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L’Enel può tagliare gli alberi per far passare i cavi della corrente?

30 maggio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 maggio 2017



L’Enel può tagliare gli alberi se deve far passare un elettrodotto ma deve rispettare i limiti imposti dalle legge e dalle necessità del caso concreto, chiedendo la collaborazione del proprietario.

Come abbiamo visto nell’articolo Cavi elettrici sulla facciata di casa: risarcimento danni?, ogni proprietario ha l’obbligo di consentire il passaggio di condutture e cavi elettrici nelle sue proprietà [1]. L’interesse della collettività, infatti, prevale su quello del privato che, quindi, deve sacrificare parte del suo diritto. Se ad esempio, vicino casa vengono costruite delle palazzine di proprietà del Comune e i nuovi inquilini hanno bisogno dell’allaccio della corrente elettrica, l’Enel è autorizzato a far passare i cavi in giardino e il proprietario non si può opporre, a patto che i lavori siano eseguiti con tutte le precauzioni necessarie sia per garantire la sicurezza e l’incolumità, arrecando il minimo disturbo agli abitanti. Ciò significa che se vicino ai cavi aerei della luce ci sono alberi che, cadendo, possono causare corti circuiti od arrecare inconvenienti al servizio o alle condutture, il gestore deve provvedere alla loro potatura. Ma in che modo? L’Enel può tagliare gli alberi per far passare i cavi della corrente? No o – meglio – lo può farlo ma rispettando i limiti necessari imposti dalle normative vigenti e richiesti dalle necessità del caso concreto e chiedendo la collaborazione del proprietario degli alberi. A dirlo è una sentenza del Tribunale di Tempio Pausania in una recente sentenza [2].

La vicenda

Il proprietario di un casolare di campagna tipico della Sardegna, riconosciuto dalla legge luogo di notevole interesse artistico, faceva causa all’Enel sostenendo che i suoi operai incaricati, senza alcuna autorizzazione, nell’ambito delle operazioni di manutenzione dell’elettrodotto che passava attraverso quel casolare, avevano tagliato due querce secolari. Secondo l’Enel, il taglio si era reso necessario per i disservizi che proprio quegli alberi avevano causato ad alcuni utenti della zona.

Manutenzione Enel: si possono tagliare gli alberi?

Per legge, l’Enel può:

  • collocare ed usare condutture sotterranee od appoggi per conduttori aerei e far passare i relativi cavi su terreni privati e su vie e piazze pubbliche, impiantando anche cabine di trasformazione o di manovra necessarie all’esercizio delle condutture;
  • infiggere supporti ed ancoraggi per conduttori aerei all’esterno dei muri o facciate delle case, a condizione che i lavori siano eseguiti garantendo la sicurezza e l’incolumità e con il minimo disturbo agli abitanti;
  • tagliare rami degli alberi che si trovano in prossimità dei conduttori aerei e che possano, cadendo, causare corti circuiti od arrecare inconvenienti al servizio o danni alle condutture;
  • far accedere lungo il tracciato delle condutture il personale addetto alla sorveglianza e manutenzione degli impianti e a compiere i lavori necessari.

Dunque, il proprietario dell’immobile o del terreno su cui l’Enel intende far passare i cavi non può opporsi ma la legge prevede una serie di garanzie a suo favore, affermando che l’esercizio della servitù deve avvenire con il minor aggravio possibile. In sostanza:

  • il privato deve concedere il passaggio di cavi elettrici nella sua proprietà,
  • l’Enel non può imporgli un sacrificio maggiore di quello strettamente necessario, danneggiandolo o mettendo in pericolo la sua sicurezza o incolumità.

Nel caso della sentenza, l’Enel ha tagliato delle querce esercitando un compito che è la legge stessa ad affidargli, nel caso in cui gli alberi, troppo vicini ai cavi, possano creare pericoli: ad esempio se, cadendo, possono causare un corto circuito. Tuttavia, la stessa legge impone al gestore della rete elettrica alcuni accorgimenti che, nel caso concreto, l’Enel non ha affatto rispettato: infatti, ha effettuato le potature senza richiedere la collaborazione del proprietario degli alberi che avrebbe potuto consigliare un taglio meno dannoso. Non ha neppure rispettato la distanza minima di sicurezza imposta dalla legge in un caso del genere né ha tenuto conto che, nell’ipotesi di un casolare e di una zona con quelle caratteristiche di interesse artistico, non era necessario un taglio così profondo e così invasivo: il rischio di malfunzionamenti ed interferenze avrebbe potuto essere ridotto comunque con un’opera più limitata ed attenta alla tutela di alberi dal notevole interesse naturalistico e paesaggistico.

note

[1] Art. 1056 cod. civ.

[2] Trib. Tempio Pausania sent. n. 294 del 17.03.2017.

Fonte della sentenza: lesentenze.it

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