, lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio) la donna perde il cognome che aveva aggiunto al proprio a seguito del matrimonio;
  • la donna, per ottenere alle condizioni stabilite di poter conservare il cognome di quello che sarà il suo ex marito, deve fare apposita richiesta al giudice del divorzio;
  • la donna dovrà dimostrare che la richiesta di mantenere il cognome dell’ex marito sia sorretta da un interesse suo o dei figli che la legge riconosca essere un interesse meritevole di tutela;
  • se il giudice del divorzio acconsentirà alla richiesta (concedendo alla donna, con la sentenza che pronuncia il divorzio, di conservare il cognome dell’ex marito accanto al proprio) la decisione potrà in futuro essere modificata con successiva sentenza, per motivi di particolare gravità, su istanza di una delle parti.

La legge quindi, se vi sia un interesse meritevole di tutela suo o dei figli, consente alla donna di conservare il cognome dell’ex dopo il divorzio.

Ci si chiede, dunque, quale possa essere in concreto l’interesse meritevole di tutela che, una volta che sia accertato dal giudice, consentirà alla donna di potere, anche dopo il divorzio, continuare ad usare il cognome del suo ex marito.

A questo riguardo la giurisprudenza [2] ha chiarito che per poter concedere alla donna di conservare il cognome dell’ex marito non è sufficiente (e non costituisce, quindi, un interesse meritevole di tutela) il desiderio di conservare un cognome famoso e noto per mantenere la notorietà e le agevolazioni in ambienti di rango elevato ed anche se l’uso di quel cognome si dovesse caratterizzare come un elemento di riconoscimento in società della donna e come un elemento della sua stessa identità (per il prolungato uso nel corso degli anni).

La stessa giurisprudenza ha ulteriormente chiarito che quando una donna richieda di conservare il cognome dell’ex marito, oltre a valutare se sussiste un interesse meritevole di tutela per la donna o i figli, si dovrà anche escludere che per l’ex marito la conservazione del cognome da parte dell’ex moglie possa costituire un ostacolo per la possibile costituzione di un nuovo nucleo familiare.

In conclusione, nulla impedisce agli ex coniugi di accordarsi sull’uso del cognome dell’ex marito da parte della donna anche in sede di modificazioni delle condizioni di divorzio già fissate nella sentenza che lo pronunciò.

note

[1] Art. 5, legge n. 898 del 1970.

[2] Cass., ord. n. 21706 del 2015.


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