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Il socio di srl può fatturare alla società?

3 giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 giugno 2017



Socio lavoratore e socio d’opera: quando è possibile fatturare alla società e quando si può essere considerati dipendenti?

Tre soci della nostra società di agenti di commercio sono dipendenti, ma vorremmo che aprissero partita Iva e fatturassero alla Srl: potranno farlo e pagheranno contributi all’Inps?

Bisogna innanzitutto premettere che il socio lavoratore di srl, o meglio il socio d’opera, può godere, per lo svolgimento della sua attività lavorativa connessa alla qualifica di socio, esclusivamente dei redditi che derivano dalla partecipazione agli utili: la prestazione d’opera, in questa ipotesi, è difatti considerata un conferimento alla società, come il capitale.

Eventuali altri redditi oltre ai dividendi sono comunque percepibili, ma a fronte di ulteriori attività svolte, ad esempio quella di amministratore, di dipendente (si può essere dipendenti se non si non ricopre la carica di amministratore; l’amministratore può essere comunque dipendente a patto che, come amministratore, sia stato interdetto dai poteri decisionali in merito al personale dipendente, con esplicita delibera del consiglio di amministrazione), o attività diverse.

Socio d’opera e socio lavoratore

Secondo l’orientamento  prevalente in materia, il socio d’opera è una figura da distinguere dal socio lavoratore: quest’ultimo è il socio che, a prescindere dalla sua qualifica sociale, svolge un’attività lavorativa a favore della società, ma in virtù di un distinto contratto di lavoro. Il presupposto per l’inserimento del socio d’opera nella struttura societaria, invece, è la prestazione dell’attività lavorativa: la prestazione lavorativa viene dunque svolta in adempimento di obblighi derivanti dal contratto di società e non di un contratto di lavoro. Il socio d’opera non può dunque fatturare alla società per la prestazione svolta, se già prevista nel contratto sociale, ma lo può fare per prestazioni ulteriori, come anticipato.

Dal punto di vista previdenziale, è opportuno ricordare che, dal 1997 [1], l’obbligo di iscrizione alla Gestione commercianti dell’Inps è esteso al socio di Srl, qualora lo stesso partecipi al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza, pur in assenza di una piena responsabilità giuridica.

Soci: quando possono fatturare alla società?

A prescindere dalla qualifica di socio d’opera o meno, ad ogni modo, per capire quali soluzioni possono essere adottate, nel caso prospettato, è innanzitutto necessario conoscere quali attività lavorative dovranno, nel concreto, essere svolte dai soci.

Socio che svolge attività di consulenza

In caso di svolgimento di attività di mera consulenza, i soci potrebbero (ovviamente ciascuno per conto suo), aprire partita Iva come lavoratori autonomi (ad esempio come consulenti aziendali), iscriversi alla Gestione separata dell’Inps e fatturare le proprie prestazioni alla srl, avendo riguardo, però, che la srl non sia l’unico cliente. Sarebbe opportuno quantificare, in questo caso, gli eventuali costi aggiuntivi sorti in capo al soggetto con partita Iva (impianto contabile, iscrizioni, diritti, studi di settore, etc.). è importante sapere che è possibile iscriversi al regime fiscale forfettario anche se si possiede una partecipazione in una società di capitali, se non in regime di trasparenza.

Soci agenti di commercio

I soci potrebbero, se l’attività da svolgere è quella di agenti di commercio (ugualmente, ciascuno per conto proprio), aprire una partita Iva come ditta individuale, iscriversi al Rea e fatturare alla srl senza iscriversi alla gestione separata: anche  in questo caso bisognerebbe sempre aver riguardo che la srl non sia unico cliente. Inoltre, dal punto di vista previdenziale, per gli agenti sarebbe obbligatoria sia l’iscrizione alla Gestione Inps commercianti che l’iscrizione all’Enasarco. Dal punto di vista contrattuale, nel caso prospettato si parlerebbe di contratto di subagenzia, considerando che l’attività di agenzia è già svolta in prima istanza dalla società: a tal proposito deve essere verificata la genuinità del contratto di subagenzia, con particolare riguardo all’effettiva sussistenza di procacciamento di nuovi affari, di un’organizzazione di impresa vera e propria e l’assenza di un’attività in regime di monomandato. Nel caso in cui si ravvisi una non genuinità del rapporto di subagenzia, il rapporto stesso verrebbe ricondotto al lavoro subordinato.

Soci lavoratori autonomi occasionali

Non è percorribile l’ipotesi che preveda la mancata apertura della partita Iva e la conclusione di un contratto di lavoro autonomo occasionale, il cui compenso sarebbe da dichiarare nei redditi diversi: nel caso di specie, considerando la continuatività del rapporto societario, cadrebbe il requisito dell’occasionalità.

Socio: partecipazione e lavoro autonomo

In definitiva, il socio di srl che lavora per la società stessa, al fine di ricevere un reddito che non sia distribuzione di utili e che non si concretizzi in attività di amministrazione, può scegliere di percepire:

  • uno stipendio in qualità di lavoratore subordinato, avuto riguardo alla mansione svolta e alla mancanza di poteri decisionali (che è la soluzione, corretta, adottata sinora, ma non a lungo percorribile, nel caso di specie, a causa dell’elevato costo del lavoro);
  • un reddito derivante da emissione di fattura, con relativa iscrizione alla gestione separata, apertura partita Iva, etc., nel caso di prestazioni di consulenza (se si tratta di un’attività professionale al di fuori della mera consulenza aziendale, per la quale è dovuta l’iscrizione a ordini o albi, sarà obbligatoria l’iscrizione allo specifica cassa professionale);
  • un ricavo derivante da emissione di fatture con relative iscrizioni alla gestione commercianti dell’Inps, al registro imprese, all’Enasarco, nel caso di provvigioni (derivanti da attività di agenzia, o meglio, di subagenzia);
  • un ricavo derivante da emissione di fatture con relativa iscrizione alla gestione artigiani, se l’attività è riconducibile ad una esecuzione avente natura di manualità.

note

[1] Art. 1, Co. 203, L. n. 662/1996.

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