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Quali sono i requisiti per essere adottati?

30 maggio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 maggio 2017



Una breve guida utile ad individuare i presupposti che la legge considera essenziali affinché un minore possa essere adottato.

Quali sono i requisiti per essere adottati? A questo quesito la legge [1] risponde precisando che un minore è adottabile se il tribunale per i minorenni ne accerta la situazione di abbandono, cioè la situazione di privazione di assistenza morale e materiale da parte dei genitori e dei parenti tenuti a provvedervi (a condizione che la mancanza di assistenza non sia dovuta a cause di forza maggiore di carattere transitorio). Se, perciò, ci si chiede quali sono i requisiti per essere adottati è fondamentale sapere che un minore per poter essere adottato deve essere dichiarato in stato di adottabilità e lo stato di adottabilità consiste, appunto, nell’accertamento che il minore si trova privo di quella assistenza morale e materiale che i genitori, o gli altri parenti, sono obbligati a fornirgli.

Fatta questa essenziale premessa per verificare quali sono i requisiti per essere adottati, occorre dire che per stabilire e decidere lo stato di abbandono è fondamentale che la situazione del minore sia segnalata alla pubblica autorità (cioè alla procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni): la segnalazione dello stato di abbandono è facoltativa per i cittadini in generale, mentre è obbligatoria [2] per i pubblici ufficiali, gli incaricati di pubblico servizio, gli esercenti un servizio di pubblica necessità che in ragione del loro ufficio siano venuti a conoscenza della situazione di abbandono di minori (quindi, sono obbligati alla segnalazione i medici, gli operatori dei servizi socio – sanitari, i capi di istituto ed i docenti delle scuole di ogni ordine e grado).

La segnalazione ha lo scopo, nel superiore interesse del minore, di avviare l’iter per accertare se effettivamente vi sia lo stato di abbandono che, come detto, costituisce il presupposto essenziale per dichiarare adottabile un minore.

Gli accertamenti compiuti dal tribunale per i minorenni, sulla base delle segnalazioni pervenute, sono svolti in collaborazione con i servizi socio – sanitari e mirano, secondo ciò che stabilisce la legge [3], a verificare le condizioni giuridiche e di fatto del minore ed in che tipo di ambiente il minore abbia vissuto e viva.

I servizi sociali e quelli sanitari (e anche, se del caso, gli organi di pubblica sicurezza), svolte le opportune indagini, relazioneranno dettagliatamente al tribunale per i minorenni sulla condizioni del minore, della sua famiglia e sugli interventi effettuati e, sulla base di questa relazione, il tribunale per i minorenni potrà:

  • decidere di ordinare a genitori o parenti di intervenire sulle condizioni del minore in modo più rispettoso delle superiori sue esigenze;
  • disporre l’affidamento familiare, se si ritiene che i genitori, supportati con aiuto esterno, possano essere recuperati nella loro funzione educatrice;
  • decidere immediatamente di dichiarare il minore adottabile se la sua situazione di abbandono non risulti recuperabile e incida in modo pericoloso sul suo sviluppo psichico e sociale (la dichiarazione è pronunciata dal tribunale con sentenza che può essere impugnata dinanzi alla corte d’appello dal pubblico ministero, dai genitori del minore o dai parenti entro il quarto grado).

La giurisprudenza ha ritenuto [4] che anche solo la relazione dei servizi sociali possa essere sufficiente per fondare il giudizio sulla adottabilità del minore nonostante l’accertato legame affettivo del genitore verso i figli: lo stato di abbandono, infatti, non deve essere necessariamente dovuto ad una colpa del genitore, ma può esistere anche se il genitore, ispirato a sincero e profondo amore verso il minore, versi in una condizione non transitoria che lo renda comunque inidoneo a provvedere al proprio figlio ed a prendersene cura in modo coerente per assicurarne il pieno sviluppo fisico, psichico ed affettivo.

note

[1] Legge n. 184 del 1983.

[2] Art. 9, legge n. 184 del 1983.

[3] Art. 10, legge n. 184 del 1983.

[4] Cass., sent. n. 6755 del 2014.

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