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Il mantenimento del minore e il genitore prevalente


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 giugno 2017



Presupposti del mantenimento del minore. Chi è il genitore affidatario prevalente.

Se due genitori si separano, devono stabilirsi delle regole sull’affidamento dei minori nati dalla coppia, sulla loro residenza, sul mantenimento. Tale necessità riguarda anche le coppie non sposate (per ulteriore approfondimento, leggi anche genitori conviventi e mantenimento del minore).

L’assegno di mantenimento a favore dei figli

Secondo la legge e in ossequio a quanto affermato a livello costituzionale [1], entrambi i genitori sono obbligati a “mantenere” i propri figli, in proporzione alla proprio capacità reddituale.

Nel rispetto del descritto presupposto, in caso di separazione, uno dei due genitori viene onerato del versamento di un assegno mensile a favore dell’altro coniuge, ma nell’interesse esclusivo del o dei propri figli.

La misura del predetto assegno può essere stabilita di comune accordo tra le parti (così come avviene nella separazione assistita o consensuale) oppure su provvedimento del giudice investito della controversia, nel caso di disaccordo tra i genitori.

In quest’ultima ipotesi, l’ammontare dell’onere è calcolato tenendo conto di vari fattori, quali ad esempio le esigenze del minore, il reddito dei coniugi, l’affidamento del figlio, ecc.

Se il genitore gravato dal mantenimento non ha i mezzi sufficienti per versarlo, la legge prevede che siano i nonni ad intervenire (tecnicamente definiti ascendenti).

Se, invece, il coniuge onerato del mantenimento del figlio non vuole adempiere ai suoi obblighi, il giudice può ordinare, ad esempio, che lo stipendio del medesimo sia versato in parte e direttamente all’altro genitore.

I provvedimenti giudiziali in caso di separazione: l’affidatario prevalente

Quando viene meno la comunione spirituale tra i due coniugi, purtroppo la separazione diventa quasi sempre inevitabile. Tale spiacevolissima circostanza, è accompagnata da frequenti controversie, poiché la separazione familiare comporta anche delle conseguenza da un punto di vista economico.

In quest’ottica è essenziale tutelare le esigenze dei figli, anche se maggiorenni, provvedendo e contribuendo al loro mantenimento. È altresì opportuno verificare se dalla separazione emerge un coniuge cosiddetto “più debole”, il quale dovrà essere “aiutato” dall’altro. È necessario, inoltre, stabilire la sorte dei beni facenti parte della vita familiare, quale ad esempio la casa coniugale.

Ebbene, tutte queste problematiche, unite alle altre, devono trovare una soluzione e una disciplina ordinaria, che si raggiunge o attraverso un accordo oppure per il tramite di un giudice. Purtroppo, quindi, spesso e volentieri, solo il Tribunale può risolvere le problematiche nascenti dalla separazione tra i coniugi, emettendo i provvedimenti, prima temporanei, e poi definitivi, che andranno a governare i rapporti tra marito e moglie a seguito del loro distacco spirituale, di fatto e giuridico.

Nell’ottica appena descritta, uno dei provvedimenti più importanti è sicuramente quello legato alla scelta del coniuge “prevalentemente” affidatario del o dei figli. Questi è colui a cui sarà sostanzialmente affidata la prole, presso il quale, cioè, la stessa sarà residente. Ciò non comporterà per l’altro genitore, alcun sostanziale impedimento alla frequentazione dei propri figli e tanto meno l’esclusione dalle decisioni più importanti (quelle tecnicamente definite di straordinaria amministrazione). Tuttavia, l’affidatario prevalente avrà diritto all’assegno di mantenimento per il figlio e anche all’assegnazione della casa coniugale (indipendentemente dalla titolarità dell’immobile).

Nella pratica, le descritte circostanze si realizzano a favore della madre, tipicamente individuata come genitore più debole (economicamente e socialmente). In tal senso difficilmente i giudici deviano dal convincimento secondo il quale sia preferibile non distaccare i figli dalla madre, tuttavia nulla vieta di dimostrare che per i figli sia meglio il contrario e che l’affidatario prevalente o anche esclusivo debba essere il padre. In altri termini non c’è una legge che impedisce tale conclusione. Ad esempio, è stato persino stabilito l’affido esclusivo dei minori a favore del padre, in presenza di un’instabilità affettiva a carico della madre [2]. In questo, come in altri casi analoghi, il giudice può valutare l’affidamento al genitore escluso, come contrario all’interesse del minore [3].

note

[1] Art. 30 Cost.

[2] Cass. civ. sent. n. 26122.2013.

[3] Art. 337 quater cod. civ.

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1 Commento

  1. genitore prevalente…..assegno di mantenimento…casa coniugale al prevalente….tutte sciocchezze inventate dalla magistratura…la 54/2006 dice tutt altro..tanto è vero che per fortuna alcuni tribunali..pochi purtroppo..iniziano ad usare protocolli per rispettare seriamente la legge sull affido condiviso

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