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News Voucher, arrivano i contratti di prestazione occasionale

News Pubblicato il 2 giugno 2017

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> News Pubblicato il 2 giugno 2017

Prende forma la normativa sui dopo voucher: nuovi contratti o buoni lavoro “mascherati”?

I voucher sono usciti dalla porta per entrare dalla finestra? È quello che lamenta la Cgil, assieme ad altre sigle sindacali, in merito ai cosiddetti dopo voucher: si tratta dei contratti di prestazione occasionale, nuovi strumenti che, assieme ai libretti per le famiglie, o libretti famiglia, sostituiranno i buoni lavoro.

Non si tratterà, però, di nuovi voucher, perché ci sarà un vero e proprio contratto di lavoro: un contratto flessibile, certo, ma con più tutele previste a favore dei lavoratori. Per le imprese, il costo del lavoro sarà più caro rispetto ai vecchi voucher e saranno previsti dei limiti rigidi per evitare gli abusi.

Peraltro, il contratto di prestazione occasionale non sarà per tutti, ma soltanto per le microimprese e i professionisti con non più di 5 dipendenti; per le famiglie, come accennato, ci sarà invece un diverso strumento, il libretto telematico.

Nessuna reviviscenza dei voucher, dunque? Per capirlo, facciamo il punto della situazione sul funzionamento del contratto di prestazione occasionale e del libretto telematico.

Contratto di prestazione occasionale

I contratti di prestazione occasionale non saranno dei nuovi buoni lavoro, ossia dei ticket, ma dei veri e propri contratti di lavoro subordinato, attivabili dalle imprese (sino a 5 dipendenti) e dai professionisti.

Il contratto di lavoro, in particolare, dovrà essere concluso e comunicato con una procedura online semplificata: tutti gli adempimenti dovranno essere effettuati all’interno del portale web dell’Inps.

Il rapporto lavorativo dovrà essere completamente tracciabile: è prevista, difatti, una procedura di prenotazione che prevede l’indicazione obbligatoria di tutti i dati identificativi del datore di lavoro e del lavoratore, assieme al tempo e al luogo di svolgimento della prestazione.

In particolare, il datore di lavoro dovrà comunicare, almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione, tramite il portale web dell’Inps o il contact center:

  • i dati anagrafici e identificativi del prestatore;
  • il luogo di svolgimento della prestazione;
  • l’oggetto della prestazione;
  • la data e l’ora di inizio e di termine della prestazione ovvero, se imprenditore agricolo, la durata della prestazione con riferimento a un arco temporale non superiore a tre giorni;
  • il compenso pattuito per la prestazione, in misura non inferiore a 36 euro, per prestazioni di durata non superiore a quattro ore continuative nell’arco della giornata.

Inoltre, il pagamento dovrà avvenire in forma elettronica e non sarà possibile fare incetta di ticket dal tabaccaio, come avveniva in passato per i voucher, in quanto non è prevista l’erogazione di buoni al lavoratore. In particolare, sarà l’Inps a pagare le prestazioni attivate (ovviamente, previo pagamento del committente all’istituto), entro il 15 del mese successivo alla prestazione.

Contratto di prestazione occasionale: i costi

Il contratto di prestazione occasionale, per l’azienda, risulterà più caro rispetto ai vecchi buoni lavoro. I contributi previdenziali e assistenziali dovuti alla Gestione Separata dell’Inps, difatti, saranno gli stessi previsti per i co.co.co. (collaboratori coordinati e continuativi), quindi il 32,72% della paga oraria lorda; l’aliquota contributiva aumenterà, in base alle previsioni del Jobs Act autonomi, dello 0,51%, arrivando dunque al 33,23%.

Anche la paga netta, cioè la paga “alla mano” per il lavoratore, sarà più alta, pari a 9 euro l’ora. In totale, considerando anche i premi Inail, il costo orario per l’azienda dovrebbe essere pari a 12,50 euro. Il contratto di prestazione occasionale costa dunque più dei voucher, ma meno della generalità dei contratti di lavoro. Meno conveniente, rispetto alla prestazione occasionale, anche il contratto intermittente, o a chiamata, che prevede, nel costo orario, le maggiorazioni per ferie, tredicesima ed eventuale quattordicesima e tfr (trattamento di fine rapporto).

