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Come fare domanda di accompagnamento per anziani

1 Giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 Giugno 2017



Riconoscimento dell’invalidità e della non autosufficienza: come si presenta la domanda d’indennità di accompagnamento all’Inps.

Assisto mia madre anziana: che cosa dobbiamo fare per avere l’accompagno?

L’indennità di accompagnamento, o accompagno, non è riconosciuta a tutti gli anziani, ma soltanto a coloro che, a prescindere dall’età, sono invalidi al 100% e non autosufficienti. Inoltre, il trattamento non è erogato a chi assiste la persona non autosufficiente, ma all’interessato stesso. La procedura per il riconoscimento dell’indennità è piuttosto articolata e coinvolge il medico curante e la commissione medica Asl integrata. Ma procediamo per ordine e vediamo in che cosa consiste il riconoscimento dell’invalidità e del diritto all’accompagnamento, come si presenta la domanda per il trattamento e quali sono, nel dettaglio, tutti gli accorgimenti da utilizzare.

Accompagnamento: invalidità e non autosufficienza

Facciamo innanzitutto un po’ di chiarezza sull’invalidità e sulla non autosufficienza, presupposti necessari per ottenere l’accompagnamento: l’invalidità è la riduzione della capacità lavorativa (o della capacità di svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età, per chi ha meno di 18 anni o ha superato l’età pensionabile), solitamente espressa in percentuale. Più è alta la percentuale, più la capacità di lavorare dell’interessato è ridotta.

Il diritto all’accompagnamento presuppone un’invalidità totale, ossia del 100%, e si ottiene se l’interessato non è autosufficiente.

La persona si reputa non autosufficiente quando necessita di un accompagnatore per camminare, o di assistenza per compiere gli atti quotidiani della vita.

L’assegno di accompagnamento è, dunque, una prestazione di assistenza: in particolare, l’assegno ammonta  a 515,43 euro al mese, riconosciuti dall’Inps indipendentemente dal reddito del richiedente.

Accompagnamento: la domanda

La procedura per domandare l’indennità di accompagnamento all’Inps prevede degli accertamenti sanitari, necessari a verificare la presenza dei requisiti per l’assegno: l’iter è unificato, cioè prevede la presentazione di una sola domanda per ottenere sia il riconoscimento dell’invalidità che dell’accompagnamento. La stessa procedura può essere utile, a seconda dei casi, anche per il riconoscimento dell’handicap, della cecità e della sordità.

Accompagnamento: certificato medico introduttivo

Innanzitutto, per ottenere il riconoscimento dei requisiti sanitari per l’invalidità e la non autosufficienza, l’interessato deve recarsi dal proprio medico curante, che redige un certificato nel quale deve attestare che il paziente possiede una determinata percentuale di riduzione della capacità lavorativa. Per ottenere l’accompagnamento, come anticipato, è necessario essere riconosciuti invalidi al 100%.

Inoltre, per il diritto all’accompagnamento, il medico deve anche scrivere, nel certificato, che l’interessato è:

  • impossibilitato a deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore (per ottenere l’assegno di accompagnamento);
  • impossibilitato a compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza (per l’assegno di accompagnamento).

Il medico, se riscontra ulteriori patologie, può comunque scrivere nel certificato che il paziente è anche:

  • affetto da malattia neoplastica (tumore);
  • affetto da patologia in situazione di gravità;
  • affetto da patologia di competenza Anffas (disabilità intellettiva o relazionale).

Inoltre deve specificare che la domanda è inviata ai fini del riconoscimento delle seguenti condizioni (ne può indicare più di una):

  • handicap;
  • invalidità;
  • cecità;
  • sordità;
  • disabilità.

In ultimo luogo, deve specificare l’esistenza di problematiche connesse ad un eventuale spostamento dell’interessato, per richiedere, eventualmente, la visita medica domiciliare.

Una volta trasmesso il certificato all’Inps in via telematica, il medico deve rilasciare un’attestazione, contenente il numero di protocollo assegnato dal sistema. Il documento deve essere ben custodito, perché è indispensabile per inviare all’Inps la domanda di riconoscimento dei requisiti sanitari per l’assegno di accompagnamento.

Accompagnamento: domanda all’Inps

Per inviare la domanda all’Inps, l’interessato deve essere in possesso del codice pin dispositivo, o dell’identità unica SPID per l’accesso ai servizi online dell’istituto.

È possibile richiedere il pin direttamente dal sito dell’Inps: metà del codice arriverà subito, l’altra metà tramite posta; il pin dovrà poi essere convertito in dispositivo, identificandosi online o tramite fax. L’interessato può anche anche recarsi presso una sede Inps, munito di carta d’identità e codice fiscale, e richiedere il pin allo sportello: sarà assegnato subito.

Chi non è pratico con le procedure online può comunque inviare la domanda attraverso un patronato: in questo caso sarà il patronato a inviare l’istanza e non ci sarà bisogno del pin o dello spid.

