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Lo sai che? I diritti di chi deve farsi ricoverare in ospedale

Lo sai che? Pubblicato il 29 maggio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 29 maggio 2017

Tempi di attesa, qualità, cure e terapie, eventuali reclami. Che cos’è la Carta dei servizi, una sorta di «contratto» che garantisce i diritti del paziente.

Il ricovero ordinario, cioè quello che non necessita di una prestazione urgente, viene deciso normalmente dopo una serie di visite, prima del medico curante e poi del medico specialista. Il paziente, a questo punto, viene inserito in una lista di attesa e chiamato, quando sarà il suo turno, per gli ultimi due passaggi: gli esami e gli accertamenti del pre-ricovero (se c’è un intervento chirurgico programmato) e, quindi, il ricovero vero e proprio. Di norma tra questi due passaggi non deve trascorrere più di un mese. Gli esami e le visite effettuati in regime di pre-ricovero sono gratuiti. Ma se il paziente rinuncia all’intervento, verrà richiesto il pagamento del ticket.

Il ricovero in ospedale può avvenire:

  • per una degenza pre-operatoria;
  • per un giorno (in regime di day-hospital e di day -urgery);
  • per qualche giorno (se si tratta di un ricovero ordinario o un ricovero d’urgenza);
  • per un periodo più lungo quando, a seguito di un episodio acuto, occorre una fase di stabilizzazione del quadro clinico e di recupero.

Al momento del ricovero verranno chiesti in accettazione questi documenti:

  • tessera sanitaria;
  • documento di identità;
  • proposta di ricovero del medico;
  • prenotazione di ricovero.

Ma quali sono i diritti di chi deve farsi ricoverare in ospedale, dalle liste di attesa alla degenza, alle terapie post-ricovero? Vediamo.

Tempi di attesa massimi per farsi ricoverare in ospedale

I tempi d’attesa massimi previsti dalla normativa per visite ed esami diagnostici ma anche per il ricovero in ospedale sono definiti nell’Accordo Stato Regioni dell’11 Luglio 2002 (qui allegato), tuttora in vigore.

Questa intesa fissa anche le classi di priorità per il ricovero, sia di tipo chirurgico sia di tipo medico. Un tetto fissato per garantire i diritti di chi deve farsi ricoverare in ospedale per quanto riguarda i tempi di attesa:

CLASSE A

Ricovero entro 30 giorni per i casi clinici che potenzialmente possono aggravarsi rapidamente al punto da diventare emergenti, o comunque da recare grave pregiudizio alla prognosi.

CLASSE B

Ricovero entro 60 giorni per i casi clinici che presentano intenso dolore, o gravi disfunzioni, o grave disabilità ma che non manifestano la tendenza ad aggravarsi rapidamente al punto di diventare emergenti né possono per l’attesa ricevere grave pregiudizio alla prognosi.

CLASSE C

Ricovero entro 180 giorni per i casi clinici che presentano minimo dolore, disfunzione o disabilità, e non manifestano tendenza ad aggravarsi né possono per l’attesa ricevere grave pregiudizio alla prognosi.

CLASSE D

Ricovero senza attesa massima definita per i casi clinici che non causano alcun dolore, disfunzione o disabilità. Questi casi devono comunque essere effettuati almeno entro 12 mesi.

Ricovero in ospedale: diritto alla Carta dei servizi

Tra i diritti di chi deve farsi ricoverare in ospedale c’è quello di ricevere la Carta dei servizi della struttura, una volta avvenuto il ricovero. Si tratta di un documento che contiene informazioni sulle prestazioni erogate, sulle tariffe, sulle modalità di accesso ai servizi. Insomma, una sorta di «contratto» tra struttura e paziente che indica gli standard della prestazione, gli obiettivi della struttura e i diritti del cittadino, in questo caso i diritti di chi deve farsi ricoverare in ospedale. E cioè:

  • a ricevere notizie e informazioni che permettano al paziente di essere aggiornato sulle proprie condizioni di salute;
  • ad indicare una persona (un parente, un amico) a cui fornire ogni informazione relativa al decorso della degenza;
  • ad essere assistito e curato con competenza e attenzione;
  • ad avere riservatezza e privacy sia per quanto riguarda i suoi dati personali sia per quanto riguarda il suo stato di salute;
  • a ricevere le visite di familiari e amici negli orari stabiliti dalla struttura sanitaria;
  • a presentare un reclamo all’Urp (Ufficio relazioni con il pubblico) nel caso in cui non venga rispettata la Carta dei servizi.

La Carta dei Servizi si basa su alcuni principi fondamentali:

  • eguaglianza: deve essere garantito l’accesso ai servizi senza alcuna distinzione per motivi di sesso, razza, religione ed opinioni politiche;
  • imparzialità: non devono attuarsi favoritismi nella prestazione dei servizi sanitari;
  • continuità: l’erogazione dei servizi deve essere continua e regolare;
  • partecipazione: deve essere prestata massima attenzione alle opinioni ed ai giudizi sulla qualità del servizio che vengono espressi dai cittadini, direttamente o tramite le Associazioni che li rappresentano, prevedendo appositi strumenti di partecipazione e coinvolgimento.

Il diritto alla qualità del servizio in ospedale

Non può mancare tra i diritti di chi deve farsi ricoverare in ospedale quello della qualità del servizio sanitario, che deve essere garantito anche nella Carta dei servizi ma che si pone come uno dei diritti fondamentali del malato.

In particolare, i fattori che determinano la qualità del servizio sanitario a cui ha diritto il paziente sono:

  • il tempo: velocità del servizio, contenimento dei tempi di attesa, puntualità e regolarità nelle prestazioni;
  • la semplicità delle procedure: ad esempio la possibilità di prenotare un ricovero on line o telefonicamente;
  • l’informazione comprensibile, chiara e completa sul trattamento sanitario ricevuto o da ricevere;
  • l’orientamento e l’accoglienza all’ingresso nelle strutture sanitarie: meglio evitare che pazienti o visitatori si perdano nella struttura per mancanza di indicazioni chiare;
  • il comfort e la pulizia all’interno dell’ospedale;
  • i rapporti umani e sociali: cortesia, capacità di rassicurazione e rispetto della dignità del paziente devono essere una costante.

Chi deve farsi ricoverare in ospedale ha diritto ad uno standard di qualità, di efficienza e di efficacia che deve essere monitorato dalla struttura sanitaria.

Il diritto alla cartella clinica

La cartella clinica rientra tra i diritti di chi si deve farsi ricoverare in ospedale e viene dimesso ma non è gratuita: occorrerà pagare e attendere che sia pronta con tutte le informazioni relative al paziente dal momento del ricovero a quello delle dimissioni.

La cartella clinica dovrà contenere tutti gli interventi clinici effettuati giorno dopo giorno, gli eventuali episodi anomali, i risultati degli esami analitici o radiologici eseguiti, la descrizione di un eventuale intervento chirurgico ed il suo esito, se ci sono state o meno delle complicazioni, la terapia seguita durante il ricovero e quella indicata al momento delle dimissioni, ecc. Il tutto firmato dal medico responsabile del reparto.

In pratica, si tratta di un rapporto che approfondisce in ogni dettaglio quello che viene indicato nella lettera di dimissioni (che non si paga), nella quale il medico riassume lo stato in cui è arrivato il paziente in ospedale, il suo decorso, la terapia somministrata durante la degenza, le condizioni al momento delle dimissioni e le cure da fare a casa, oltre all’indicazione sull’eventuale visita di controllo.


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