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Parcella dell’avvocato: fattura senza vidimazione dell’ordine

28 maggio 2017


Parcella dell’avvocato: fattura senza vidimazione dell’ordine

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 maggio 2017



Recupero crediti: i professionisti possono fare a meno della parcella vidimata dal Consiglio dell’Ordine per richiedere il decreto ingiuntivo sulla propria parcella non pagata dal cliente.

Niente più parcelle vidimate dal Consiglio dell’Ordine per gli avvocati che vogliono recuperare i crediti dai propri clienti: con la recente riforma attuata dal Job Act dei lavoratori autonomi, i professionisti vengono equiparati agli imprenditori e, pertanto, possono procedere alla richiesta di decreto ingiuntivo solo sulla base della fattura da questi stessi emessa. Insomma, per gli avvocati diventa molto più semplice recuperare i soldi dai clienti morosi, al riparo dai tempi biblici che, molto spesso, i consigli dell’ordine lasciavano decorrere dal deposito dell’istanza.

Ripercorriamo dunque le novità appena approvate dal parlamento e vediamo come avviene oggi il recupero del credito del professionista e perché la parcella dell’avvocato non richiede più la vidimazione dell’ordine.

Tutto origina dalla modifica dell’articolo 634 del codice di procedura civile. Inizialmente la norma stabiliva che:

«Per i crediti relativi a somministrazioni di merci e di danaro nonché per prestazioni di servizi, fatte da imprenditori che esercitano un’attività commerciale, anche a persone che non esercitano tale attività, sono altresì prove scritte idonee gli estratti autentici delle scritture contabili di cui agli art. 2214 e seguenti del codice civile, purché bollate e vidimate nelle forme di legge e regolarmente tenute, nonché gli estratti autentici delle scritture contabili prescritte dalle leggi tributarie, quando siano tenute con l’osservanza delle norme stabilite per tali scritture».

Oggi il Job Act degli autonomi ha modificato detto articolo [1] inserendo, dopo le parole «che esercitano un’attività commerciale» le seguenti: «e da lavoratori autonomi». Pertanto ora la norma risulta formulata nel seguente modo:

«Per i crediti relativi a somministrazioni di merci e di danaro nonché per prestazioni di servizi, fatte da imprenditori che esercitano un’attività commerciale e dei lavoratori autonomi, anche a persone che non esercitano tale attività, sono altresì prove scritte idonee gli estratti autentici delle scritture contabili (…)».

In questo modo non solo gli avvocati, ma tutti gli altri professionisti vengono assimilati agli imprenditori. Con la conseguenza che, al pari di questi ultimi, per ottenere il decreto ingiuntivo nei confronti del cliente è sufficiente la semplice fattura anche se non vidimata dal Consiglio dell’Ordine di appartenenza.

Resterà da vedere come verrà ora interpretata la disposizione dai nostri giudici e se si apre ancora un margine di intervento, da parte del Consiglio dell’Ordine, tutte le volte in cui il cliente, contestando la congruità della parcella, presenti opposizione e si apra il giudizio di merito.

note

[1] Art. 15 Job Act dei lavoratori autonomi.

Autore immagine: 123rf com

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2 Commenti

  1. L’articolo è davvero scritto male e fuorviante.
    Scirvete “è sufficiente la semplice fattura anche se non vidimata dal Consiglio dell’Ordine di appartenenza”.
    Ciò denota una pessima conoscenza fiscale a processuale:
    in precedenza il COA non vidimava la fattura, ma la parcella; ora per depositare un ricorso per DI vi è necessita di emettere la fattura, vale a dire versare l’iva e le successive imposte con il rischio concreto che il cliente notifichi l’opposizione e che, di fatto, il danaro si perpepisca a fine causa.

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