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Si può cambiare residenza per poco tempo?

25 Maggio 2017 | Autore:
Si può cambiare residenza per poco tempo?

Nulla vieta ad un cittadino di spostarsi ogni volta che vuole. Purché rispetti dei tempi tecnici. Ecco quali sono e che cosa comporta cambiare residenza.

Cambiare si può, certo. Nessuno obbliga in questo Paese un cittadino a restare a vivere dove non vuole. Quindi, cambiare la residenza per poco tempo non è, teoricamente, un problema. Il discorso è: che cosa si intende per «poco tempo»? Un giorno, una settimana, un mese?

Stabilire la propria residenza non è come fare la vita dell’artista o diventare il baule di Julio Iglesias: oggi qua, domani là. Ci sono dei tempi tecnici per chiedere la residenza in un posto e anche per abbandonarla. Sta poi al cittadino, eventualmente, rivedere il proprio concetto del «poco tempo», ricordando le parole di Albert Einstein: «Il tempo è relativo, non ha un unico valore». Se l’ha detto lui…

Quello che, invece, dicono le normative è che la prova del trasferimento della residenza è data dalla doppia dichiarazione resa al Comune dove si intende fissare la dimora abituale e a quello che si abbandona.

Vediamo, allora, ogni quanto si può cambiare residenza, cioè che cosa dicono le norme in materia e quali sono i tempi tecnici stabiliti per sentirsi Nomadi a norma di legge e, possibilmente intonati, poter fare di Io vagabondo la colonna sonora della propria vita.

I tempi per cambiare residenza

Il decreto semplificazioni del 2012 [1] ha ridotto drasticamente i tempi per il cambio di residenza e di abitazione e per l’annotazione nei registri anagrafici dei cambiamenti nella composizione delle famiglie.

Punto primo: la domanda di trasferimento della residenza si deve presentare entro 20 giorni. Quindi, se ti sposti il primo del mese, devi comunicarlo entro il 20. Stesso termine per costituire una nuova famiglia o una nuova convivenza o segnalare dei cambiamenti (il figlio si è trasferito, la moglie non tornerà più a casa…).

Come si fa? Si compila un modulo pubblicato sul sito del Ministero dell’Interno (e non più su quello dell’Istat) e lo si presenta all’ufficio anagrafe del Comune in cui ancora si abita, sia di persona sia tramite fax, posta elettronica o Pec. Conviene riportare la verità su quel modulo: le dichiarazioni che non corrispondono al vero sono passibili di segnalazione all’autorità pubblica, di denuncia per falso e di decadenza della domanda.

Punto secondo: entro due giorni lavorativi dalla presentazione, la domanda deve essere valutata e, se accettata, è prevista l’iscrizione anagrafica.

Punto terzo: i Comuni hanno 45 giorni di tempo dalla presentazione della domanda per comunicare le ragioni per il rigetto delle domande: in caso contrario si applica il principio del silenzio-assenso.

Facciamo due conti? Facciamoli. Voglio cambiare residenza il 1 giugno. Significa che non oltre il 20 giugno devo presentare domanda. Se lo faccio subito, entro il 3 giugno, se tutto mi va bene, avviene l’iscrizione anagrafica. Se, invece, il Comune non mi ha ancora dato una risposta, dovrò aspettare il 15 luglio (cioè il termine di 45 giorni). Se il 15 luglio il postino non è passato e la mia casella di posta elettronica tace, cioè se il Comune non mi ha comunicato qualcosa in contrario, scatta il silenzio-assenso e avrò la nuova residenza. Valige in macchina e via (anche se, come abbiamo visto, puoi traslocare prima che il procedimento si concluda).

Quanto tempo è passato, nel migliore dei casi? 20 giorni. E nel peggiore? Un mese e mezzo.

Un esempio semplice-semplice. Trasferisco la mia residenza da Como a Cosenza per motivi di lavoro: il mio capo mi ha affidato un nuovo progetto e vuole la mia presenza costante vicino al suo studio. Per quanto tempo, ancora non lo sa. Dopo pochi mesi, capisce che posso tornarmene in riva al lago di Como per lavorare dalla mia vecchia casa. Non faccio altro che ripresentare domanda al Comune, visto che si può cambiare residenza per poco tempo. Alla peggio, come abbiamo visto, entro un mese e mezzo il cambio di residenza sarà fatto.

