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Guida in stato di ebbrezza: se si supera di poco la soglia

28 Maggio 2017


Guida in stato di ebbrezza: se si supera di poco la soglia

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 Maggio 2017



Come essere assolti in caso di guida da ubriaco: il reato può essere “perdonato” grazie alla «particolare tenuità del fatto».

Se il conducente trovato positivo all’alcoltest supera in realtà di poco il tasso soglia oltre il quale scatta il reato e, quindi, il procedimento penale può usufruire dell’archiviazione del processo per «particolare tenuità del fatto».

Lo ha chiarito la Cassazione in una recente e interessante sentenza [1]. Ma procediamo con ordine e vediamo, in caso di guida in stato di ebbrezza, come ci si può difendere se si supera di poco la soglia.

Quando scatta il reato di guida in stato di ebbrezza?

Per il reato di guida in stato di ebbrezza la legge ha previsto tre tipi di sanzione a seconda del quantitativo di alcol rilevato nel sangue del conducente: una prima, di carattere più lieve, con conseguenze solo di tipo amministrativo; una seconda, che invece rientra nel penale, quando il tasso di alcol è più elevato, ma non esagerato; una terza, la più grave, anch’essa di carattere penale, che scatta quando il tasso di alcol nel sangue è particolarmente alto e il conducente non è per niente arbitro del proprio corpo. In particolare, gli scaglioni delle sanzioni per la guida in stato di ebbrezza sono i seguenti:

  • con tasso alcolemico superiore a 0,5 gr/l e non superiore a 0,8 gr/l, scatta la sanzione amministrativa da euro 500 a 2000 nonché la sospensione della patente di guida da tre a sei mesi;
  • con un tasso alcolemico superiore a 0,8 gr/l e non superiore a 1,5 gr/l, è previsto l’arresto fino a sei mesi, l’ammenda da 800 a 3.200 euro; inoltre scatta la sospensione della patente di guida da sei mesi ad un anno;
  • con un tasso alcolemico superiore a 1,5 gr/l, si prevede l’arresto da sei mesi a un anno, l’ammenda da 1.500 a 6.000 euro e la sospensione della patente da uno a due anni. Viene poi disposta la confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato, salvo che il veicolo stesso appartenga a persona estranea al reato.

Come difendersi se si supera di poco il livello dello scaglione

Difficilmente il conducente di un’auto, dopo aver bevuto un bicchiere di troppo, ha strumenti per rilevare, in modo millimetrico, la quantità di alcol presente nel proprio corpo ed è facile che superi il limite di legge anche se di poco. Così, ad esempio, chi è positivo all’alcoltest e presenta un tasso alcolemico di 0,9 gr/l viene sottoposto al processo penale a causa di uno scostamento millimetrico rispetto alla soglia precedente (che, come detto è di 0,8 gr/l). Che fare in questi casi? È possibile difendersi e giustificarsi?

Una soluzione c’è e a darla è la Cassazione con una recente sentenza [1]. Secondo l’orientamento ormai ribadito dalla Suprema Corte, tutte le volte in cui vi è un lieve superamento della soglia del “penale” e la condotta, in sé considerata, non risulti aver arrecato un grave danno o pericolo alla collettività, è possibile usufruire del cosiddetto beneficio della «particolare tenuità del fatto». In forza di tale istituto, il conducente non subisce il procedimento penale, né riceve le sanzioni (ferma restando però la sospensione della patente). Gli resta solo la fedina penale sporca e, se ha causato un danno a persone o cose, l’obbligo di risarcirlo.

Questo orientamento è già stato sposato, in passato, dalla Cassazione [2] secondo cui, addirittura, la «particolare tenuità del fatto» può essere invocata anche in caso di incidente stradale (che, invece, di norma, fa scattare l’aggravante) o di rifiuto a sottoporsi all’alcoltest. Secondo la Corte, «in presenza di indici soggettivi afferenti la modalità della condotta, il grado della colpevolezza, l’entità del danno o del pericolo, unitamente al lieve superamento della soglia di rilevanza penale, la contravvenzione di guida in stato d’ebbrezza può non essere punibile per “particolare tenuità del fatto”».

L’esiguità del disvalore – secondo la Corte di cassazione – è frutto di una valutazione complessiva della condotta del conducente, del danno e della colpevolezza; quindi bisogna valutare il caso concreto. Le Sezioni Unite hanno infatti chiarito che il giudizio sulla tenuità richiede una valutazione complessa e congiunta di tutte le peculiarità della fattispecie concreta che consideri le modalità della condotta, il grado della colpevolezza, l’entità del danno o del pericolo.

note

[1] Cass. sent. n. 26276/17 del 25.05.2017.

[2] Le Sezioni Unite della Cassazione, intervenute con riferimento al reato di guida in stato d’ebbrezza, hanno affermato che è applicabile l’art. 131-bis cod. pen. non ostando la circostanza che la previsione normativa contenga già la determinazione di valori-soglia.

Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 27 aprile – 25 maggio 2017, n. 26276
Presidente Bianchi – Relatore Pezzella

Ritenuto in fatto e considerato in diritto

1. Il G.M. del Tribunale di Asti, pronunciando nei confronti di T.E. , con sentenza del 15.4.2016, lo assolveva dal reato di cui all’art. 186, commi 2 lett. b), e 2 sexies D.Lgs.285192 per aver guidato l’autovettura FORD FOCUS tg (…) in stato di ebbrezza alcolica (tasso alcolemico rilevato alla prima prova pari a 0,85g/l e alla seconda prova pari a 0,92g/l), con l’aggravante di avere commesso il reato dopo le ore 22 e prima delle ore 7, in (…) alle ore 2.15 del (omissis), ritenuta la non punibilità per particolare tenuità del fatto, con applicazione della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per mesi 10.
2. Avverso tale provvedimento ha proposto ricorso per Cassazione, per saltum, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Asti, deducendo i motivi di seguito enunciati nei limiti strettamente necessari per la motivazione, come disposto dall’art. 173, comma 1, disp. att., cod. proc. pen.
– Inosservanza o erronea applicazione della legge penale.
Il P.M. ricorrente deduce l’erronea applicazione della legge penale, in quanto il solo dato oggettivo valorizzato, nella sentenza impugnata, ai fini dell’applicazione della causa di non punibilità consisterebbe nella circostanza che il tasso alcolemico riscontrato era prossimo al minimo di legge senza far riferimento ad altri elementi concreti tali da offrire una connotazione del fatto di particolare tenuità.
Tale interpretazione sarebbe in contrasto con l’orientamento di questa Corte che richiede una valutazione della fattispecie concreta nel suo complesso relativo a tutti gli elementi afferenti la condotta, le conseguenze del reato e la colpevolezza.
È chiaro, precisa il ricorrente, che quanto più ci si allontani dal valore soglia tanto più è verosimile che non si tratti di un fatto esiguo, ma nessuna conclusione può essere tratta in astratto, prescindendo dall’esame del caso concreto.
Il reato in oggetto rientrerebbe nella categoria di illeciti in cui la pericolosità della condotta tipica è tratteggiata in modalità categoriale, ossia il legislatore individua dei comportamenti contrassegnati dall’attitudine ad offendere il bene oggetto di protezione.
Si tratterebbe di reati di pericolo presunto, che presentano un forte legame con l’archetipo della pericolosità e garantiscono il rispetto del principio di tassatività, eliminando gli spazi di vaghezza e discrezionalità connessi alla necessità di accertare in concreto l’offensività del fatto.
Pertanto, pur rimanendo spazio per apprezzare in concreto il possibile impatto pregiudizievole rispetto al bene tutelato, la valutazione va effettuata attraverso una concreta ricognizione delle circostanze e modalità di manifestazione del reato, al fine di apprezzare l’effettiva gravità dell’illecito. Chiede, pertanto, l’annullamento della impugnata sentenza con i provvedimenti consequenziali.
3. Il Procuratore Generale presso questa Corte con nota del 19.1.2017 ha rassegnato le proprie conclusioni scritte ex art. 611 cod. proc. pen., con cui ha chiesto il rigetto del ricorso, in quanto lo stesso si palesa infondato.
Il P.G. rileva che il giudice di merito dà atto di aver valutato gli indici soggettivi e oggettivi della pericolosità della complessiva vicenda “stradale”, considerando specificamente che la prossimità del tasso alcolemico riscontrato al minimo di legge fosse tale da ritenere applicabile l’istituto di cui all’art. 131 bis c.p..
Pertanto, il provvedimento impugnato avrebbe osservato l’orientamento stabilito dalle Sezioni Unite di codesta Corte, per cui “la causa di non punibilità della particolare tenuità del fatto di cui all’art. 131- bis cod. pen., in quanto configurabile – in presenza dei presupposti e nel rispetto dei limiti fissati dalla norma – ad ogni fattispecie criminosa, è configurabile anche in relazione al reato di guida in stato di ebbrezza, non essendo, in astratto, incompatibile, con il giudizio di particolare tenuità, la presenza di soglie di punibilità all’interno della fattispecie tipica, rapportate ai valori di tassi alcolemici accertati, anche nel caso in cui, al di sotto della soglia di rilevanza penale, vi è una fattispecie che integra un illecito amministrativo”. Sez. U, Sentenza n. 13681 del 25/02/2016 Ud. (dep. 06/04/2016) Rv. 266589.
4. I motivi sopra illustrati sono infondati e, pertanto, il proposto ricorso va rigettato.
5. Va rilevato, in premessa, essere fuori discussione, per averlo chiarito le Sezioni Unite di questa Corte di legittimità, che la causa di non punibilità della particolare tenuità del fatto di cui all’art. 131bis cod. pen., in quanto applicabile in presenza dei presupposti e nel rispetto dei limiti fissati dalla norma – ad ogni fattispecie criminosa, è configurabile anche in relazione al reato di guida in stato di ebbrezza, non essendo, in astratto, incompatibile, con il giudizio di particolare tenuità, la presenza di soglie di punibilità all’interno della fattispecie tipica, rapportate ai valori di tassi alcolemici accertati, anche nel caso in cui, al di sotto della soglia di rilevanza penale, vi è una fattispecie che integra un illecito amministrativo (Sez. Un., n. 13681 del 25/2/2016, Tushaj, rv. 266589).
Le stesse SS.UU Tushaj hanno chiarito che, ai fini della configurabilità della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall’art. 131 bis cod. pen., il giudizio sulla tenuità richiede una valutazione complessa e congiunta di tutte le peculiarità della fattispecie concreta, che tenga conto, ai sensi dell’art. 133, primo comma, cod. pen., delle modalità della condotta, del grado di colpevolezza da esse desumibile e dell’entità del danno o del pericolo (Sez. Un., n. 13681 del 25/2/2016, Tushaj, rv. 266590).
Ebbene, nel caso che ci occupa, diversamente da quanto lamenta il PM ricorrente, il giudice di merito, nel solco della sopra ricordata giurisprudenza di questa Corte di legittimità, non si è limitato a fare riferimento al solo dato oggettivo della vicinanza del limite soglia, ma ha dato atto anche, ancorché con motivazione stringata, di avere valutato anche gli indici “soggettivi” della vicenda stradale, tenuto conto, evidentemente, che si trattava di vicenda emersa durante un semplice controllo su strada da parte della Polizia Municipale a carico di un soggetto incensurato.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso.


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