Diritto e Fisco | Articoli

Manifestazione musicale: quali permessi occorrono?

29 Maggio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 Maggio 2017



Licenza di pubblico spettacolo, occupazione di suolo pubblico, agibilità, deviazione del traffico, pulizia dell’area. E poi c’è la Siae: quanto si paga?

 

La bella stagione è quella più adatta per una manifestazione musicale all’aperto, nella piazza di una città o di un luogo di villeggiatura. Se la serata è organizzata da un Comune, la parte burocratica per chi deve eseguire lo spettacolo è di solito più snella: sarà l’amministrazione a occuparsi di tutti i permessi. Se, invece, si tratta di un evento privato, quali permessi occorrono per una manifestazione musicale? Due, sicuramente: quello del Comune in cui si svolge e quello della Siae, la società che tutela i diritti degli autori e degli editori.

 

Il permesso del Comune per una manifestazione musicale

Nel momento in cui si vuole organizzare una manifestazione musicale in un determinato luogo, in una piazza ad esempio, occorre chiedere la licenza di pubblico spettacolo. Si tratta di un permesso, valido solo per le date in cui si svolge l’evento, che va chiesto al sindaco del Comune interessato.

Bisogna allegare i dati della manifestazione, le generalità e i dati fiscali di chi la organizza. Ma anche rispettare i requisiti antimafia ed il programma dettagliato della manifestazione.

Tutto qui? No, no. Perché il Comune domanderà: «Che cos’è una piazza?». E l’organizzatore della manifestazione musicale dovrà rispondere: «E’ uno spazio pubblico». L’amministratore, allora, farà una seconda domanda: «Quindi sai cosa ti serve per fare il tuo concerto?». Rispondiamo noi: il permesso di occupazione del suolo pubblico. Perché, naturalmente, per quella manifestazione musicale occorrerà montare un palco e sistemare delle sedie, in modo che il pubblico stia comodo. Insomma: si occupa uno spazio pubblico di cui i cittadini non potranno usufruire per farsi una passeggiata.

La domanda di occupazione del suolo pubblico si deve presentare almeno 15 giorni prima della data prevista per l’evento, specificando chi organizza la manifestazione e come si intende occupare la piazza (niente palco, solo il palco, palco e sedie, ecc.). E se lo spazio per la manifestazione musicale interessa un giardino pubblico, servirà anche l’autorizzazione del settore Verde Pubblico del Comune.

Tutto qui? No, no. Perché se la piazza occupa, per dire, un incrocio o un luogo strategico per la circolazione, servirà anche chiedere un permesso per deviare il traffico. La domanda va presentata sempre in Comune.

Tutto qui? Avrete immaginato già la risposta. Pensate ad una manifestazione musicale che ha bisogno di una struttura fissa (un palco su cui si esibiscono i musicisti – soprattutto se supera gli 80 cm di altezza – o qualche torretta su cui vengono piazzati i fari o le casse dell’impianto audio). In questo caso, occorre anche la dichiarazione di agibilità della Commissione provinciale di Vigilanza di Pubblico Spettacolo. Insomma, un pezzo di carta che certifichi che la torretta non cada addosso a qualcuno o che il palco non crolli, con i musicisti dentro (non sarebbe la prima volta).

Naturalmente, il Comune vorrà avere una certificazione rilasciata da tecnici abilitati sull’impianto elettrico. E una verifica sull’impatto acustico che la manifestazione musicale avrà sui vicini.

Non guasterebbe, infine, prendere degli accordi con il Comune per stabilire chi pulirà il giorno dopo l’area interessata dalla manifestazione musicale da bicchieri di plastica, bottiglie vuote, ecc. Lo deve fare l’organizzatore o l’amministrazione locale? E chi paga: l’organizzatore o i contribuenti?

Il permesso Siae per una manifestazione musicale

Non solo il Comune: anche la Siae vuole la sua fetta di torta per incassare i diritti di autore delle opere che vengono eseguite durante un concerto. Per una manifestazione musicale quali permessi occorrono per essere a posto con la Siae?

La Società degli autori e degli editori definisce queste manifestazioni «concerti di musica leggera, classica e jazz, festival e spettacoli di danza o balletto». O tutto insieme, se l’organizzatore ha un estro artistico particolare.

Occorre, quindi, chiedere un permesso alla Siae per eseguire una manifestazione musicale, recandosi nell’agenzia territoriale di competenza.

Quanto si paga di Siae per una manifestazione musicale? Il compenso si calcola su queste basi:

  • la modalità organizzativa (se la manifestazione è gratuita o a pagamento);
  • l’affluenza;
  • il luogo in cui si svolge la manifestazione musicale;
  • i proventi collegati alla manifestazione (sponsor, contributi esterni, ecc.).

Attenzione, però: nella tabella riportata sul sito della Siae, i compensi fissi vengono stabiliti in base a «capienza o presenze» del locale in cui si svolge la manifestazione. Ciò farebbe pensare al fatto che se un locale contiene 100 persone, si pagherà per 100 anche se ce ne saranno 10 di persone.

Veniamo al dunque, cioè a quanto si paga di Siae per una manifestazione musicale:

  • fino a 100 posti (o presenze): da 97,70 euro a 129,70 euro;
  • da 100 a 300 posti: da 186,80 euro a 249,20 euro;
  • da 301 a 1.000 posti: da 287,20 euro a 383,80 euro;
  • da 1.001 a 2.000 posti: da 410,20 euro a 546,70 euro;
  • da 2.001 a 3.000 posti: da 567,80 euro a 757,10 euro;
  • da 3.001 a 5.000 posti: da 852,30 euro a 1.136,10 euro;
  • da 5.001 a 8.000 posti: da 1.278 euro a 1.704,50 euro.

Oltre gli 8.000 posti, per ogni 1.000 posti o presenze in più (o frazione) si paga da 229,50 euro a 306,30 euro.

Tutto qui? No, no: la Siae vuole anche il 10% su queste voci:

  • il 100% dell’importo derivante dalla vendita dei biglietti o degli abbonamenti al netto dell’Iva;
  • il 100% dei diritti di prevendita nel caso in cui la manifestazione musicale sia gestita direttamente dall’organizzatore e quindi costituisca maggiorazione di prezzo. Nel caso in cui la prevendita sia gestita da terzi sarà considerata ai fini del calcolo del diritto d’autore solo la parte eccedente il 15% del prezzo del biglietto;
  • il 100% degli importi dei servizi o altri accessori obbligatoriamente richiesti per la partecipazione allo spettacolo;
  • il 50% degli importi delle consumazioni/cene;
  • il 50% degli importi dei servizi o altri accessori facoltativi connessi allo spettacolo (ad esempio, quelli per la prenotazione di un tavolo);
  • il 50% delle sponsorizzazioni;
  • il 50% dei contributi da enti pubblici e privati (35% se erogati da enti pubblici con carattere di liberalità);
  • il 100% dei diritti di ripresa televisiva;
  • il 100% dei biglietti o altri titoli che consentono l’ingresso gratuito alla manifestazione;
  • altri importi connessi allo spettacolo (oblazioni e quote sociali).

Tutto qui? No, no: se la manifestazione musicale è organizzata per promozione o pubblicità di un’azienda, un marchio o un prodotto, la Siae terrà conto anche delle spese sostenute per l’allestimento dell’evento.

note

Autore immagine: Carlos Arija


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI