Diritto e Fisco | Articoli

Fabbricati rurali: in arrivo milioni di avvisi dal Fisco

26 Maggio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 Maggio 2017



Avvisi bonari dall’Agenzia delle Entrate a chi non ha ancora accatastato i fabbricati rurali: regolarizzare la posizione per pagare le sanzioni in misura ridotta.

L’Agenzia delle Entrate ha comunicato [1] che sta per inviare avvisi bonari ai proprietari di fabbricati rurali non ancora dichiarati al Catasto Edilizio Urbano. Si parla addirittura di oltre un milione di avvisi bonari per circa 800 mila immobili su tutto il territorio nazionale.

Prima di entrare nel merito dell’indagine svolta dall’Agenzia delle Entrate e della questione dell’accatastamento vediamo cosa si intende per fabbricati rurali.

Quali sono i fabbricati rurali

Ai fini del riconoscimento della ruralità degli immobili agli effetti fiscali, si distingue tra fabbricati rurali ad uso abitativo e fabbricati rurali ad uso strumentale.

I fabbricati rurali ad uso abitativo sono quelli utilizzati come abitazione:

  • 1) dal soggetto titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale sul terreno per esigenze connesse all’attività agricola svolta;
  • 2) dall’affittuario del terreno stesso o dal soggetto che con altro titolo idoneo conduce il terreno a cui l’immobile e’ asservito;
  • 3) dai familiari conviventi a carico dei soggetti di cui ai numeri 1) e 2) risultanti dalle certificazioni anagrafiche; da coadiuvanti iscritti come tali a fini previdenziali;
  • 4) da soggetti titolari di trattamenti pensionistici corrisposti a seguito di attivita’ svolta in agricoltura;
  • 5) da uno dei soci o amministratori delle società agricole, aventi la qualifica di imprenditore agricolo professionale.

I soggetti di cui ai numeri 1), 2) e 5) devono rivestire la qualifica di imprenditore agricolo ed essere iscritti nel registro delle imprese.

Inoltre sono necessari i seguenti requisiti:

  •  il terreno cui il fabbricato è asservito deve avere superficie non inferiore a 10.000 metri quadrati ed essere censito al catasto terreni con attribuzione di reddito agrario. Qualora sul terreno siano praticate colture specializzate in serra o la funghicoltura o altra coltura intensiva, o il terreno è ubicato in comune considerato, il suddetto limite viene ridotto a 3.000 metri quadrati;
  • il volume di affari derivante da attività agricole del soggetto che conduce il fondo deve risultare superiore alla metà del suo reddito complessivo, determinato senza far confluire in esso i trattamenti pensionistici corrisposti a seguito di attività svolta in agricoltura. Se il terreno è ubicato in comune considerato montano, il volume di affari derivante da attività agricole del soggetto che conduce il fondo deve risultare superiore ad un quarto del suo reddito complessivo.

Non  sono in ogni caso rurali i fabbricati ad uso abitativo che hanno le caratteristiche delle unità immobiliari urbane appartenenti alle categorie A/1 ed A/8, o caratteristiche di lusso.

I fabbricati rurali strumentali sono, invece, le costruzioni strumentali necessarie allo svolgimento dell’attività agricola e in particolare destinate:

  • alla protezione delle piante;
  • alla conservazione dei prodotti agricoli;
  • alla custodia delle macchine agricole, degli attrezzi e delle scorte occorrenti per la coltivazione e l’allevamento;
  • all’allevamento e al ricovero degli animali;
  • all’agriturismo;
  • ad abitazione dei dipendenti esercenti attività agricole nell’azienda a tempo indeterminato o a tempo determinato per un numero annuo di giornate lavorative superiore a cento, assunti in conformità alla normativa vigente in materia di collocamento;
  • alle persone addette all’attività di alpeggio in zona di montagna;
  • ad uso di ufficio dell’azienda agricola;
  • alla manipolazione, trasformazione, conservazione, valorizzazione o commercializzazione dei prodotti agricoli;
  • all’esercizio dell’attività agricola in maso chiuso.

Avvisi bonari 2017 per chi non ha dichiarato i fabbricati rurali

I titolari di diritti reali sui fabbricati che possiedono i requisiti di ruralità sopra descritti avevano l’obbligo di dichiararli al Catasto Edilizio Urbano entro il 30 novembre 2012, mentre per i fabbricati che possedevano in passato i requisiti di ruralità, successivamente persi, la dichiarazione in catasto andava presentata entro 30 giorni dalla data di perdita dei requisiti.

Per promuovere la regolarizzazione spontanea delle singole posizioni, nelle prossime settimane l’Agenzia delle Entrate invierà, tramite il servizio postale, avvisi bonari ai proprietari dei circa 800mila fabbricati rurali, o loro porzioni, censiti al Catasto Terreni e da dichiarare al Catasto Edilizio Urbano.

L’avviso bonario consentirà a ciascun soggetto di conoscere la propria posizione e verificare quali immobili sono soggetti all’obbligo di dichiarazione.

Ravvedimento operoso

I proprietari che aderiscono agli avvisi dell’Agenzia, presentando una dichiarazione di aggiornamento catastale, potranno beneficiare dell’istituto del ravvedimento operoso, con un notevole risparmio sulle sanzioni che, ad esempio, si riducono da un importo compreso tra € 1.032 e € 8.264 ad un importo di € 172 (pari ad 1/6 del minimo).

In assenza della dichiarazione, le Direzioni Provinciali/Uffici Provinciali – Territorio dell’Agenzia delle Entrate procederanno all’irrogazione delle sanzioni previste dalla legge e all’accertamento in sostituzione del soggetto inadempiente, con oneri a carico dello stesso.

Come segnalare all’Agenzia eventuali errori

Nel caso in cui l’avviso bonario dovesse presentare delle inesattezze, il proprietario potrà comunicarle all’Agenzia:

  • compilando l’apposito “modello di segnalazione” allegato all’avviso;
  • utilizzando il servizio online disponibile sul sito www.agenziaentrate.gov.it.

Quali fabbricati rurali non devono essere dichiarati

Sono in ogni caso esclusi dall’obbligo di accatastamento:

  • – i manufatti con superficie coperta inferiore a 8 metri quadrati;
  • – le serre adibite alla coltivazione e alla protezione delle piante sul suolo naturale;
  • – le vasche per l’acquacoltura o di accumulo per l’irrigazione dei terreni;
  • – i manufatti isolati privi di copertura;
  • – tettoie, porcili, pollai, casotti, concimaie, pozzi e simili, di altezza utile inferiore a 1,80 metri e di volume tria inferiore a 150 metri cubi;
  • – manufatti precari, privi di fondazione, non stabilmente infissi al suolo;
  • – fabbricati in corso di costruzione o di definizione;
  • – fabbricati che presentano un accentuato livello di degrado (collabenti).

note

[1] Agenzia delle Entrate, comunicato del 24.05.2017.

[2] Art. 9, D.L. n. 557/1993, convertito in L. n. 133/1994.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI