Dopo voucher, contratti flessibili ma più salati

25 maggio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 maggio 2017



In approvazione la normativa sui contratti che sostituiranno i voucher: lavoro flessibile ma più caro e solo per famiglie e microimprese.

In dirittura d’arrivo la normativa sui “dopo-voucher”: contratti flessibili e più tutele dei lavoratori da una parte, ma con un costo del lavoro più salato e rigidi paletti dall’altra. È quanto previsto dall’emendamento alla manovrina che dovrebbe essere presentato oggi alla Commissione Bilancio della Camera.

Peraltro, il “dopo voucher” non sarà per tutti, ma soltanto per le microimprese e i professionisti con non più di 5 dipendenti; per le famiglie, ci sarà invece un diverso strumento, il libretto telematico.

Ma facciamo il punto della situazione e cerchiamo di comprendere come funzioneranno i cosiddetti contratti dopo-voucher.

Dopo voucher: come funzionerà

I “dopo voucher” non saranno dei nuovi buoni lavoro, ma dei veri e propri contratti di lavoro subordinato, attivabili dalle imprese (sino a 5 dipendenti) e dai professionisti.

Il contratto di lavoro, in particolare, dovrà essere concluso e comunicato con una procedura online semplificata, con tutta probabilità all’interno del portale web dell’Inps.

Il rapporto lavorativo dovrà essere completamente tracciabile: è prevista, difatti, una procedura di prenotazione che prevede l’indicazione obbligatoria di tutti i dati identificativi del datore di lavoro e del lavoratore, assieme al tempo e al luogo di svolgimento della prestazione.

Dopo voucher: quanto costerà all’azienda?

Il dopo voucher, per l’azienda, risulterà più caro rispetto ai vecchi buoni lavoro. I contributi previdenziali e assistenziali dovuti alla Gestione Separata dell’Inps, difatti, saranno gli stessi previsti per i co.co.co. (collaboratori coordinati e continuativi), quindi il 32,72% della paga oraria lorda; l’aliquota contributiva aumenterà, in base alle previsioni del Jobs Act autonomi, dello 0,51%, quindi i contributi saranno pari al 33,23%.

Anche la paga netta, ossia quanto intascherà il lavoratore al netto dei contributi, sarà più alta, pari a 9 euro l’ora. In totale, considerando i premi Inail, il costo orario per l’azienda dovrebbe essere pari a 12,50 euro. Dopo voucher più cari dei voucher, dunque, ma sempre meno cari rispetto ad altri contratti, come quello a chiamata, che prevede le maggiorazioni per ferie, tredicesima ed eventuale quattordicesima e tfr (trattamento di fine rapporto).

Dopo voucher: le tutele per i lavoratori

I lavoratori fruiranno comunque di tutele in più rispetto ai vecchi voucher: il contributo pieno alla Gestione Separata, con tutta probabilità, comporterà non solo l’accantonamento di un numero maggiore di contributi per la pensione, ma anche la copertura della malattia, della maternità e, probabilmente, della disoccupazione, grazie, tra l’altro, alla stabilizzazione della Dis-coll, l’indennità di disoccupazione prevista per i lavoratori parasubordinati.

Questi importanti aspetti, però, devono ancora essere definiti. Non si può affermare, ad ogni modo, che i dopo voucher saranno i nuovi co.co.co., a prescindere dal fatto che siano offerte le stesse tutele previdenziali e assistenziali: rispetto ai co.co.co., difatti, non deve essere verificato il requisito della mancanza della subordinazione.

Dopo voucher: i limiti

Come anticipato, i dopo voucher avranno comunque un raggio d’azione non troppo ampio, a causa dei rigidi paletti previsti.

In primo luogo, non potranno essere utilizzati dalle imprese e dai professionisti con più di 5 dipendenti e dalle ditte che lavorano nel settore edile e nelle attività pericolose (scavi, estrazioni, miniere).

Inoltre, sarà previsto un doppio tetto, per singola impresa o professionista: il datore di lavoro, in particolare, non potrà retribuire, con i dopo voucher, più di 5.000 euro l’anno, tra tutti i lavoratori chiamati con questo contratto. Il limite potrà essere elevato a 7.500 euro in caso di assunzione di categorie particolari di lavoratori marginali, come disoccupati, studenti e pensionati.

Il secondo limite, invece, vale per il singolo lavoratore, che potrà ricevere sino a un massimo di 2.500 euro.

Esiste poi un ulteriore limite per l’assunzione: il nuovo contratto si potrà attivare per non meno di 4 ore; in futuro le ore potranno essere aumentate, ma mai diminuite.

Libretto telematico per le famiglie

Per le famiglie, resta in piedi la proposta, avanzata qualche settimana fa, del “libretto telematico”: anche in questo caso, per attivare la prestazione di lavoro occasionale ci sarà una procedura online nel portale dell’Inps, ma ancora più semplice rispetto a quella prevista per le imprese.

Dovrà essere rispettato il tetto massimo di 2.500 euro a lavoratore; i contributi previdenziali e assistenziali saranno ridotti e pari al 13% circa, come per il lavoro domestico.

Inoltre, la piattaforma online potrà servire anche per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

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