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Lo sai che? Se accetto con beneficio di inventario non pago i debiti del morto: è vero?

Lo sai che? Pubblicato il 28 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 luglio 2017

Accettare l’eredità con beneficio d’inventario non significa sottrarsi alla responsabilità per i debiti ma, semplicemente, pagare nei limiti di quanto ricevuto.

Se colui che viene chiamato all’eredità non vuole pagare i debiti del defunto con il proprio patrimonio, quando tali debiti superano l’attivo ereditato, farà bene ad accettare l’eredità con beneficio dell’inventario [1]. Per intenderci, se la quota dell’erede è pari a 10.000 euro e i debiti lasciati dal defunto sono di 20.000 euro, l’erede, accettando con beneficio di inventario, risponderà solo nei limiti della sua quota (10.000 euro).

Si capisce che se, già dall’inizio, non si sa che cosa effettivamente il defunto lasci, tale forma di accettazione è il modo migliore per evitare che i propri beni personali siano sottoposti al pignoramento dei creditori del defunto.

Attenzione, però: è vero che se si accetta con beneficio di inventario non si pagano i debiti del morto? No, non è vero ed è bene capire un aspetto importante. Accettare con beneficio d’inventario non significa che ci si sottrae alla responsabilità per i debiti ma, semplicemente, si paga nei limiti di quanto ricevuto. Se, quindi, fin da subito l’erede sa che le passività sono superiori all’attivo, è meglio non accettare affatto oppure farlo sperando che i creditori non si facciano più vivi. A rischio e pericolo di chi accetta, quindi. È quanto emerge da una sentenza del Tribunale di Terni [2].

 

La vicenda

Dopo la morte di un uomo che decedeva senza lasciare testamento, sua sorella accettava l’eredità con beneficio di inventario. Emergeva che il defunto lasciava molti debiti. Sua moglie, quindi, sosteneva che la sorella, proprio perché aveva accettato con beneficio di inventario, doveva contribuire la pagamento di questi debiti.

Accettazione con beneficio di inventario: che vuol dire?

In sostanza, accettazione dell’eredità con beneficio di inventario significa che, pur diventando proprietari dei beni ereditati, si impedisce che questi si confondano con quelli del proprio (preesistente) patrimonio: quindi, se il defunto ha lasciato dei debiti, l’erede ne risponderà ma solo nei limiti di quanto effettivamente ereditato e non anche con i suoi beni, quelli cioè che aveva già prima di ricevere l’eredità stessa. Facciamo un esempio: immaginiamo che un padre muoia lasciando i suoi beni ai due figli. Il padre in questione era un incallito giocatore d’azzardo e uno dei fratelli teme che abbia lasciato debiti. Decide, quindi, di accettare l’eredità con beneficio di inventario. Effettivamente si scopre che questi debiti ci sono ma il fratello si è ben tutelato perché il creditori del defunto genitore potranno pignorargli al massimo la casa che il padre gli ha lasciato ma non i suoi conti in banca personali.

Accettazione dell’eredità: come scegliere la più conveniente?

Dall’esempio appena fatto, si capisce che il vero vantaggio dell’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario sta nel fatto che non si rischia che, dalla successione, si abbiano solo grane. Se, infatti, si ha il dubbio che il parente defunto avesse più debiti di quanto davvero abbia lasciato o se non è subito chiaro a quanto ammonti l’attivo e il passivo ereditario, per non vedere i propri beni trafugati dai creditori, è sempre meglio optare per questo strumento.

Al contrario, se si ha la certezza che il defunto abbia lasciato solo debiti o, comunque, che i debiti siano maggiori dell’attivo, conviene rifiutare l’eredità. Sempre in quest’ottica, se si è certi che l’eredità sia tutta in attivo, si può procedere, senza rischi, con l’accettazione pura e semplice, cioè senza riserve: in questo caso, il patrimonio del defunto si “fonde” con il patrimonio dell’erede e diventa un tutt’uno. Di conseguenza, se poi emerge che il defunto qualche debito lo ha lasciato, l’erede sarà tenuto a pagarlo ricorrendo anche alle proprie disponibilità personali nel caso in cui quanto ricevuto non sia sufficiente a tal fine: nell’esempio, del padre giocatore d’azzardo, il fratello, se avesse accettato l’eredità puramente e semplicemente, non avrebbe potuto impedire che il creditori del padre gli pignorassero anche i suoi conti in banca.

Proprio perché accettare con beneficio d’inventario non significa sottrarsi alla responsabilità per i debiti ma, semplicemente, pagare nei limiti di quanto ricevuto, nella sentenza del Tribunale di Terni il giudice ha accolto la domanda della moglie del defunto.

note

[1] Art. 490, co. 1, cod. civ.

[2] Trib. Terni sent. n. 258 dello 07.04.2017.

Fonte della sentenza: lesentenze.it


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