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Lo sai che? Surroga mutuo: si può interrompere per ripensamento?

Lo sai che? Pubblicato il 2 giugno 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 2 giugno 2017

La surroga del mutuo è un procedimento che consente al cliente di poter trasferire la pratica di finanziamento dall’attuale banca ad una che offre tassi e prezzi più vantaggiosi. Scopriamo come funziona.

La surroga del mutuo è un procedimento che in passato risultava particolarmente oneroso, ma attualmente grazie al cosiddetto “pacchetto liberalizzazioni” posto in essere dall’ex premier Bersani mediante numerosi decreti, risulta invece totalmente gratuito e senza penali. Esattamente come accade oggi per gli operatori telefonici, con i quali si può cambiare liberamente offerta e passare alla concorrenza senza costi, lo stesso principio si applica anche nel settore bancario e nel caso specifico ai mutui.

Sebbene la disciplina sia chiara e impone la totale gratuità del trasferimento del mutuo, vi sono alcune zone d’ombra che sviluppano ambiguità e perplessità. Una delle principali problematiche è la possibilità di interrompere il procedimento di surroga, a causa della mancanza di disposizioni relative. È chiaro che tale operazione è un atto dettato dalla volontà del debitore, il quale perciò ha la piena facoltà di ripensamento: un ripensamento che può essere anche dovuto da una rinegoziazione del mutuo da parte della propria banca, dopo aver ricevuto la pratica di surroga.

Per questo motivo l’interruzione della pratica è lecita a tutti gli effetti, ma può comportare qualche onere e disagio economico a carico del debitore a seconda delle ipotesi. In primis bisogna verificare a che punto risulta la surroga del mutuo: nel momento in cui il cliente abbia firmato tutti i documenti con la nuova banca e per ripensamento decida di restare con il proprio istituto, allora potrebbe incorrere nel pagamento di alcune spese dovute. Ricordiamo che il procedimento di surroga in sé è gratuito, ma a questo si aggiungono le varie spese accessorie (ad esempio la perizia o le spese notarili).

Il ripensamento può comportare delle spese?

In linea di principio tutti i ritardi o imprevisti imputabili alla banca non comportano alcun tipo di responsabilità economica e finanziaria per il debitore, il quale non dovrà sostenere alcuna spesa. Ma qualora il ripensamento intervenga per propria volontà, sarà necessario valutare lo stato della pratica e rimborsare alla nuova banca le spese sostenute. Se il procedimento si trova ancora all’inizio allora il debitore dovrà rimborsare le spese della perizia dell’immobile; qualora invece lo stato della surroga sia più avanzato, sarà necessario restituire anche le spese notarili e di istruttoria.

Queste spese sono legittime e possono essere richieste al debitore che ha avuto un ripensamento: questi costi non possono essere considerati ed imputati come spese effettive della surroga, in quanto risultano accessori e successivi all’approvazione della nuova banca al trasferimento del debito. Per questo motivo il debitore “inadempiente” che ha rinunciato di propria iniziativa risulterà in ogni caso vincolato al pagamento di tali costi. Se al contrario la surroga procede e si conclude positivamente tali spese saranno interamente sostenute dall’istituto bancario, senza rivalersi sul debitore.

Il ripensamento non deve essere tuttavia confuso con il rifiuto della surroga: tale fattispecie deriva dalla valutazione creditizia della nuova banca, che ritiene il debitore non idoneo. In questo caso il cliente non dovrà pagare alcuna spesa, considerato inoltre che lo stesso istituto creditizio non ha sostenuto alcun costo. Questo principio vale anche nel caso in cui sia la stessa banca a rinunciare anche in caso di pratica già avviata.

Cos’è la surroga e quali sono i vantaggi o svantaggi?

La surroga del mutuo è la semplice operazione con la quale il debitore (chi ha richiesto il mutuo) si rivolge ad una nuova banca, che offre condizioni contrattuali ed economiche migliori, la quale si impegnerà a pagare il debito e diventare nuova creditrice. Come già anticipato, grazie alla Legge Bersani bis il debitore può estinguere il mutuo precedente senza dover pagare nessuna penale: tale normativa ha reso maggiormente possibile e più trasparente la fattispecie, già disciplinata dall’art.1202 del codice civile. La nuova banca naturalmente pagherà la cifra richiesta all’istituto creditizio precedente, ottenendo a titolo di garanzia l’ipoteca di primo grado istituita sull’immobile.

L’aspetto che risulta maggiormente è quindi il vantaggio economico che ne deriva per il debitore; tuttavia è giusto anche ricordare che esiste un unico vincolo a tale operazione: non è possibile surrogare un mutuo per una cifra più alta di quella richiesta inizialmente. La disciplina illustra chiaramente che il nuovo debito non potrà risultare superiore rispetto al capitale residuo al momento del cambiamento.

È opportuno inoltre ricordare che non esiste un limite numerico di richieste, in quanto il debitore è libero di chiedere la surroga in qualsiasi momento e per un numero potenzialmente illimitato di volte. Naturalmente in caso di “serialità” (ovvero se la portabilità è stata effettuata già in precedenza) l’istituto creditizio a cui viene chiesto il trasferimento potrebbe rifiutare, considerando il debitore poco affidabile.

Andrea Mazzola – Copywriter AvvocatoFlash


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