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Tassa Airbnb, paga chi riceve i soldi dal portale?

10 giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 giugno 2017



Se a ricevere il canone d’affitto dall’intermediario è un terzo non proprietario dell’immobile, paga lui la Tassa Airbnb? 

Ho un account su Airbnb, ma a ricevere i soldi per l’affitto della casa per le vacanze è mio marito: chi paga la tassa Airbnb?

Attenzione a non far confusione sulla tassa Airbnb: non si tratta di una tassa nuova, dovuta solo da chi conclude contratti di locazione ad uso turistico attraverso portali web, come Airbnb appunto, ma si tratta, a tutti gli effetti, dell’imposizione già esistente sugli affitti, effettuata, però, attraverso una ritenuta del 21% che viene operata dall’intermediario.

Questa ritenuta del 21% corrisponde alla cedolare secca sugli affitti, cioè alla tassazione separata sui canoni di locazione: in pratica, optando per la cedolare secca, il proprietario paga a titolo d’imposta il 21% del canone di locazione stabilito e non deve inserire il canone stesso nella dichiarazione dei redditi. Se l’interessato non vuole aderire alla cedolare secca e sceglie la tassazione ordinaria, la ritenuta del 21% si considera effettuata a titolo di acconto e non d’imposta.

La ritenuta è applicata anche ai contratti che prevedono, oltre all’affitto puro e semplice, ulteriori servizi: è il caso di chi svolge attività di bed and breakfast senza l’apertura di partita Iva.

Tassa Airbnb: chi paga?

Il versamento dell’imposta sul canone di locazione, come anticipato, viene effettuato dall’intermediario attraverso il quale si affitta la casa: quest’intermediario può essere un portale web, come Booking o Airbnb, oppure un’agenzia o un diverso ente. L’intermediario, a prescindere dal tipo di ente, acquista la qualifica di sostituto d’imposta e deve versare all’erario quanto trattenuto al proprietario, poi certificarlo.

A questo punto, potrebbero sorgere dei problemi nel caso in cui i pagamenti effettuati dal portale web siano effettuati in un conto corrente non appartenente al proprietario, o, ancora di più, nel caso in cui il titolare dell’account sul portale dell’intermediario sia diverso dal proprietario.

Per quanto riguarda questa seconda casistica, si deve sottolineare che non è possibile stipulare un contratto di locazione per un immobile che non è il proprio, a meno che non si abbia il diritto di usufrutto o si tratti di sublocazione. Se vi sono più comproprietari, il contratto di locazione stipulato da uno di essi è imputato fiscalmente anche agli altri, per la propria quota di competenza.

Se, invece, il conto corrente in cui sono versati i corrispettivi per i canoni di locazione appartiene a persona diversa dal proprietario titolare dell’account, la tassazione è comunque da imputarsi al titolare.

Tassa Airbnb: opzione per la cedolare secca

In base alle ultime modifiche apportate alla cosiddetta “manovrina” [1], l’opzione per la cedolare secca si presume e non dovrebbe essere indispensabile comunicarla, per gli affitti brevi, all’Agenzia delle entrate, tramite modello Rli: questo in quanto per gli affitti brevi, cioè inferiori ai 30 giorni, non vige l’obbligo di registrazione del contratto.

Una comunicazione in merito ai contratti stipulati dovrà invece essere necessariamente inviata all’Agenzia delle entrate dall’intermediario che effettua le ritenute, pena multe salate.

note

[1] Art.4 Dl 50/2017.

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