Lavori usuranti, pensione subito senza finestre

25 Maggio 2017 | Autore:
Lavori usuranti, pensione subito senza finestre

Pensione di anzianità per gli addetti ai lavori faticosi e pesanti: niente finestre anche per chi ha maturato i requisiti nel 2016. 

Addio alle finestre per gli addetti ai lavori faticosi e pesanti: è quanto chiarito da una nuova circolare dell’Inps [1], che dà il via libera all’abolizione delle finestre prevista dalla Legge di bilancio 2017 anche per chi ha maturato i requisiti prima di quest’anno. In pratica, una volta maturati i requisiti, la decorrenza della pensione è immediata, senza più il periodo di attesa (la finestra, appunto) di 12 o 18 mesi.

Le finestre, però, per chi ha maturato i requisiti per la pensione di anzianità prima del 2017, cadono a partire dal 1° gennaio di quest’anno. Sarà il 1° gennaio 2017, dunque, la data di decorrenza della pensione per chi ha maturato i requisiti entro il 31 gennaio 2016.

Resteranno in piedi soltanto i differimenti per chi presenterà la domanda di riconoscimento dei benefici in ritardo. Le domande, difatti, dovevano essere presentate:

  • entro il 1° marzo 2017, in caso di maturazione dei benefici entro il 31 dicembre 2017;
  • entro il 1° maggio 2017, in caso di maturazione dei benefici entro il 31 dicembre 2018.

Solo in caso di ritardo nella presentazione della domanda, dunque, la decorrenza della pensione slitta da 1 a 3 mesi.

Oltre alle finestre, cadono, poi, i futuri adeguamenti alla speranza di vita: i lavoratori possono dunque accedere alla pensione se maturano la cosiddetta quota (somma di età e pensione) 97,6, se dipendenti (98,6 per chi possiede contributi da lavoro autonomo), con un minimo di 61 anni e 7 mesi di età (62 anni e 7 mesi se autonomi) e di 35 anni di contributi, fermi restando i requisiti più elevati per alcune categorie di lavoratori notturni.

Ma andiamo per ordine e vediamo chi sono i potenziali beneficiari della pensione di anzianità per addetti ai lavori usuranti e quali sono i requisiti per fruire delle agevolazioni.

Addetti ai lavori usuranti: chi sono

Gli addetti ai lavori faticosi e pesanti, o meglio ai lavori usuranti, sono coloro che svolgono una delle lavorazioni elencate in un noto decreto del 2011 [2], che stabilisce l’accesso anticipato alla pensione per chi svolge mansioni particolarmente faticose e rischiose o turni notturni.

Nel dettaglio, sono considerati addetti a lavori usuranti coloro che svolgono una delle seguenti mansioni:

  • lavori in galleria, cava o miniera: sono comprese anche le mansioni svolte prevalentemente e continuativamente in ambienti sotterranei;
  • lavori in cassoni ad aria compressa;
  • lavori svolti dai palombari;
  • lavori ad alte temperature;
  • lavorazione del vetro cavo;
  • lavori di asportazione dell’amianto;
  • lavori svolti prevalentemente e continuativamente in spazi ristretti: la norma si riferisce, in particolare, ad attività di costruzione, riparazione e manutenzione navale, e, per spazi ristretti, intende intercapedini, pozzetti, doppi fondi, blocchi e affini;
  • conducenti di veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo, con capienza superiore a 9 posti;
  • lavori a catena o in serie: sono comprese anche le ipotesi di chi sia vincolato all’osservanza di un determinato ritmo produttivo, o la cui prestazione sia valutata in base al risultato delle misurazioni dei tempi di lavorazione.

Il beneficio della pensione anticipata non è limitato solo ai lavori usuranti in sé, ma è esteso alle mansioni particolarmente faticose e pesanti in base all’orario di lavoro: difatti, rientrano nell’agevolazione anche i lavoratori che svolgono turni notturni.

In particolare, ha diritto alla pensione di anzianità:

  • chi ha svolto lavoro notturno per un numero pari o superiore a 78 giorni all’anno;
  • chi ha svolto lavoro notturno tra le 72 e le 78 giornate all’anno;
  • chi ha svolto lavoro notturno tra le 64 e le 71 giornate all’anno.

Il beneficio della pensione di anzianità spetta:

  • se l’attività usurante (o notturna) è stata svolta per almeno 7 anni, negli ultimi 10 anni di vita lavorativa;
  • se l’attività usurante (o notturna) è stata svolta per almeno metà della vita lavorativa.

Non ha diritto alla speciale pensione di anzianità, invece, chi appartiene alle nuove categorie dei cosiddetti lavori faticosi e rischiosi, beneficiari dell’Ape sociale e della pensione anticipata con 41 anni di contributi:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • addetti alle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere, con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • professori di scuola pre-primaria;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Pensione anticipata con le quote: addetti a mansioni usuranti

Gli addetti ai lavori usuranti [1], come già esposto, possono fruire di una particolare tipologia di pensione di anzianità, la pensione di anzianità con le quote (le quote sono la somma del requisito di età e del requisito di contribuzione). Per ottenere il beneficio, è necessario che il lavoratore maturi i seguenti requisiti:

  • quota (la quota è la somma di età e anni di contributi) pari a 97,6, con:
  • almeno 61 anni e 7 mesi d’età;
  • almeno 35 anni di contributi.

Dalla maturazione dei requisiti alla liquidazione della pensione non è più necessario attendere la cosiddetta finestra, pari a 12 mesi per i dipendenti e a 18 mesi per gli autonomi, perché è stata abolita dalla Legge di bilancio 2017.

Se l’interessato possiede anche contributi da lavoro autonomo, i requisiti sono aumentati di un anno.

Hanno diritto alla pensione d’anzianità anche i lavoratori adibiti a turni notturni, ma le quote sono differenti a seconda del numero di notti lavorate nell’anno: vediamo i requisiti nel dettaglio.

 

Pensione anticipata con le quote: lavoratori notturni

Chi ha lavorato per almeno 78 notti l’anno deve possedere, per accedere al pensionamento, i seguenti requisiti:

  • quota (somma di età e contribuzione) 97,6, con un minimo di:
  • 61 anni e 7 mesi d’età;
  • 35 anni di contributi.

I requisiti, come già visto in merito agli addetti ai lavori usuranti, sono innalzati di un anno (quota 98,6 e 62 anni e 7 mesi di età) per chi possiede contribuzione mista da lavoro dipendente ed autonomo.

Chi ha lavorato per un numero di notti tra le 72 e le 78 l’anno deve possedere, invece, i seguenti requisiti:

  • quota (somma di età e contribuzione) 98,6, con un minimo di:
  • 62 anni e 7 mesi d’età;
  • 35 anni di contributi.

Se l’interessato possiede anche contributi da lavoro autonomo, la quota è innalzata a 99,6, con un minimo di 63 anni e 7 mesi di età.

Chi ha lavorato per un numero di notti tra le 64 e le 71 l’anno deve possedere i seguenti requisiti:

  • quota (somma di età e contribuzione) 99,6, con un minimo di:
  • 63 anni e 7 mesi d’età;
  • 35 anni di contributi.

Se l’interessato possiede anche contributi da lavoro autonomo, la quota è innalzata a 100,6, con un minimo di 64 anni e 7 mesi di età.


note

[1] Inps circ. n. 90/2017.

[2] Dl 67/2011.


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