Attenzione, però: cambiare la residenza comporta non solamente un trasloco ma anche l’aggiornamento di tutti i documenti del nucleo familiare che si sposta: carta d’identità, passaporto, assicurazione vita o auto, utenze. Nulla vieta, come detto, di cambiare residenza per poco tempo. C’è, comunque, l’obbligo di ricambiare tutte le carte, ma tranquillo: sarà il Comune a pensarci. Se mancheranno dei dati o delle informazioni alla domanda, sarà l’amministrazione a chiederteli e avrai 90 giorni di tempo per fornirli.

Chi può chiedere di cambiare residenza

Ricordiamo che la residenza è il luogo in cui un cittadino ha la sua abituale dimora ed in cui intrattiene rapporti con il proprio territorio.

La domanda per il cambio di residenza può essere fatta da un cittadino italiano o da un nucleo familiare quando:

  • sono iscritti all’Anagrafe della popolazione residente di un altro comune italiano;
  • sono iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (Aire);
  • sono stati cancellati per irreperibilità dall’Anagrafe della popolazione residente di un comune italiano.

Il cambio di residenza è gratuito.


note

[1] Art. 5, legge n. 5 del 09.02.2012 (decreto semplificazioni).

Autore immagine: 123rf.com


3 Commenti

  1. C’è qualche imprecisione nell’articolo.
    Decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito in legge 4 aprile 2012, n. 35 recante “Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo” – Modalità di applicazione dell’art. 5 (“Cambio di residenza in tempo reale”).
    In relazione al D.L. su citato si ricorda che la decorrenza giuridica di una nuova residenza coincide con la data di presentazione della dichiarazione di residenza. Inoltre non è assolutamente necessario modificare tutti i documenti quando si cambia la residenza. Le comunicazioni ai vari uffici sono espletate direttamente dal comune di iscrizione. Altro particolare. Nessuno vieta di traslocare prima della conclusione del procedimento. Anzi il cittadino ha 20 gg di tempo dopo un trasferimento per comunicare il cambio di residenza.
    Inoltre una domanda. Perchè 90 gg per un nuovo cambio di residenza?

  2. Buongiorno, un aiuto per favore anzi un consiglio su come agire.
    Io per motivi di lavoro a tempo indeterminato presso il Ministero Giustizia, sono residente a Brescia da 18 anni con le mie due figlie, ormai maggiorenni, 27 e 30 anni.

    A causa di trasferimento di ufficio a Messina dallo scorso mese di gennaio, ho soltanto eletto domicilio per il medico temporaneo, presso l’abitazione di mia madre con la quale convivo momentaneamente.
    Dal mese di giugno e’ scaduto il contratto di affitto a Brescia ed ho reperito un altra abitazione tramite agenzia, a cui ho lasciato la caparra, ma che si libera dal 1 Settembre 2020 data da cui iniziera’ il contratto di locazione.
    Nel frattempo sto per partecipare ad interpello, entro il 10 luglio, per trasferirmi al mio ufficio di Brescia e tornare definitivamente entro novembre, dove ho intenzione di continuare ad avere la residenza.

    La mia domanda e’ questa, non potendo mantenere la residenza al vecchio indirizzo di Brescia dove non abito piu’ , le mie figlie si sono da pochi giorni trasferite da mia sorella a Seriate in attesa che si liberi la casa a settembre,
    Per cui io, solo per i due mesi luglio e agosto, devo necessariamente trasferire la residenza a Messina visto che dal primo settembre la cambiero’ a Brescia dove voglio restare ? Posso mantenere la residenza a Brescia in questi due mesi di attesa e farla solo temporanea a Messina, dove per altro non voglio restare ?
    Grazie mille
    Patrizia

    1. Leggi i nostri articoli:
      -Modulo dichiarazione di domicilio temporaneo https://www.laleggepertutti.it/323476_modulo-dichiarazione-di-domicilio-temporaneo
      -Residenza dove non si vive: possibile? https://www.laleggepertutti.it/169883_residenza-dove-non-si-vive-possibile
      -Cambio residenza temporaneo https://www.laleggepertutti.it/270405_cambio-residenza-temporaneo

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