Contratto di prestazione occasionale: vantaggi per i lavoratori

I lavoratori, col contratto di prestazione occasionale, fruiranno comunque di tutele in più rispetto ai vecchi voucher: il contributo pieno alla Gestione Separata, con tutta probabilità, comporterà non solo l’accantonamento di un numero maggiore di contributi per la pensione, ma anche la copertura della malattia, della maternità e, probabilmente, della disoccupazione, grazie, tra l’altro, alla stabilizzazione della Dis-coll, l’indennità di disoccupazione prevista per i lavoratori parasubordinati, cioè per i co.co.co. (collaborazioni coordinate e continuative).

Questi importanti aspetti, però, devono ancora essere definiti. Non si può affermare, ad ogni modo, che il contratto di prestazione occasionale e i co.co.co. siano assimilabili, a prescindere dal fatto che siano offerte le stesse tutele previdenziali e assistenziali: rispetto ai co.co.co., difatti, col contratto di prestazione occasionale non deve essere verificato il requisito della mancanza della subordinazione.

Peraltro, in base ai limiti previsti, è facile che si verifichi la trasformazione del contratto di prestazione occasionale in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Contratto di prestazione occasionale: i limiti

A proposito dei limiti, i contratti di prestazione occasionale avranno dei rigidi paletti, volti a diminuire il rischio di abusi nel loro utilizzo, che ne ridurranno il raggio d’azione.

In primo luogo, questi contratti non potranno essere utilizzati dalle imprese e dai professionisti con più di 5 dipendenti e dalle ditte che lavorano nel settore edile e nelle attività pericolose (scavi, estrazioni, miniere).

Inoltre, sarà previsto un doppio tetto, per singola impresa o professionista: il datore di lavoro, in particolare, non potrà retribuire, con i dopo voucher, più di 5.000 euro l’anno, tra tutti i lavoratori chiamati con questo contratto. Il limite potrà essere elevato a 7.500 euro in caso di assunzione di categorie particolari di lavoratori marginali, come disoccupati, studenti e pensionati.

Il secondo limite, invece, vale per il singolo lavoratore, che potrà ricevere sino a un massimo di 2.500 euro annui da ogni committente e sino a 5.000 euro annui complessivamente, tra tutti i committenti. Anche in questo caso il limite potrà essere elevato a 7.500 euro, se il lavoratore appartiene a categorie marginali.

Esiste poi un ulteriore limite per l’assunzione: la prestazione si potrà attivare per non meno di 4 ore; in futuro le ore potranno essere aumentate, ma mai diminuite.

Infine, è previsto un limite di tempo massimo relativo alle prestazioni rese dal lavoratore nei confronti dello stesso committente, pari a 280 ore annue.

In caso di superamento, da parte di un utilizzatore, del limite di 2.500 euro per le prestazioni rese da un prestatore o comunque del limite di durata della prestazione pari a 280 ore nell’arco dello stesso anno civile, il rapporto si trasformerà in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

In caso di violazione dell’obbligo di comunicazione o di violazione dei divieti di ricorrere al contratto di prestazione occasionale, si applicherà una sanzione amministrativa che andrà da un minimo di 500 euro a un massimo di 2.500 euro. La sanzione sarà applicabile per ogni prestazione lavorativa giornaliera per cui risulterà accertata la violazione, senza applicazione della procedura di diffida obbligatoria.

Libretto telematico per le famiglie

Per le famiglie il contratto di prestazione occasionale sarà attivabile grazie a un libretto telematico, il libretto famiglia: anche in questo caso, per attivare la prestazione di lavoro occasionale ci sarà una procedura online nel portale dell’Inps, ma ancora più semplice rispetto a quella prevista per le imprese.

Anche per il libretto famiglia resta valido il tetto massimo di 2.500 euro annui a lavoratore; i contributi previdenziali e assistenziali saranno pari al 13% circa, come per il lavoro domestico, mentre il valore orario della prestazione sarà pari a 10 euro.

Come per l’ordinario contratto di prestazione occasionale, inoltre, sarà sempre l’Inps a pagare le prestazioni attivate (ovviamente, previo pagamento del committente all’istituto attraverso il libretto), entro il 15 del mese successivo alla prestazione.

In base a quanto reso noto, la piattaforma online potrà servire anche per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.


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2 Commenti

  1. Buongiorno, grazie della spiegazione accurata. Tuttavia non mi è chiara una cosa: mettiamo una persona abbia già un lavoro e voglia sfruttare le sue ferie per arrotondare lo stipendio lavorando, per esempio in uno stabilimento balneare. Il datore di lavoro dovrebbe comunicare ogni mattina all’INPS che quel giorno la persona lavorerà o è possibile comunicare una volta sola all’inizio il numero di ore complessivo e il numero di giorni per cui è prevista la prestazione? Grazie in anticipo se vorrà chiarire questo aspetto.

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