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Il tabaccaio può chiedermi i documenti per vendermi le sigarette?

28 maggio 2017


Il tabaccaio può chiedermi i documenti per vendermi le sigarette?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 maggio 2017



Quando una persona, che non appaia già a occhio nudo maggiorenne, entra in un tabaccaio per acquistare sigarette, il rivenditore è obbligato per legge a chiedergli i documenti di identità per accertarsi che non sia minorenne.

 

Partiamo da un principio: non si possono vendere sigarette ai minori. Chi lo fa rischia pesanti sanzioni. Finanche lo stop per tre mesi del negozio. Tanto è vero che i distributori automatici devono essere predisposti con meccanismi elettronici in grado di rilevare l’età del fumatore. Questo significa che è necessario accertare che l’acquirente di sigarette sia maggiorenne. Tradotto in parole semplici, il tabaccaio può chiedere i documenti per vendere le sigarette. Anzi, non «può», ma «deve»! È un suo obbligo che scatta tutte le volte in cui egli possa avere dubbi sull’età del giovane entrato nel proprio negozio. A prevederlo è il cosiddetto Decreto Balduzzi, entrato in vigore il 14 settembre del 2012 [1], che ha modificato il testo unico del 1934 sulla protezione della maternità e dell’infanzia [2].

 

La nuova normativa riafferma il divieto di vendere sigarette a minorenni. Non si possono vendere sigarette a minori neanche se questi affermano di acquistarle per conto del genitore o se è proprio quest’ultimo a rassicurare il tabaccaio.

Il tabaccaio a cui sia stato chiesto un pacchetto di sigarette deve accertarsi dell’età del richiedente tutte le volte in cui il raggiungimento della maggiore età di quest’ultimo non sia già chiaro ad occhio nudo. In altre parole, il tabaccaio può chiedere i documenti per vendere le sigarette se ha dubbi sull’età, ossia quando non sia evidentemente manifesta la maggiore età dell’acquirente. Come abbiamo appena detto, non è una sua facoltà ma un vero e proprio dovere, al cui mancato ottemperamento conseguono pesanti sanzioni: da 250 a mille euro oltre alla sospensione per 3 mesi dell’attività.

Non c’entra qui – come erroneamente qualcuno ancora crede – la tutela della privacy o il fatto che il tabaccaio non sia un pubblico ufficiale. Egli ha il dovere di richiedere il documento di identità all’acquirente. In caso di rifiuto all’esibizione di documento idoneo a comprovare, nei casi dubbi, il possesso dell’età prescritta per l’acquisto, il tabaccaio è obbligato a rifiutare la vendita delle sigarette.

Per farci un’idea ancora più precisa dell’obbligo del tabaccaio di chiedere i documenti prima di vendere le sigarette leggiamo direttamente il testo della nuova legge:

«Chiunque vende prodotti del tabacco ha l’obbligo di chiedere all’acquirente, all’atto dell’acquisto, l’esibizione di un documento di identità, tranne nei casi in cui la maggiore età dell’acquirente sia manifesta.

Si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 250 a 1.000 euro a chiunque vende o somministra i prodotti del tabacco ai minori di anni diciotto. Se il fatto è commesso più di una volta si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 2.000 euro e la sospensione, per tre mesi, della licenza   all’esercizio dell’attività».

note

[1] DL n. 158 del 13.09.2012, convertito in legge n. 189/12 dell’8.11.2012.

[2] Art. 25 del testo unico delle leggi sulla protezione ed assistenza della maternità e infanzia, di cui al R.D. del 24 dicembre 1934, n. 2316.

Autore immagine: Pixabay.com


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