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Lo sai che? Cartella contributi Inps: ricorso entro 40 giorni

Lo sai che? Pubblicato il 24 maggio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 24 maggio 2017

Termine perentorio per opporsi alle cartelle relative a contributi previdenziali.

I contributi o premi dovuti agli enti pubblici previdenziali non versati dal debitore nei termini previsti vengono iscritti a ruolo per la riscossione coattiva, insieme alle sanzioni ed alle somme aggiuntive calcolate fino alla data di consegna del ruolo al concessionario.

L’ente previdenziale può richiedere il pagamento mediante avviso bonario al debitore. L’iscrizione a ruolo non è eseguita, in tutto o in parte, se il debitore provvede a pagare le somme dovute entro trenta giorni dalla data di ricezione del predetto avviso.

Se, a seguito della ricezione di tale avviso, il contribuente presenta domanda di rateazione, questa viene definita secondo la normativa in vigore e si procede all’iscrizione a ruolo delle rate dovute.

Contro l’iscrizione a ruolo il contribuente può proporre opposizione al giudice del lavoro entro il termine di quaranta giorni dalla notifica della cartella di pagamento [1].

Il giudizio di opposizione contro il ruolo per motivi inerenti il merito della pretesa contributiva è regolato dal rito del lavoro. Nel corso del giudizio di primo grado il giudice del lavoro può sospendere l’esecuzione del ruolo per gravi motivi.

Il termine per proporre opposizione contro la cartella Inps o di altri enti previdenziali è di quaranta giorni decorrenti dalla notifica. Si tratta di un termine perentorio, decorso il quale non è più possibile contestare il credito.

Secondo le Sezioni Unite della Cassazione [2], la scadenza del termine per proporre opposizione a cartella di pagamento, pur determinando la decadenza dalla possibilità di proporre impugnazione, produce soltanto l’effetto sostanziale della irretrattabilità del credito contributivo senza determinare anche la “conversione” del termine di prescrizione breve (che nel caso dei contributi previdenziali è quinquennale) in quello ordinario (decennale).

La trasformazione in decennale del termine di prescrizione breve previsto dalla legge si applica solo nelle ipotesi in cui intervenga un titolo giudiziale divenuto definitivo (sentenza o decreto ingiuntivo), mentre la cartella, avendo natura di atto amministrativo, è priva dell’attitudine ad acquistare efficacia di giudicato (cioè definitività).

Quanto descritto vale per l’avviso di addebito Inps, che, dall’ 1 gennaio 2011, ha sostituito la cartella di pagamento per i crediti di natura previdenziale di tale istituto.

La sospensione in autotutela non interrompe il termine 

Una recente sentenza della Cassazione [3] ha precisato che, anche qualora sia stata sospesa la riscossione (dietro istanza in autotutela del contribuente), il termine di quaranta giorni non viene sospeso né interrotto.

Difatti la legge prevede che dopo l’iscrizione a ruolo l’ente, in pendenza di gravame amministrativo, può sospendere la riscossione con provvedimento motivato notificato al concessionario ed al contribuente. Il provvedimento può essere revocato ove sopravvenga fondato pericolo per la riscossione.

Come risulta dalla lettera della legge e dalla sua lettura sistematica la sospensione in discorso incide soltanto sulla riscossione del credito (o sugli effetti esecutivi successivi alla formazione del ruolo) e non ha invece alcun effetto sul termine per impugnare in giudizio il ruolo, in seguito alla notifica della cartella.

Il provvedimento di sospensione viene emesso in sede di autotutela dall’ente, a prescindere dall’esercizio o meno della stessa facoltà di impugnazione del ruolo (già esercitata oppure no). Esso in base alla legge non ha perciò alcuna relazione con la facoltà di impugnazione dinanzi al giudice, da esercitare entro il termine di decadenza di quaranta giorni.

D’altronde deve farsi applicazione del principio generale secondo cui la decadenza non può essere sospesa, salvo che sia altrimenti disposto [4]. Dato che la legge non dispone l’interruzione o sospensione del termine per proporre ricorso, in caso di presentazione dell’istanza di sospensione della riscossione, i 40 giorni decorrono in ogni caso dalla data di notifica della cartella.

note

[1] Art. 24 D.Lgs n. 46/1999.

[2] Cass. Sez. Unite sent. n. 23397 del 17.11.2016.

[3] Cass. sent. n. 11560 dell’11.05.2017.

[4] Art. 2964 cod. civ.


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