Una volta in possesso del Pin, per inviare la domanda di riconoscimento dei requisiti sanitari utili all’accompagnamento, si deve:

  • accedere al sito inps.it;
  • accedere alla sezione “Servizi per il cittadino”; si deve indicare come username il proprio codice fiscale e come password il codice pin di 16 cifre assegnato (che sarà cambiato, al primo accesso, in un codice di 8 cifre);
  • a questo punto apparirà un elenco di servizi e prestazioni a cui accedere; bisogna selezionare, o cercare dalla maschera di ricerca (con la lente d’ingrandimento, nella parte in alto a destra della pagina): ”Invalidità civile: invio domanda di riconoscimento dei requisiti sanitari”; la domanda, come già detto, vale per tutte le prestazioni richieste, sia per l’invalidità che per l’indennità di accompagnamento;
  • una volta nell’area “Invalidità civile”, si deve selezionare, sulla sinistra, la sezione “Acquisizione richieste”.

Accompagnamento: compilazione domanda online

Una volta entrati nel riquadro “Acquisizione richieste”, si deve compilare la domanda di riconoscimento dei requisiti sanitari, utili per ottenere l’invalidità e l’assegno di accompagnamento. La domanda è suddivisa in 3 sezioni, in cui sono richieste le seguenti informazioni:

  • dati personali: indirizzo, numeri di telefono, email, eventuale domicilio per l’invio delle comunicazioni;
  • eventuale indicazione di un nominativo e di un’utenza telefonica di una seconda persona, per contatti;
  • numero del certificato rilasciato dal medico curante;
  • condizione per la quale si richiede il riconoscimento dei requisiti sanitari:
  • sordo civile;
  • cieco civile;
  • invalido civile;
  • portatore di handicap;
  • collocamento mirato.

Bisogna poi indicare:

  • l’Asl territorialmente competente;
  • eventuali giornate da escludere per fissare l’accertamento.

Effettuate queste operazioni, cliccando sul tasto “continua”, compare una schermata contenente i seguenti dati:

  • numero di protocollo assegnato alla domanda;
  • giorno e ora della visita medica (assegnata automaticamente dal sistema);
  • identificativo visita;
  • commissione medica competente ed indirizzo presso cui sarà effettuata la visita.

Lo stesso procedimento va utilizzato non solo per la domanda di riconoscimento dei requisiti sanitari per le prestazioni connesse all’invalidità (o all’handicap, alla cecità, alla sordità…), ma anche per quella di aggravamento dei requisiti.

Se qualcosa va storto durante la compilazione della domanda, non è necessario compilare da zero una nuova istanza, ma è possibile recuperarla dalla sezione “Recupero richiesta”.

Accompagnamento: modifica della domanda

Dalla sezione Invalidità civile, terminata la compilazione della domanda, è possibile visualizzare la domanda (o le domande, se le richieste sono più d’una), dalla sezione “visualizzazione richieste”, o modificarle, dalla sezione “Modifica Richiesta”.

È possibile anche modificare la data dell’appuntamento per la visita medica, alla sezione “Cambio appuntamento”, ma solo entro 48 ore dall’acquisizione della richiesta.

Accompagnamento: accertamenti sanitari

Ci si deve poi presentare all’appuntamento davanti alla commissione medica, la commissione medica locale Asl integrata da un medico dell’Inps, perché siano effettuati gli accertamenti sanitari.

È possibile farsi assistere, durante la visita, da un medico di fiducia, che può anche non essere il medico curante.

Una volta effettuata la visita medica da parte della commissione Asl, questa si conclude con un verbale, nel quale possono essere riconosciute o meno la condizione d’invalidità, di handicap, di non autosufficienza, o ulteriori condizioni ed i correlati benefici. In particolare, per il diritto all’assegno di accompagnamento, è necessario che nel verbale sia presente una delle seguenti diciture:

  • persona impossibilitata a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore;
  • persona che necessita di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita.

In caso di mancato accoglimento delle richieste, è possibile ricorrere al tribunale, dopo essersi sottoposti un accertamento tecnico preventivo. Per approfondimenti sul ricorso, vedi: Invalidità ed handicap, come funzionano gli accertamenti sanitari.

Accompagnamento: come chiedere l’indennità

Completata la fase dell’accertamento dei requisiti sanitari e ottenuto il verbale di invalidità civile, in cui si attesta anche la non autosufficienza, da parte della commissione medica (il verbale è accessibile anche tramite il servizio Cassetta postale online), l’utente ha diritto ai benefici previsti per legge. Per ricevere le prestazioni a cui ha diritto, però, l’utente deve:

  • accedere al servizio “Verifica dati socio-economici e reddituali per la concessione delle prestazioni economiche”;
  • trasmettere online i dati socio-economici e reddituali necessari all’Inps per valutare la sua richiesta di concessione dei benefici assistenziali dell’invalidità civile (assegno di invalidità, accompagno etc.).

In pratica, se il cittadino non si attiva e non inserisce i dati online nel sito Inps, l’istituto non può concedere le prestazioni spettanti. Si tratta dunque di un passaggio cruciale, anche se in pochi ne parlano e conoscono questa “fase avanzata” delle pratiche d’invalidità.

Ad ogni modo, è sempre possibile farsi assistere da un patronato, anche per quest’ultimo adempimento.


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