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Concerti dal vivo: posso registrare?

28 Mag 2017


Concerti dal vivo: posso registrare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 Mag 2017



Registrare un’esibizione live in un teatro, in un cinema o all’aperto è vietato dalla legge sul diritto d’autore.

Si sta sempre più divaricando il confine tra ciò che tecnicamente si può fare da quello che, invece, legalmente è vietato. E questa discrasia porta molte persone non solo a commettere comportamenti che, a volte, sono per la legge veri e propri reati, ma anche a non percepirne il disvalore sociale. L’esempio più lampante si ha in tema di violazione dei diritti d’autore. Abbiamo elencato le condotte più comuni nell’articolo Tutti gli illeciti di Facebook. Ma un altro ricorrente caso è quello dei concerti dal vivo: si può registrare uno spettacolo o un’esibizione live con il proprio smartphone e poi postarla su internet? Si può fare un video con tutto l’evento e caricarlo su YouTube? La risposta è assolutamente negativa. Salvo che l’artista non abbia dato il proprio consenso (cosa che non ricorre quasi mai), registrare un concerto dal vivo è reato. Ecco perché chi viene pescato con una telecamera, un treppiede o anche uno smartphone in modalità “registrazione” può non solo essere allontanato dalla manifestazione (e ovviamente non vedersi restituire i soldi del biglietto), ma anche denunciato alle autorità. A prevederlo è la legge sul diritto d’autore. Ma procediamo con ordine e vediamo perché i concerti dal vivo non si possono registrare e soprattutto come mai si tratta di un reato.

Dal gennaio 1995 l’Italia ha modificato la normativa sui diritti d’autore adeguandosi alla disciplina stabilita dall’unione europea. In particolare la legge ha chiarito, una volta per tutte, che l’artista che si esibisce in un concerto ha il diritto esclusivo di sfruttare economicamente la propria esibizione dal vivo, impedendo agli altri di fare altrettanto. In altre parole, il cantante, il musicista o chi per lui (ad esempio la casa discografica cui questi ha ceduto i diritti economici) è l’unico legittimato a registrare il proprio concerto e a decidere cosa farne, come ad esempio un video da pubblicare in un supporto fisico (un dvd).

Questo significa che, per registrare un concerto dal vivo è necessario chiedere l’autorizzazione all’artista che si esibisce o a coloro a cui quest’ultimo ha ceduto i propri diritti economici (di solito le case discografiche).

Nel caso poi in cui l’artista stia eseguendo dal vivo opere altrui, per registrare il concerto non è sufficiente chiedere il consenso all’interprete, ma anche agli autori del repertorio eseguito.

Perciò dal 1995 la Siae rifiuta la vidimazione alle registrazioni “live” riprese e utilizzate senza consenso (bootleg).

Cosa rischia chi registra un concerto dal vivo? È bene sapere che, per gran parte delle violazioni connesse alle opere altrui, la legge sul diritto d’autore prevede un vero e proprio reato. Lo si comprende perché la sanzione prevista è, per le violazioni minori, la multa. Ebbene, benché nel lessico comune si parla di multa quando ci si riferisce alle contravvenzioni stradali, tale sanzione è invece la conseguenza di un reato [1].

In definitiva chi registra, duplica o vende il video di un concerto dal vivo commette un reato ed è quindi penalmente perseguibile.

note

[1] Le pene previste per i delitti sono: ergastolo (pena detentiva); reclusione (pena detentiva); multa (pena pecuniaria). Le pene previste per le contravvenzioni (anch’esse reati, ma meno gravi dei delitti) sono: arresto (pena detentiva); ammenda (pena pecuniaria).


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